Virtual Reality in Pediatric Orthopedic Outpatient Clinics: What Does the Evidence Say?

    March 5, 2026
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    Virtual Reality in Pediatric Orthopedic Outpatient Clinics: What Does the Evidence Say?

    This article has been automatically translated from Italian. The original content may have nuances not fully captured by the translation.

    Ci sono momenti in ortopedia pediatrica che, sulla carta, sembrano “minori”: togliere un gesso, rimuovere un filo percutaneo, fare una medicazione. Poi li vivi in ambulatorio e capisci che non sono minori per niente. Per alcuni bambini (e per i loro genitori) diventano l’appuntamento più temuto: ansia anticipatoria, pianto, irrigidimento, difficoltà a collaborare. E alla fine non soffre solo il bambino: soffre l’esperienza complessiva della cura.

    Negli ultimi anni la realtà virtuale (VR) è stata proposta come tecnica di distrazione: un visore, un ambiente immersivo, un gioco o una scena “che porta via” l’attenzione durante la procedura. Bella idea, certo. Ma funziona davvero?

    Una revisione sistematica con meta-analisi appena pubblicata sul Journal of Children’s Orthopaedics ha provato a rispondere con il massimo livello di evidenza possibile per questo tipo di intervento: includendo solo trial randomizzati controllati. [1] Gli autori hanno selezionato quattro RCT, per un totale di 624 bambini (età media circa 10 anni), confrontando VR contro cura standard durante procedure ortopediche, prevalentemente ambulatoriali e spesso legate al gesso. [1]

    Il risultato più solido riguarda l’ansia. La VR riduce l’ansia con un effetto moderato (SMD −0,55) e, cosa importante, con eterogeneità nulla tra studi (I²=0%). [1] Tradotto in modo pratico: l’effetto sull’ansia è coerente e riproducibile nei diversi contesti inclusi. Sul dolore l’effetto c’è, ma è più contenuto (SMD −0,43) e con variabilità maggiore tra gli studi. [1] Anche la frequenza cardiaca si riduce in modo modesto (SMD −0,34), coerente con una minore attivazione dello stress. [1]

    Questi numeri vanno letti con realismo. La VR non è un anestetico e non sostituisce analgesici, tecniche corrette o comunicazione adeguata. Però può cambiare il “clima” della procedura, che spesso è la parte decisiva. In ambulatorio capita di vedere bambini che hanno già vissuto una rimozione di gesso male: la volta successiva arrivano tesi ancora prima di entrare, e l’ansia anticipatoria diventa il problema principale. In questi casi, ridurre l’ansia significa anche ridurre la resistenza, la percezione del dolore e i tempi “morti” in cui si prova e si riprova. La meta-analisi non misura direttamente l’efficienza del flusso, ma chi lavora in un ambulatorio affollato intuisce subito il potenziale beneficio organizzativo.

    La VR ha anche un altro vantaggio: è un intervento non farmacologico. In un contesto in cui sedazioni e farmaci non sono sempre indicati (o desiderabili) per procedure brevi, poter offrire una strategia alternativa è interessante. Naturalmente, non è una soluzione universale: non tutti i bambini amano il visore, alcuni possono sentirsi a disagio o avere nausea, e l’età/temperamento contano molto. Inoltre, la letteratura disponibile è ancora limitata: quattro studi sono pochi, e un vero “cieco” è impossibile, quindi un certo effetto aspettativa c’è. [1] Detto questo, l’effetto sull’ansia è abbastanza netto da rendere la VR una risorsa credibile almeno in alcune situazioni.

    In sintesi: questo lavoro non cambia l’ortopedia nel senso classico, non sposta indicazioni chirurgiche e non modifica la biologia della guarigione. Cambia però qualcosa che in pediatria conta moltissimo: l’esperienza della cura. E quando l’esperienza migliora, spesso migliorano anche collaborazione, tempi e serenità di tutti.

    Disclaimer

    Questo contenuto è informativo e non sostituisce una valutazione clinica individuale.

    Riferimenti

    [1] Alharran AM, AlAyyaf AE, Addar A, Hamdy R, Marwan Y. Virtual reality as a distraction technique in pediatric patients undergoing orthopedic procedures: A systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. Journal of Children’s Orthopaedics. 2026. DOI: 10.1177/18632521251414463. PMID: 41769155.

    PubMed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41769155/

    Full text (PMC): https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12935579/

    Dott. Daniele Priano

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