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Piede Piatto: post-operatorio dopo artrorisi con allungamento del tendine d’Achille

Recupero dopo artrorisi associata ad allungamento dell’Achille, con protezione del tendine e ripresa graduale.

Schema personale: gesso circa 30 giorni; corsa non prima di due mesi dalla rimozione del gesso, dopo valutazione clinica. Sport dopo progressione e via libera individuale.

Per il fisioterapista: adattare esercizi, dose e progressione a lesione o procedura, protezioni, carico e movimento consentiti; verificare i criteri clinici, non solo il tempo trascorso.

Ambito e prima di iniziare

Per artrorisi associata ad allungamento del tendine d’Achille. Non applicare il programma rapido dell’artrorisi isolata al tendine appena operato.

Prima di iniziare
Confermare tecnica, lato, interventi associati e carico prescritto. Le date riportate descrivono il percorso personale del Dott. Priano, non uno standard valido per ogni chirurgo.
Immobilizzazione
Gesso circa 30 giorni secondo prescrizione; eventuale tutore notturno per altri 30 giorni se indicato. Carico solo come scritto alla dimissione.
Criterio pratico
Aumentare il lavoro se cammino, dolore e gonfiore restano stabili anche dopo la seduta. Le verifiche sotto sono una checklist pratica adattata dalle fonti, non un test di rientro validato per tutti i bambini.
  • La figura mostra il gesto: ampiezza e dose sono quelle scelte per te. Se nella scheda mancano carico o movimenti consentiti, chiedi di completarli prima di iniziare.
  • Non cercare di sbloccare a forza il piede o allungare il tendine operato.
  • Riprendi lo sport quando sei pronto e autorizzato, non solo perché è arrivata la data.

Fasi del percorso ed esercizi illustrati

Gli esercizi sono nella fase dalla quale possono essere presi in considerazione, con istruzioni e precauzioni. Il fisioterapista li seleziona per il piano individuale: il protocollo completo non prescrive di eseguirli tutti.

Rispettare i tempi minimi e le protezioni indicati per la procedura. Il tempo trascorso da solo non autorizza il passaggio: il team curante verifica i criteri clinici.

Preparazione all’intervento

Breve fase nelle settimane che precedono l’intervento programmato: non richiede un ciclo strutturato di fisioterapia.

Obiettivi

  • Capire il carico previsto dopo l’intervento e saper usare le stampelle.
  • Organizzare casa e scuola per le prime settimane.
  • Verificare mobilità e forza di base di piede e caviglia, quando utile.
  • Conoscere l’inizio e i limiti del movimento previsti per l’intervento specifico: con gesso, niente mobilità di caviglia finché non viene rimosso e autorizzato il movimento.
  • Sapere che dopo l’allungamento del tendine d’Achille il recupero della forza del polpaccio è graduale e va rispettato.

Piano di preparazione

  • Esercitazione pratica con le stampelle prima dell’intervento, su piano e scale.
  • Organizzazione domestica e scolastica: percorsi, bagno, trasporto, banco accessibile, esonero temporaneo da educazione fisica.
  • Quando utile, semplici esercizi di mobilità di caviglia e piede, senza trasformare la preparazione in un programma obbligatorio.

Precauzioni

  • La preparazione non è un prerequisito: l’intervento programmato non va rinviato per completare esercizi preoperatori.

Criteri verificati dal curante

  • Uso sicuro delle stampelle con il carico previsto.
  • Famiglia informata su carico, uso delle stampelle e ripresa scolastica.
  • Casa e scuola organizzate per il rientro dopo l’intervento.

Quando serve la preparazione

  • Prima di un intervento programmato di artrorisi (con o senza gesti associati).
  • Non è dimostrato che un ciclo standard di fisioterapia preoperatoria migliori l’esito dell’artrorisi: la preparazione è soprattutto educativa e organizzativa.

Preparazione a casa e a scuola

  • Prepara percorsi liberi, un posto per tenere il piede sollevato e scarpe comode e larghe per il rientro.
  • Verifica scale, bagno e trasporto scolastico con le stampelle.
  • Avvisa la scuola: assenza prevista, banco accessibile, esonero temporaneo da educazione fisica.
Addestramento a stampelle e carico
Addestramento a stampelle e carico

Addestramento a stampelle e carico

Breve fase nelle settimane che precedono l’intervento programmato: non richiede un ciclo strutturato di fisioterapia.

  1. Prova le stampelle prima dell’intervento, con l’altezza regolata e il carico indicato dal chirurgo.
  2. Esercitati su piano, scale e ingresso di casa, con qualcuno che ti assiste.
  3. Impara anche a sederti, alzarti e spostarti in bagno rispettando le restrizioni di carico previste.

Dose e progressione: Almeno una sessione di addestramento prima del ricovero; ripetere finché il gesto è sicuro.

Mobilità attiva della caviglia
Mobilità attiva della caviglia

Mobilità attiva della caviglia

Breve fase nelle settimane che precedono l’intervento programmato: non richiede un ciclo strutturato di fisioterapia.

  1. Seduto o sdraiato, muovi la caviglia in flessione, estensione e in circonduzione lenta, nel range non doloroso.
  2. Mantieni il movimento fluido, senza forzare il punto in cui compare dolore.

Dose e progressione: Indicativo: 10-15 movimenti per direzione, 2-3 volte al giorno.

1. Protezione iniziale

Primi giorni

Obiettivi

  • Contenere gonfiore e rendere sicuri gli spostamenti.

Piano fisioterapico

  • Tenere gesso e medicazione come prescritti; muovere le dita libere.
  • Stampelle e appoggio secondo dimissione; elevazione a riposo se utile.

Precauzioni

  • Non togliere il gesso e non muovere la caviglia al suo interno.

Criteri che il curante verifica prima del passaggio

  • Dolore controllato e medicazione/gesso senza problemi.
  • Spostamenti sicuri nel carico prescritto.

Opzioni di esercizio illustrate

Mobilità delle dita del piede
Mobilità delle dita del piede

Mobilità delle dita del piede

Solo quando il gesto è autorizzato nella fase indicata, rispettando carico e movimento prescritti.

  • Con la gamba sostenuta, muovi dolcemente le dita libere, senza tirarle con le mani.
  • Se porti un gesso, non muovere la caviglia al suo interno e non toglierlo per eseguire la figura.

Dose e progressione: Segui serie, ripetizioni o durata, pause e frequenza scritte nella tua scheda. Fermati prima di perdere il controllo del gesto; non ricavare la dose dalla figura.

2. Autonomia durante la protezione

Fino alla rimozione prescritta, circa 30 giorni

Obiettivi

  • Gestire scuola e spostamenti senza sovraccarico.

Piano fisioterapico

  • Mantenere movimento delle dita libere, di anca e ginocchio e contrazioni statiche di coscia e anca; niente esercizi della caviglia.
  • Controllare comfort, dolore e gonfiore; modulare le distanze.

Precauzioni

  • Niente corsa, salti o giochi con rischio di caduta.

Criteri che il curante verifica prima del passaggio

  • Controllo della ferita favorevole.
  • Rimozione del gesso e mobilità autorizzate.

3. Movimento e cammino

Dopo rimozione del gesso e controllo

Obiettivi

  • Recuperare un passo regolare e movimento comodo.

Piano fisioterapico

  • Mobilità attiva su/giù dopo autorizzazione: la rimozione del gesso non autorizza forzature o rinforzo automatico.
  • Ridurre gradualmente le stampelle quando carico consentito e controllo permettono di non zoppicare.

Precauzioni

  • Niente stretching forzato dell’Achille, discese dal gradino o lavoro eccentrico non prescritto.

Criteri che il curante verifica prima del passaggio

  • Cammino in miglioramento senza aumento persistente del dolore.
  • Rinforzo autorizzato; ferita guarita.

Opzioni di esercizio illustrate

Mobilità della caviglia in scarico
Mobilizzazione attiva della caviglia

Mobilità della caviglia in scarico

Mobilità su/giù solo se autorizzata e fuori dal gesso. Non forzare eversione o rotazioni contro l’impianto.

  • Con la gamba sostenuta e il piede libero, muovi lentamente la punta verso di te e lontano da te nell’arco consentito.
  • La figura mostra le due direzioni, non l’ampiezza da raggiungere. Non usare elastici o spinte manuali.
  • Interrompi per dolore profondo; non aggiungere rotazioni se non sono state autorizzate.

Dose e progressione: Segui serie, ripetizioni o durata, pause e frequenza scritte nella tua scheda. Fermati prima di perdere il controllo del gesto; non ricavare la dose dalla figura.

4. Forza ed equilibrio

Dopo autorizzazione al rinforzo

Obiettivi

  • Recuperare spinta e controllo del piede.

Piano fisioterapico

  • Solo dopo via libera al rinforzo del tendine, iniziare con attivazione statica leggera del polpaccio, poi sollevamenti bilaterali sulle punte con sostegno; aumentare gradualmente il carico secondo risposta.
  • Equilibrio su piano stabile con sostegno, poi monopodalico se controllato; resistenza scelta in base ai deficit.

Precauzioni

  • Non cercare un allungamento massimo del tendine operato.

Criteri che il curante verifica prima del passaggio

  • Cammino senza zoppia; registrare qualità e numero dei sollevamenti bilaterali del tallone e controllo su un piede, se autorizzato, confrontandoli ai controlli senza dolore o gonfiore successivi.
  • Via libera all’impatto rispettando anche il periodo minimo indicato.

Opzioni di esercizio illustrate

Sollevamenti sulle punte con appoggio
Sollevamenti sulle punte

Sollevamenti sulle punte con appoggio

Solo dopo autorizzazione al rinforzo del tendine operato; prima prova con il fisioterapista. Niente discesa da gradino o lavoro a una gamba autonomi.

  • Sul pavimento piano, appoggia le mani a un supporto stabile come nella figura.
  • Con entrambi i piedi, solleva lentamente i talloni e riappoggiali con controllo.
  • Non passare da solo a una gamba o al bordo di un gradino. Fermati per dolore articolare e controlla la risposta successiva.

Dose e progressione: Segui serie, ripetizioni o durata, pause e frequenza scritte nella tua scheda. Fermati prima di perdere il controllo del gesto; non ricavare la dose dalla figura.

Short foot (piede corto)
Short foot (piede corto)

Short foot (piede corto)

Solo quando il gesto è autorizzato nella fase indicata, rispettando carico e movimento prescritti.

  • Seduto con il piede appoggiato a terra, tallone e dita ben poggiati.
  • Avvicina l’avampiede al tallone “accorciando” il piede e sollevando l’arco, senza arricciare le dita.
  • Cerca di mantenere le dita distese e rilassate. Se si arricciano, riduci lo sforzo e fatti aiutare a ritrovare il movimento, senza considerarlo un test di un singolo muscolo.

Dose e progressione: Segui serie, ripetizioni o durata, pause e frequenza scritte nella tua scheda. Fermati prima di perdere il controllo del gesto; non ricavare la dose dalla figura.

Equilibrio sul piano stabile
Equilibrio su una gamba

Equilibrio sul piano stabile

Dopo autorizzazione al carico completo e all’appoggio su una gamba; prima prova con il fisioterapista.

  • Su terreno fermo e con occhi aperti, solleva leggermente l’altro piede, mantenendo il bacino orizzontale.
  • Tieni una mano su un appoggio stabile come in figura; un adulto deve poter aiutare il bambino.
  • Appoggia il piede libero prima di perdere il controllo. Non aggiungere cuscini, occhi chiusi o perturbazioni.

Dose e progressione: Segui serie, ripetizioni o durata, pause e frequenza scritte nella tua scheda. Fermati prima di perdere il controllo del gesto; non ricavare la dose dalla figura.

Presa dell’asciugamano
Raccolta di stoffa con le dita

Presa dell’asciugamano

Solo quando il gesto è autorizzato nella fase indicata, rispettando carico e movimento prescritti.

  • Seduto, appoggia il piede su un asciugamano grande steso a terra.
  • Arriccia dolcemente le dita per avvicinare la stoffa, mantenendo il tallone appoggiato. Rilascia senza forzare.
  • Solo con supervisione di un adulto; non usare biglie, bottoni o altri piccoli oggetti ingeribili.

Dose e progressione: Breve gioco supervisionato, solo se selezionato; interrompere prima del fastidio.

5. Ripresa dell’impatto

Non prima di due mesi dalla rimozione del gesso, dopo valutazione clinica

Obiettivi

  • Recuperare corsa e atterraggio controllati.

Piano fisioterapico

  • Dopo il via libera all'impatto, con passo senza zoppia e sollevamenti del tallone ed equilibrio controllati, alternare cammino e brevi tratti di corsa in linea retta su piano regolare.
  • Solo dopo buona tolleranza della corsa, introdurre piccoli salti con atterraggi controllati insieme al fisioterapista; verificare dolore e gonfiore successivi.

Precauzioni

  • Non progredire con zoppia, dolore focale o gonfiore persistente.

Criteri che il curante verifica prima del passaggio

  • Gesti progressivi tollerati anche dopo la seduta.
  • Controllo sufficiente per allenamento sportivo.

Opzioni di esercizio illustrate

Corsa rettilinea alternata al cammino
Ritorno allo sport con monitoraggio del dolore

Corsa rettilinea alternata al cammino

Schema personale del Dott. Priano: corsa non prima di due mesi dalla rimozione del gesso, dopo valutazione clinica. Salti e cambi di direzione richiedono successiva autorizzazione specifica; non sono automatici al compimento dei due mesi. Solo dopo il via libera alla corsa previsto da questo protocollo e la valutazione di movimento, forza e controllo. Rispettare anche i tempi di protezione della lesione o dell’intervento.

  • Su terreno piano e regolare, alterna cammino e brevi tratti di corsa lenta in linea retta secondo il programma del fisioterapista.
  • Mantieni un passo regolare, senza zoppia. Inizia senza sprint, salite, salti o cambi di direzione.
  • Aumenta una sola richiesta per volta. Se compaiono dolore articolare, zoppia o gonfiore durante il lavoro o il giorno successivo, sospendi la progressione e riferiscilo al fisioterapista.

Dose e progressione: Intervalli di corsa/cammino, durata e recupero stabiliti dal fisioterapista in base a procedura, età e risposta al carico; nessuna dose automatica ricavata dalla fase.

Piccoli salti in avanti a due piedi
Piccoli saltelli a due piedi

Piccoli salti in avanti a due piedi

Schema personale del Dott. Priano: corsa non prima di due mesi dalla rimozione del gesso, dopo valutazione clinica. Salti e cambi di direzione richiedono successiva autorizzazione specifica; non sono automatici al compimento dei due mesi. Solo dopo autorizzazione ai salti e prova di atterraggio sul posto controllata dal fisioterapista. La figura mostra la progressione in avanti, da introdurre con lui.

  • Con il fisioterapista, esegui un piccolo salto in avanti a due piedi su superficie stabile e regolare, come in figura.
  • Atterra sui due piedi con controllo e fermati prima di ripetere. Distanza e numero di salti sono scelti dal fisioterapista; niente salti laterali o su una gamba senza nuova indicazione.
  • Fermati per dolore o perdita di controllo e riferisci dolore o gonfiore nelle ore successive.

Dose e progressione: Prime prove e dose scelte dal fisioterapista; aumentare solo dopo aver verificato anche la risposta successiva.

6. Sport

Dopo la fase di corsa e impatto, secondo recupero e sport praticato

Obiettivi

  • Tornare gradualmente al livello abituale.

Piano fisioterapico

  • Dopo atterraggi controllati, introdurre frenate e cambi di direzione; allenamento parziale, poi completo prima della gara.
  • Mantenere il lavoro di forza e controllo utile al proprio sport.

Precauzioni

  • La data non sostituisce la valutazione di recupero.

Criteri che il curante verifica a fine percorso

  • Allenamento completo tollerato senza dolore o gonfiore.
  • Rientro concordato al controllo.

Opzioni di esercizio illustrate

Frenate e cambi di direzione programmati
Corsa e cambi di direzione progressivi

Frenate e cambi di direzione programmati

Schema personale del Dott. Priano: corsa non prima di due mesi dalla rimozione del gesso, dopo valutazione clinica. Salti e cambi di direzione richiedono successiva autorizzazione specifica; non sono automatici al compimento dei due mesi. Dopo aver tollerato la corsa rettilinea e ricevuto una specifica autorizzazione a frenate e cambi di direzione. Prima prova con il fisioterapista; non è un esercizio iniziale di corsa.

  • Con il fisioterapista, inizia da frenate controllate e curve ampie a bassa velocità, in direzioni concordate.
  • Mantieni il controllo di tronco, ginocchio e piede. Aumenta velocità e angolo della curva separatamente; svolte strette, reattive o con contatto richiedono ulteriore valutazione.
  • Fermati per dolore, cedimento o zoppia; segnala anche gonfiore o dolore dopo la seduta e il giorno successivo.

Dose e progressione: Intervalli, recuperi e giorni di riposo definiti per età, sport e livello precedente. Nessuna prova massimale autonoma; allenamento completo prima della gara.

Ritorno allo sport / attività completa

Schema personale: gesso circa 30 giorni; corsa non prima di due mesi dalla rimozione del gesso, dopo valutazione clinica. Sport dopo progressione e via libera individuale.

  • Cammino senza zoppia; rivalutare qualità dei sollevamenti del tallone e dell'equilibrio su un piede, confrontandoli ai controlli senza soglie universali.
  • Corsa, piccoli salti e allenamento completo senza dolore focale o gonfiore successivo.
  • Controllo clinico favorevole; eventuali procedure associate rispettate.

Non occorre forzare il retropiede per renderlo uguale al piede prima della correzione; nei casi bilaterali la sola simmetria non basta.

Segnali d'allarme: sospendere e contattare il curante

  • Febbre, arrossamento o calore della ferita in aumento, oppure secrezioni: contattare il team chirurgico in giornata, anche se la febbre manca.
  • Dolore focale crescente, zoppia che peggiora o improvvisa difficoltà a spingere sul piede: sospendere la progressione e richiedere un controllo.
  • Piede freddo, pallido o insensibile, oppure dolore forte sotto il gesso: pronto soccorso subito. Gesso bagnato o rotto: contatta il team per farlo controllare.

Schema da personalizzare con ortopedico e fisioterapista: non sostituisce la prescrizione individuale. Rispettare protezioni e criteri clinici, non solo le date.

Autore: Dott. Daniele Priano, Ortopedia Pediatrica. Versione del contenuto: 21 ottobre 2026.

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Scegli la fase esatta assegnata dal curante, poi seleziona ciascuna attività prescritta. Nessun esercizio è selezionato automaticamente. Il team definisce carico, movimento, ausili, dose e frequenza; le indicazioni mancanti vanno completate prima dell’uso, anche a mano.

Consulta le opzioni illustrate

Breve fase nelle settimane che precedono l’intervento programmato: non richiede un ciclo strutturato di fisioterapia.

Breve fase nelle settimane che precedono l’intervento programmato: non richiede un ciclo strutturato di fisioterapia.

Solo quando il gesto è autorizzato nella fase indicata, rispettando carico e movimento prescritti.

Mobilità su/giù solo se autorizzata e fuori dal gesso. Non forzare eversione o rotazioni contro l’impianto.

Solo dopo autorizzazione al rinforzo del tendine operato; prima prova con il fisioterapista. Niente discesa da gradino o lavoro a una gamba autonomi.

Solo quando il gesto è autorizzato nella fase indicata, rispettando carico e movimento prescritti.

Dopo autorizzazione al carico completo e all’appoggio su una gamba; prima prova con il fisioterapista.

Solo quando il gesto è autorizzato nella fase indicata, rispettando carico e movimento prescritti.

Schema personale del Dott. Priano: corsa non prima di due mesi dalla rimozione del gesso, dopo valutazione clinica. Salti e cambi di direzione richiedono successiva autorizzazione specifica; non sono automatici al compimento dei due mesi. Solo dopo il via libera alla corsa previsto da questo protocollo e la valutazione di movimento, forza e controllo. Rispettare anche i tempi di protezione della lesione o dell’intervento.

Schema personale del Dott. Priano: corsa non prima di due mesi dalla rimozione del gesso, dopo valutazione clinica. Salti e cambi di direzione richiedono successiva autorizzazione specifica; non sono automatici al compimento dei due mesi. Solo dopo autorizzazione ai salti e prova di atterraggio sul posto controllata dal fisioterapista. La figura mostra la progressione in avanti, da introdurre con lui.

Schema personale del Dott. Priano: corsa non prima di due mesi dalla rimozione del gesso, dopo valutazione clinica. Salti e cambi di direzione richiedono successiva autorizzazione specifica; non sono automatici al compimento dei due mesi. Dopo aver tollerato la corsa rettilinea e ricevuto una specifica autorizzazione a frenate e cambi di direzione. Prima prova con il fisioterapista; non è un esercizio iniziale di corsa.

Scegli la fase attuale per preparare la scheda stampabile.

Promemoria di sicurezza della fase ·

DA COMPLETARE PRIMA DI ESEGUIRE — Il team curante deve completare le indicazioni vuote, anche a mano, prima di usare questa scheda.

Seguire fase e indicazioni confermate dal curante; compilare i campi non autorizza a eseguire gli esercizi.

Nessun esercizio assegnato. Questo è un promemoria di sicurezza, non una prescrizione completa di esercizi.

Indicazioni individuali per questa fase

Carico (quanto peso sulla gamba): ________________________________

Movimento consentito: ________________________________

Tutore e stampelle: ________________________________

Procedura e condizioni di partenza

  • Prima di iniziare: Confermare tecnica, lato, interventi associati e carico prescritto. Le date riportate descrivono il percorso personale del Dott. Priano, non uno standard valido per ogni chirurgo.
  • Immobilizzazione: Gesso circa 30 giorni secondo prescrizione; eventuale tutore notturno per altri 30 giorni se indicato. Carico solo come scritto alla dimissione.
  • Criterio pratico: Aumentare il lavoro se cammino, dolore e gonfiore restano stabili anche dopo la seduta. Le verifiche sotto sono una checklist pratica adattata dalle fonti, non un test di rientro validato per tutti i bambini.

Prima di iniziare

  • La figura mostra il gesto: ampiezza e dose sono quelle scelte per te. Se nella scheda mancano carico o movimenti consentiti, chiedi di completarli prima di iniziare.
  • Non cercare di sbloccare a forza il piede o allungare il tendine operato.
  • Riprendi lo sport quando sei pronto e autorizzato, non solo perché è arrivata la data.

Segnali d’allarme: sospendere e contattare il curante

  • Febbre, arrossamento o calore della ferita in aumento, oppure secrezioni: contattare il team chirurgico in giornata, anche se la febbre manca.
  • Dolore focale crescente, zoppia che peggiora o improvvisa difficoltà a spingere sul piede: sospendere la progressione e richiedere un controllo.
  • Piede freddo, pallido o insensibile, oppure dolore forte sotto il gesso: pronto soccorso subito. Gesso bagnato o rotto: contatta il team per farlo controllare.

Schema da personalizzare con ortopedico e fisioterapista: non sostituisce la prescrizione individuale. Rispettare protezioni e criteri clinici, non solo le date.

Schema da personalizzare con ortopedico e fisioterapista: non sostituisce la prescrizione individuale. Rispettare protezioni e criteri clinici, non solo le date.