Cammino sulle punte nel bambino: red flags, osservazione e trattamento. Cosa ci dice oggi la letteratura

    19 marzo 2026
    6 min di lettura
    Cammino sulle punte nel bambino: red flags, osservazione e trattamento. Cosa ci dice oggi la letteratura

    Il bambino che cammina sulle punte è una delle situazioni in cui, più che la diagnosi, pesa il modo in cui la si affronta. Perché il rischio di errore va in due direzioni opposte: da un lato banalizzare tutto come “fase normale”, dall’altro trasformare ogni tiptoeing in un problema da medicalizzare. La review di Baldo e colleghi, pubblicata nel 2025, è utile proprio perché prova a riportare la valutazione su un terreno semplice e pratico, soprattutto per pediatri di famiglia, ortopedici non pediatrici e genitori. [1]

    Il bambino che cammina sulle punte è una delle situazioni in cui, più che la diagnosi, pesa il modo in cui la si affronta. Perché il rischio di errore va in due direzioni opposte: da un lato banalizzare tutto come “fase normale”, dall’altro trasformare ogni tiptoeing in un problema da medicalizzare. La review di Baldo e colleghi, pubblicata nel 2025, è utile proprio perché prova a riportare la valutazione su un terreno semplice e pratico, soprattutto per pediatri di famiglia, ortopedici non pediatrici e genitori. [1]

    Il bambino che cammina sulle punte è una delle situazioni in cui, più che la diagnosi, pesa il modo in cui la si affronta. Perché il rischio di errore va in due direzioni opposte: da un lato banalizzare tutto come “fase normale”, dall’altro trasformare ogni tiptoeing in un problema da medicalizzare. La review di Baldo e colleghi, pubblicata nel 2025, è utile proprio perché prova a riportare la valutazione su un terreno semplice e pratico, soprattutto per pediatri di famiglia, ortopedici non pediatrici e genitori. [1]

    Il messaggio centrale del loro lavoro è chiaro: alcuni segnali devono far uscire il cammino sulle punte dalla categoria delle varianti rassicuranti. In particolare, gli autori indicano tre red flags molto concreti: persistenza del tiptoeing per oltre 6 mesi dopo l’acquisizione del cammino indipendente, persistenza oltre i 2 anni di età, oppure comparsa successiva del cammino sulle punte in un bambino che prima camminava normalmente. [1] È una sintesi semplice, ma molto utile, perché aiuta a evitare quella zona grigia in cui il bambino viene osservato troppo a lungo senza una vera rivalutazione, o al contrario inviato troppo presto a una batteria di accertamenti non necessari.

    Fin qui, però, abbiamo soprattutto una guida pratica ai segnali d’allarme. Il passo successivo, secondo me, è integrare questa impostazione con ciò che dice la letteratura ortopedica sul cammino sulle punte idiopatico. E qui il quadro si fa più interessante.

    Nel 2024 il gruppo di consenso BSCOS/APCP ha pubblicato su Bone & Joint Journal un Delphi molto ampio sulla gestione dell’idiopathic toe walking (ITW). [2] Il valore di questo lavoro non sta nel fornire una “cura definitiva”, ma nel chiarire alcuni punti che nella pratica vengono spesso confusi. Prima di tutto, il tiptoeing idiopatico è una diagnosi di esclusione. Quindi la visita non deve limitarsi a “guardare come cammina”, ma deve includere anamnesi dello sviluppo, eventuale regressione, tono, forza, simmetria, escursione della caviglia, esame neurologico di base e ricerca di segni associati. [1][2]

    In altre parole: il paper di Baldo ti dice quando insospettirti, il consenso ortopedico ti ricorda come strutturare la valutazione quando il sospetto c’è.

    Il secondo punto importante è che non tutto il cammino sulle punte persistente va trattato allo stesso modo. La letteratura ortopedica distingue bene tra:

    • bambino che cammina sulle punte ma ha dorsiflessione conservata e nessuna retrazione significativa;

    • bambino con accorciamento gastro-soleare/Achilleo e limitazione articolare;

    • bambino con quadro variabile, intermittente, spesso più “comportamentale” o sensoriale che meccanico. [2][3]

    Questa distinzione conta molto. Perché una delle illusioni più frequenti è pensare che esista un’unica scala terapeutica valida per tutti: stretching, plantari, fisioterapia, gessi seriali, tossina botulinica, chirurgia. In realtà la letteratura non sostiene un percorso così lineare.

    Il dato forse più scomodo è che la storia naturale dell’ITW non è affatto semplice. Il vecchio studio di Eastwood resta ancora citato perché mostrava che molti bambini migliorano, ma non tutti normalizzano il passo spontaneamente, e che il casting, da solo, non sembrava modificare in modo netto la storia naturale, mentre la chirurgia poteva migliorare alcuni esiti ma con indicazioni da chiarire. [4] È un lavoro datato, ma continua ad avere un peso proprio perché i dati moderni di alta qualità restano sorprendentemente scarsi.

    Negli ultimi anni qualcosa si è mosso sul fronte conservativo. Un RCT pubblicato nel 2025 ha confrontato serial casting, esercizi e wait-list control in bambini di 3-10 anni con ITW. [3] Il risultato, in sintesi, è che il serial casting migliora più chiaramente la dorsiflessione e alcuni parametri di severità del tiptoeing rispetto all’osservazione, mentre gli esercizi da soli sembrano avere un effetto più modesto. [3] Non è il trial definitivo che chiude il dibattito — i numeri sono piccoli — ma è importante perché finalmente mette un po’ di evidenza prospettica in un campo dominato da casistiche e abitudini.

    E allora, cosa ci portiamo a casa davvero?

    Per i pediatri di base, il punto più utile è probabilmente questo: non tutti i bambini che camminano sulle punte vanno inviati subito, ma quelli con i red flags della review di Baldo sì. [1]

    Per gli ortopedici non pediatrici, il messaggio è un altro: l’ITW non è una diagnosi che si fa “a colpo d’occhio”; prima di etichettarlo come idiopatico bisogna escludere rigidità, segni neurologici, regressione, asimmetria e altre cause secondarie. [1][2]

    Per i genitori, forse la frase più onesta è questa: camminare sulle punte non significa automaticamente malattia, ma se il comportamento persiste troppo, peggiora o compare in un secondo momento, non va archiviato con una rassicurazione generica. [1]

    In ambulatorio capita spesso un caso molto comune: bambino di 3 anni e mezzo, sempre stato sulle punte “più degli altri”, ma vivace, senza dolore, con sviluppo globale buono. In una situazione del genere la domanda non è “operare o non operare”, né “fare subito esami”. La domanda giusta è: siamo davanti a un quadro coerente con ITW? c’è retrazione? sta migliorando o no? ci sono segnali che fanno uscire il caso dalla fisiologia?

    È qui che la review di Baldo e la letteratura ortopedica si incastrano bene: la prima aiuta a non perdere i casi patologici, la seconda a non trattare tutti allo stesso modo.

    Se dovessi riassumere la situazione attuale in una frase, direi così:

    nel cammino sulle punte il primo trattamento è una buona valutazione clinica; il secondo è la selezione corretta del paziente; solo dopo viene la scelta terapeutica.

    E questo, in fondo, è anche il modo migliore per evitare sia l’allarmismo inutile sia il ritardo diagnostico.

    Disclaimer

    Questo contenuto è informativo e non sostituisce una valutazione clinica individuale.

    Riferimenti

    [1] Baldo F, Traunero A, Ballaben A, Zago A, Barbi E. Red Flags in the Evaluation of the Tiptoeing Child. J Paediatr Child Health. 2025;61(4):540-544. doi:10.1111/jpc.16793. PMID: 39923242.

    PubMed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39923242/

    [2] Gelfer Y, McNee AE, Harris JD, et al. The management of idiopathic toe walking. Bone Joint J. 2024;106-B(10):1190-1196. doi:10.1302/0301-620X.106B10.BJJ-2024-0466.R1. PMID: 39348908.

    PubMed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39348908/

    [3] Giray E, et al. A comparative randomized-controlled trial of serial casting and exercises on ankle range of motion, toe walking severity, walking balance, and functional health-related quality of life in children with idiopathic toe walking. J Pediatr Orthop B. 2025. PMID: 40167594.

    PubMed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40167594/

    [4] Eastwood DM, Menelaus MB, Dickens DRV, Broughton NS, Cole WG. Idiopathic toe-walking: does treatment alter the natural history? J Pediatr Orthop B. 2000;9(1):47-49. doi:10.1097/01202412-200001000-00010. PMID: 10647110.

    PubMed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/10647110/

    Dott. Daniele Priano

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