Torna a tutte le chirurgie

    Chirurgia: Piede Piatto

    Indicazioni, tecniche e recupero dopo chirurgia del piede piatto nel bambino: calcaneo-stop, artrorisi ed endortesi in casi selezionati.

    Intervento mini-invasivo per piede piatto flessibile severo

    Scopri di più sulla patologia →

    Video dell'intervento

    Demo chirurgica: calcaneo-stop mini-invasivo per piede piatto (apri su YouTube)

    Tecniche Chirurgiche

    Artrorisi sottoastragalica endosenotarsica (endortesi nel seno del tarso)

    Tecnica mini-invasiva in cui un piccolo impianto (endortesi) viene posizionato all'interno del seno del tarso, senza ancoraggio osseo nel calcagno. Agisce come spaziatore che limita l'eccessiva pronazione del retropiede e guida la crescita verso un assetto fisiologico.

    Quando si usa

    Piede piatto flessibile sintomatico in bambini tra 8-12 anni non responsivo a plantari e fisioterapia dopo almeno 12-18 mesi di trattamento conservativo. Indicata in retropiedi flessibili con buona riducibilità manuale.

    Recupero

    No gesso né tutore. Mobilizzazione attiva e passiva della caviglia già dalla prima giornata. Nei primi giorni il carico è volutamente prudente, perché l'impianto è alloggiato nel seno del tarso senza attraversare l'osso; si cammina poi con due stampelle per un breve periodo, orientativamente fino ai primi controlli, e successivamente in modo libero. La corsa e gli sport da carico vengono reintrodotti gradualmente, indicativamente intorno al secondo mese: si tratta di finestre orientative, personalizzate sulla clinica e sulla tecnica. L'endortesi non viene rimossa di routine: la rimozione si valuta a correzione consolidata, solo in caso di fastidio o intolleranza.

    Artrorisi sottoastragalica esosenotarsica – Calcaneo-stop (C-stop)

    Tecnica mini-invasiva in cui una piccola vite viene introdotta dall'esterno attraverso il calcagno fino a sporgere nel seno del tarso, dove agisce come «stop» meccanico contro l'eccessivo movimento in valgo-pronazione del retropiede. È il cosiddetto calcagno-stop o C-stop.

    Quando si usa

    Piede piatto flessibile sintomatico nel bambino in crescita (indicativamente intorno ai 9-13 anni, con margini variabili) con valgismo del retropiede non controllato dal trattamento conservativo. La scelta fra endortesi e calcaneo-stop dipende dalla morfologia del piede, dall'età e dalla valutazione clinica e intraoperatoria: non esiste una tecnica superiore in assoluto.

    Recupero

    No gesso né tutore. Mobilizzazione attiva e passiva già dalla prima giornata. Il carico assistito con due stampelle è in genere concesso subito dopo la dimissione, limitando i tragitti nei primi giorni; le stampelle vengono abbandonate quando la clinica lo consente, orientativamente intorno alle due settimane. Corsa e sport da carico vengono reintrodotti in modo graduale, indicativamente dal secondo mese, con tempi personalizzati. La vite transcalcaneare non viene rimossa di routine: la rimozione si valuta solo in caso di fastidio, intolleranza o indicazione specifica.

    Osteotomia di calcagno (Evans, Cotton)

    Intervento che prevede il rimodellamento osseo del calcagno per correggere l'assetto del retropiede. Può essere necessario in casi più complessi o in età adolescenziale.

    Quando si usa

    Piede piatto severo rigido o semi-rigido, fallimento dell'artrorisi, casi complessi.

    Recupero

    Immobilizzazione in gesso per 4-6 settimane. Carico progressivo con tutore. Fisioterapia riabilitativa per 2-3 mesi.

    Panoramica Post-Operatoria

    Non esiste un decorso unico: tempi di carico, uso di gesso o tutore e ritorno allo sport dipendono dalla tecnica utilizzata (artrorisi endosenotarsica, esosenotarsica/calcaneo-stop, osteotomia) e dagli eventuali gesti associati, come l'allungamento del tendine d'Achille o l'asportazione dello scafoide accessorio. Nelle tecniche senza gesso la mobilizzazione attiva e passiva inizia già in prima giornata post-operatoria. Nelle forme bilaterali il trattamento simultaneo dei due piedi viene valutato caso per caso, in base all'età, all'autonomia del bambino e al contesto familiare. Le indicazioni di età e le durate del trattamento conservativo sono orientative e vanno lette insieme alla clinica. Il percorso riabilitativo dettagliato è descritto nei protocolli specifici collegati qui sotto.

    Protocollo riabilitativo per tecnica

    Decorso, carico e ritorno allo sport dipendono dalla tecnica utilizzata e dagli eventuali gesti associati. I protocolli qui sotto si riferiscono all’artrorisi nel piede piatto flessibile: i piedi rigidi o semi-rigidi trattati con osteotomia di calcagno seguono un percorso diverso e più lungo, con immobilizzazione in gesso per 4-6 settimane, definito caso per caso.

    Quando considero davvero questo intervento

    L'intervento per piede piatto non è indicato per migliorare l'aspetto del piede. Ha senso quando il piede è doloroso, quando limita la vita del bambino o quando, nonostante un percorso conservativo serio, il quadro continua a peggiorare. In età pediatrica c'è anche un margine biologico da rispettare: anticipare troppo o aspettare troppo sono entrambi errori.

    Quando preferisco non operare

    Molti piedi piatti, anche marcati, non vanno operati. Se il piede è flessibile, asintomatico e il bambino fa una vita normale, l'intervento è eccessivo. In questi casi è più utile osservare, lavorare su calzature adeguate e, dove serve, sull'attività fisica.

    Artrorisi endosenotarsica ed esosenotarsica (calcaneo-stop): qual è la differenza?

    La chirurgia mini-invasiva del piede piatto nel bambino viene genericamente chiamata artrorisi sottoastragalica. Esistono due varianti principali, in base a dove viene posizionato l'impianto e a come è ancorato.

    L'artrorisi endosenotarsica utilizza un'endortesi posizionata all'interno del seno del tarso, senza ancoraggio osseo nel calcagno. L'impianto agisce come spaziatore e limita l'eccessiva pronazione del retropiede.

    L'artrorisi esosenotarsica — più nota come calcaneo-stop, calcagno-stop o C-stop — utilizza una piccola vite introdotta dall'esterno attraverso il calcagno, che sporge nel seno del tarso e funziona come «stop» meccanico contro il movimento in valgo-pronazione.

    La scelta tra artrorisi endosenotarsica, calcaneo-stop / artrorisi esosenotarsica o altre tecniche non è automatica e varia da caso a caso. Dipende dall'età del bambino, dalla flessibilità del piede, dal grado di valgismo del retropiede, dalla presenza di dolore, dall'eventuale retrazione del tendine d'Achille, dall'esame radiografico e dall'esperienza del chirurgo.

    Per questo non esiste una tecnica migliore in assoluto per tutti i bambini: l'indicazione va sempre personalizzata sul singolo paziente e sul singolo piede.

    Per i genitori

    Piede Piatto: pagina informativa sulla patologia

    Cause, diagnosi, opzioni conservative e quando si valuta l'intervento.