Se un bambino non riesce a stendere il ginocchio, non conviene insistere per vedere se «si sblocca». La prima cosa da capire è come è iniziato il problema: dopo una caduta, durante lo sport oppure senza un trauma riconoscibile. Contano anche il dolore, il gonfiore e la possibilità di appoggiare il piede.
Tenere il ginocchio piegato non identifica una diagnosi. Può essere una posizione scelta per sentire meno dolore, ma può esserci anche un ostacolo al movimento. Da casa non è sempre possibile distinguere le due situazioni.
Quando non aspettare una visita programmata
Serve una valutazione urgente se il bambino non riesce più a camminare o a caricare sull'arto, se il ginocchio resta improvvisamente bloccato dopo un trauma oppure se dolore e gonfiore sono importanti. Un ginocchio caldo e gonfio, soprattutto con febbre o malessere, deve essere valutato senza aspettare: tra le cause da escludere c'è un'infezione articolare. L'assenza di febbre, da sola, non la esclude. [1–3]
Anche l'impossibilità di sollevare la gamba mantenendo il ginocchio disteso dopo un trauma merita una valutazione rapida: il problema può riguardare il meccanismo che permette di estenderlo, non soltanto l'articolazione che «si incastra». [1]
Se invece il disturbo è meno intenso ma persiste, si ripete o modifica il modo di camminare, va comunque chiarito. Non è necessario aspettare che compaia dolore forte.
È il dolore a fermarlo o il ginocchio è davvero bloccato?
Dopo una distorsione, il gonfiore e la contrazione dei muscoli possono rendere difficile anche un movimento normalmente semplice. Il bambino si protegge e tiene il ginocchio un po' piegato.
Un blocco meccanico è diverso: qualcosa all'interno dell'articolazione ostacola il movimento. Può succedere, per esempio, con una lesione del menisco o con un frammento libero. Alcune fratture del ginocchio possono limitare l'estensione in modo simile. Non basta però osservare l'angolo della gamba per riconoscere la causa. [1]
Forzare il movimento o ripetere prove per provocare uno scatto non aiuta a fare diagnosi e può aumentare il dolore. Questa distinzione spetta alla visita, talvolta con esami di approfondimento.
Il menisco discoide: una possibilità, non una diagnosi automatica
Nel bambino il menisco laterale può avere dalla nascita una forma più larga del consueto: si parla di menisco discoide. Molti bambini non hanno alcun disturbo. In altri possono comparire scatti, gonfiore, dolore o episodi in cui il ginocchio non si stende completamente. [4,5]
La presenza di uno scatto non significa, da sola, che il menisco sia lesionato o che serva un intervento. Anche il riscontro di un menisco discoide alla risonanza va collegato ai sintomi e alla visita. Una forma particolare del menisco, se non crea problemi, non è di per sé un'indicazione chirurgica. [4,5]
Il tema del trattamento, quando necessario, è affrontato separatamente nell'articolo sul menisco discoide e sulla conservazione del menisco. Qui il punto è precedente: capire perché il ginocchio ha perso movimento, senza attribuire ogni rumore al menisco.
E se non c'è stata una caduta?
L'assenza di trauma non rende il disturbo irrilevante. Un'articolazione gonfia può essere difficile da stendere anche per un processo infiammatorio. Se c'è rigidità al risveglio o il gonfiore persiste, sono informazioni da riferire al pediatra. Dolore intenso, calore, febbre o impossibilità a camminare richiedono invece una valutazione urgente. [2,3]
Durante la visita non si guarda soltanto il ginocchio. In un bambino che zoppica, un dolore avvertito in questa zona può anche provenire dall'anca: per questo vanno esaminate le articolazioni vicine. [2]
Quali esami possono servire
La visita ricostruisce l'esordio, cerca gonfiore e punti dolenti e valuta il movimento senza forzarlo. Dopo un trauma, una radiografia può essere necessaria per studiare l'osso; non mostra però direttamente tutte le possibili lesioni del menisco. La risonanza viene richiesta quando il quesito clinico riguarda strutture interne o quando i sintomi fanno sospettare una lesione da approfondire. [1,4]
Non occorre quindi prenotare una risonanza prima di ogni visita. E una radiografia normale non chiude automaticamente il problema se il ginocchio resta bloccato o il bambino continua a non caricare. [1,2]
Nell'attesa, niente sport e niente tentativi di raddrizzare la gamba con la forza. Lasciarla nella posizione più confortevole è diverso dal decidere da soli come immobilizzarla: l'eventuale protezione va scelta in base al problema.
Se riesce a camminare, posso stare tranquillo?
Riuscire a camminare è un'informazione utile, ma non basta a spiegare una perdita persistente di estensione. Se il movimento non torna o il disturbo ricompare, serve una valutazione anche senza un dolore marcato.
Un ginocchio bloccato deve essere operato?
Non necessariamente. Prima va riconosciuta la causa. Il trattamento di un movimento limitato dal dolore non è quello di una lesione che crea un ostacolo nell'articolazione. Non si può scegliere tra attesa, fisioterapia e chirurgia partendo dal solo sintomo «non si stende».
Autore: Dott. Daniele Priano, ortopedico pediatrico.
Questo contenuto ha finalità informative e non sostituisce una valutazione medica individuale. Per un blocco improvviso, impossibilità a camminare o segni di possibile infezione non attendere una risposta online.
Fonti
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Royal Children's Hospital Melbourne. Acute Knee Injuries — Emergency Department.
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Royal Children's Hospital Melbourne. The limping or non-weight bearing child.
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Royal Children's Hospital Melbourne. The acutely swollen joint.
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American Academy of Orthopaedic Surgeons, OrthoInfo. Discoid Meniscus.
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Pediatric Orthopaedic Society of North America, OrthoKids. Discoid Meniscus.
