Morbo di Blount: review recente della letteratura e strategie di trattamento

    29 giugno 2026
    19 min di lettura
    Morbo di Blount: review recente della letteratura e strategie di trattamento

    Il morbo di Blount, o tibia vara patologica, è una deformità progressiva della tibia prossimale in cui la letteratura recente ha spostato l’attenzione da una lettura puramente radiografica a un ragionamento più ampio: età, crescita residua, obesità, asse meccanico, componente articolare, stabilità del ginocchio e affidabilità delle classificazioni.

    Questo post ha un taglio volutamente clinico. Non serve a ripetere che il Blount è una patologia della fisi mediale tibiale prossimale. Serve a rispondere a una domanda più utile per chi visita e tratta questi bambini: quali elementi diagnostici cambiano davvero la strategia terapeutica?

    Sintesi dei messaggi principali

    • Il Blount non è solo un genu varo: è spesso una deformità tridimensionale con varo, procurvato, rotazione interna tibiale, traslazione laterale e, nei casi avanzati, depressione del piatto tibiale mediale.
    • La diagnosi differenziale con il varismo fisiologico resta centrale nella prima infanzia: il rischio è aspettare troppo nei casi progressivi.
    • Il metaphyseal-diaphyseal angle / Levine-Drennan angle resta una misura utile: sotto 10 gradi tende a essere fisiologico, tra 11 e 16 gradi richiede osservazione stretta, sopra 16 gradi ha alto rischio di progressione.
    • La classificazione di Langenskiöld resta utile come linguaggio comune, ma la sua affidabilità inter-osservatore è solo moderata e non migliora in modo rilevante con la RM.
    • Il tutore ha indicazioni strette: diagnosi precoce, bambino piccolo, stadi iniziali, deformità non severa, buona aderenza familiare.
    • La guided growth è una strategia interessante ma meno prevedibile nel Blount rispetto al varo idiopatico, perché la fisi mediale è parte del problema biologico.
    • L’osteotomia resta centrale nei quadri progressivi, severi, tardivi, multiplanari o con poca crescita residua.
    • Nei casi avanzati, correggere l’asse non basta se è presente deformità intra-articolare con depressione del piatto tibiale mediale.
    • Il follow-up deve proseguire fino alla maturità scheletrica: recidiva, rebound, dismetria e progressione residua sono parte della storia della malattia.

    Che cosa aggiunge la letteratura recente

    La letteratura recente non ha introdotto un singolo algoritmo risolutivo. Ha però chiarito tre aspetti pratici.

    Primo: la classificazione radiografica tradizionale è meno solida di quanto spesso venga presentata. Lo studio multicentrico di Vosoughi et al. sulla classificazione di Langenskiöld ha mostrato una concordanza inter-osservatore solo moderata, anche con valutatori esperti, e la RM non ha migliorato in modo sostanziale l’affidabilità. Questo è importante perché gli stadi intermedi possono portare a decisioni terapeutiche diverse.

    Secondo: la guided growth non deve essere trattata come una scorciatoia universale. È meno invasiva, ma nel Blount la fisi che dovrebbe “recuperare” è proprio la fisi mediale patologica. La letteratura su fallimenti, rottura degli impianti, correzione incompleta e recidiva impone selezione accurata del paziente.

    Terzo: le forme tardive e adolescenziali vanno considerate spesso come deformità complesse, non solo tibiali. La valutazione deve includere femore distale, slope/procurvato, rotazione, dismetria e stabilità del ginocchio.

    AreaMessaggio dalla letteraturaRicaduta pratica
    ClassificazioneLangenskiöld utile ma riproducibilità solo moderata, soprattutto negli stadi intermedi.Non decidere solo sullo stadio; integrare età, asse, crescita residua, lateral thrust e morfologia articolare.
    ImagingRadiografia in carico resta centrale; RM utile per cartilagine, piatto mediale, fisi e casi avanzati.RM selettiva, non di routine. Utile se cambia pianificazione chirurgica.
    Guided growthRisultati meno prevedibili nel Blount rispetto alle deformità idiopatiche.Usarla in pazienti selezionati, con crescita residua e deformità non severa.
    OsteotomiaRimane trattamento affidabile nelle deformità strutturate o progressive.Correggere il piano coronale, ma anche rotazione, procurvato, traslazione e dismetria se presenti.
    Follow-upRecidiva e rebound sono frequenti, soprattutto nei pazienti piccoli, obesi o con crescita residua importante.Controlli fino a maturità scheletrica, non solo fino alla prima correzione radiografica.

    Definizione e fisiopatologia essenziale

    Il morbo di Blount è un disturbo acquisito della crescita della tibia prossimale mediale. Il versante mediale della fisi rallenta o perde capacità di crescita rispetto al compartimento laterale. La conseguenza è una deformità progressiva in varo.

    Il modello biomeccanico più usato resta il principio di Hueter-Volkmann: l’eccesso di compressione riduce la crescita fisaria. Nel Blount, il sovraccarico mediale genera un circolo vizioso: più varo, più carico mediale, maggiore inibizione della crescita, ulteriore peggioramento del varo.

    La componente meccanica però non spiega tutto. Obesità, deambulazione precoce, predisposizione familiare, fattori etnici e suscettibilità biologica della fisi contribuiscono in modo variabile. Per questo non è corretto ridurre il Blount a “troppo peso sulla tibia”.

    Forme cliniche

    La classificazione più pratica distingue forma early-onset e late-onset. Il cut-off più usato è intorno ai 4 anni.

    FormaEtà tipicaPresentazioneProblema terapeutico principale
    Infantile / early-onset1-4 anniSpesso bilaterale, varo tibiale prossimale, torsione interna, possibile lateral thrust; dolore raro.Intercettare presto la progressione e trattare prima che la deformità diventi strutturata.
    Giovanile4-10 anniQuadro intermedio, spesso meno classificabile; può rappresentare diagnosi tardiva di forma infantile.Spesso già fuori dalla finestra ideale per tutore; valutare crescita residua e progressione.
    Adolescenziale / late-onsetTarda infanzia-adolescenzaPiù spesso unilaterale, associato a obesità, dolore mediale, zoppia; possibile componente femorale distale.Stabilire se guided growth è sufficiente o se serve osteotomia/correzione multiplanare.

    Diagnosi: cosa deve far sospettare il Blount

    Il problema diagnostico più frequente non è riconoscere il Blount conclamato. Il problema è distinguere il varismo fisiologico dal Blount iniziale.

    Il varismo fisiologico tende a essere simmetrico, armonico, non progressivo e a migliorare con la crescita. Il Blount tende invece a essere centrato sulla tibia prossimale, può essere asimmetrico, peggiora nel tempo e si associa a segni radiografici mediali.

    ElementoPiù compatibile con varismo fisiologicoPiù sospetto per Blount
    EtàSoprattutto sotto i 2 anni, con andamento in miglioramento.Persistenza dopo 2-3 anni o peggioramento dopo l’inizio del cammino.
    SimmetriaVaro bilaterale abbastanza simmetrico.Asimmetria marcata o unilateralità.
    Sede della deformitàCurva globale e armonica dell’arto.Deformità centrata sulla tibia prossimale.
    AndamentoProgressivo miglioramento clinico.Stazionarietà o peggioramento documentato.
    Clinica dinamicaNessun cedimento in carico.Lateral thrust durante il passo o l’appoggio.
    Fattori di rischioNormopeso, sviluppo motorio nella norma.Obesità/sovrappeso, deambulazione precoce, familiarità.
    RadiografiaAssenza di becco metafisario, fisi regolare, MDA basso.Becco metafisario mediale, irregolarità fisaria, MDA elevato, obliquità mediale.

    Diagnosi differenziale

    La diagnosi differenziale è importante soprattutto quando il bambino è piccolo, il varo è bilaterale o sono presenti segni sistemici. In questi casi non basta guardare la tibia: bisogna capire se siamo di fronte a Blount, rachitismo, displasia o esito fisario.

    Diagnosi differenzialeIndizi clinici/radiograficiCosa aggiungere alla valutazione
    Varismo fisiologicoEtà piccola, bilateralità simmetrica, curva armonica, miglioramento spontaneo.Controllo clinico; radiografia se asimmetrico, severo o persistente.
    Rachitismo / osteomalaciaAllargamento metafisario, alterazioni diffuse, bassa statura, dolore, segni sistemici.Calcio, fosforo, ALP, vitamina D, PTH; valutazione metabolica.
    Displasie scheletriche/metafisarieBassa statura disarmonica, deformità multiple, familiarità, alterazioni radiografiche diffuse.Survey scheletrico, genetica se indicata.
    Esiti traumatici o infettivi della fisiStoria di trauma, infezione, chirurgia, deformità monolaterale progressiva.Valutazione della fisi, eventuale RM/TC secondo caso.
    Malattie ossee focaliLesioni metafisarie, deformità segmentarie, asimmetria marcata.Imaging mirato; valutazione oncologica/ortopedica se lesione atipica.

    Imaging e misure radiografiche

    La radiografia resta il centro della diagnosi. L’esame ideale è la teleradiografia degli arti inferiori in carico, con rotule frontali. Nel bambino piccolo non sempre è tecnicamente perfetta, ma bisogna comunque cercare di valutare sede della deformità, asse meccanico e componente rotazionale.

    Gli elementi da cercare sono:

    • varo tibiale prossimale;
    • becco metafisario mediale;
    • slargamento e irregolarità della fisi mediale;
    • obliquità della metafisi prossimale;
    • depressione progressiva dell’emipiatto tibiale mediale;
    • traslazione laterale/sublussazione nei casi avanzati;
    • eventuale deformità femorale distale;
    • dismetria.
    MisuraUtilitàInterpretazione pratica
    Levine-Drennan / MDAScreening nel bambino piccolo e distinzione da varismo fisiologico.<10 gradi: verosimilmente fisiologico; 11-16: osservazione stretta; >16: alto rischio di progressione.
    Asse meccanicoQuantifica il carico sul compartimento mediale/laterale.Fondamentale per decidere trattamento e obiettivo di correzione.
    MPTAQuantifica la componente tibiale prossimale.Utile per pianificare osteotomia o guided growth.
    LDFAValuta componente femorale distale.Da misurare soprattutto nell’adolescente o nelle deformità complesse.
    PPTA / slope tibialeValuta componente sagittale/procurvato.Evita di trattare solo il piano frontale.
    DismetriaValuta differenza di lunghezza e planning a maturità.Può modificare scelta tra guided growth, osteotomia e fissatore.

    Ruolo della RM

    La RM non è un esame di routine per ogni tibia vara. Diventa utile quando la radiografia non descrive bene la gravità della patologia o quando l’informazione cartilaginea/articolare cambia la strategia.

    Indicazioni ragionevoli:

    • bambino oltre i 4 anni con sospetto Blount e radiografia non conclusiva;
    • sospetto danno cartilagineo mediale;
    • sospetto ponte fisario o barra mediale;
    • depressione del piatto tibiale mediale non ben quantificabile alla radiografia;
    • pianificazione di chirurgia ricostruttiva;
    • discordanza tra clinica e radiografia.

    Limite importante: la RM vede meglio cartilagine, menisco, fisi e piatto mediale, ma non risolve il problema della classificazione. Nello studio multicentrico su Langenskiöld, l’aggiunta della RM non ha migliorato in modo sostanziale la concordanza tra osservatori.

    Classificazioni

    Langenskiöld

    La classificazione di Langenskiöld descrive sei stadi radiografici della forma infantile. È ancora il sistema più usato, ma va interpretato come linguaggio descrittivo, non come algoritmo terapeutico rigido.

    StadioRepertoImplicazione pratica
    IIrregolarità metafisaria mediale.Fase iniziale; possibile osservazione stretta o tutore se quadro coerente.
    IIBecco metafisario mediale.Ancora possibile finestra per trattamento conservativo in bambino piccolo selezionato.
    IIIStep nel becco metafisario.Deformità più strutturata; spesso indicazione chirurgica se progressiva.
    IVCoinvolgimento epifisario e depressione mediale iniziale.Il problema non è più solo extra-articolare.
    VDoppia fisi / alterazione fisaria avanzata.Rischio di barra, dismetria e recidiva; chirurgia più complessa.
    VIBarra ossea mediale.Deformità avanzata, spesso ricostruttiva; considerare piatto mediale, asse e crescita residua.

    Limiti della classificazione

    Il limite principale è la riproducibilità. Gli stadi II, III e IV sono quelli più problematici nella pratica. Due osservatori possono classificare diversamente lo stesso ginocchio e arrivare a indicazioni differenti.

    Per questo conviene usare tre livelli decisionali:

    1. Stadio radiografico: Langenskiöld, stato della fisi, becco metafisario, piatto mediale.
    2. Deformità globale: asse meccanico, MPTA, LDFA, rotazione, procurvato, dismetria.
    3. Paziente: età, crescita residua, peso, aderenza familiare, lateral thrust, dolore, progressione.

    Trattamento: principi generali

    Il trattamento deve essere proporzionato a età, crescita residua e gravità della deformità. Una stessa radiografia può avere significati diversi in un bambino di 2 anni, in uno di 6 e in un adolescente obeso vicino alla maturità scheletrica.

    Gli obiettivi sono:

    • correggere l’asse meccanico;
    • ridurre il sovraccarico mediale;
    • correggere eventuale rotazione interna tibiale;
    • correggere procurvato o recurvato se presenti;
    • trattare eventuale deformità femorale distale;
    • evitare o ridurre dismetria finale;
    • prevenire recidiva;
    • mantenere o migliorare stabilità e congruenza articolare.

    Tabella decisionale di trattamento

    ScenarioStrategiaNote
    Bambino piccolo, varo simmetrico, MDA <10 gradi, nessun segno radiografico sospettoOsservazioneControllo clinico; radiografia se asimmetria, peggioramento o persistenza.
    2-3 anni, MDA 11-16 gradi, varo persistente ma non chiaramente progressivoFollow-up ravvicinatoZona grigia. Ripetere clinica e imaging; non rassicurare senza piano di controllo.
    3-4 anni, Langenskiöld I-II, deformità iniziale, famiglia affidabileTutore KAFOFinestra stretta. Se non migliora, passare a strategia chirurgica senza ritardi.
    Età >3-4 anni, progressione, Langenskiöld III o lateral thrustOsteotomia tibiale prossimaleCorreggere asse, rotazione e componente sagittale se presenti.
    Adolescente con varo lieve-moderato, crescita residua sufficiente, deformità prevalentemente coronaleGuided growth selettivaRichiede controlli seriati; attenzione a fallimento, rebound e rottura impianto.
    Adolescente obeso, varo severo, deformità multiplanare o poca crescita residuaOsteotomia, spesso con correzione gradualeConsiderare fissatore circolare/esapodalico se correzione complessa o associata a dismetria.
    Langenskiöld V-VI, depressione piatto mediale, lateral thrust o incongruenzaChirurgia ricostruttivaPossibile rialzo del piatto mediale + riallineamento + gestione crescita/dismetria.

    Osservazione

    L’osservazione è indicata solo se il quadro è compatibile con varismo fisiologico o con Blount molto dubbio ma non progressivo.

    Criteri favorevoli all’osservazione:

    • età piccola;
    • varo simmetrico;
    • assenza di lateral thrust;
    • MDA inferiore a 10 gradi;
    • nessun becco metafisario mediale significativo;
    • andamento clinico in miglioramento;
    • nessun fattore di rischio importante.

    Nella zona grigia, l’osservazione deve essere attiva: controllo clinico e, se indicato, radiografico. Il punto non è evitare radiografie a tutti i costi; il punto è non perdere la progressione.

    Tutore

    Il tutore trova indicazione soprattutto nella forma infantile precoce. Il candidato ideale è un bambino diagnosticato presto, con Langenskiöld I-II, deformità lieve-moderata, assenza di importante lateral thrust e buona compliance familiare.

    Il tutore generalmente è una KAFO con spinta in valgo. Il trattamento richiede tempo e aderenza. La letteratura sottolinea che il successo è maggiore se iniziato prima dei 3 anni e nei bambini non obesi. Se il tutore non porta a miglioramento, l’osteotomia non deve essere rimandata troppo.

    Tutore: indicazioni favorevoliTutore: segnali sfavorevoli
    Età <3 anniEtà >3-4 anni
    Langenskiöld I-IILangenskiöld III o superiore
    Deformità lieve-moderataVaro severo o progressivo
    No lateral thrust importanteLateral thrust evidente
    Famiglia collaboranteScarsa aderenza prevedibile
    Bambino non obesoObesità significativa

    Guided growth

    La guided growth è concettualmente attraente perché è meno invasiva dell’osteotomia. Nel Blount però non deve essere banalizzata.

    Nel genu varo idiopatico si sfrutta una fisi sana che continua a crescere. Nel Blount, invece, la fisi mediale è patologica o comunque biologicamente sfavorevole. Per questo la correzione può essere lenta, incompleta o recidivante.

    Indicazioni più ragionevoli:

    • late-onset Blount o adolescente con crescita residua;
    • deformità lieve-moderata;
    • varo prevalentemente coronale;
    • assenza di grave depressione del piatto mediale;
    • assenza di importante lateral thrust;
    • almeno 2 anni di crescita residua, meglio se di più;
    • possibilità di controlli ravvicinati.

    Casi in cui essere prudenti:

    • adolescente obeso con varo severo;
    • deformità multiplanare;
    • poca crescita residua;
    • grave coinvolgimento della fisi mediale;
    • rottura o rischio meccanico elevato dell’impianto;
    • aspettativa familiare di correzione “semplice e definitiva”.
    Vantaggi guided growthLimiti guided growth nel Blount
    Minor invasivitàCorrezione dipendente dalla crescita residua
    Minore morbilità rispetto a osteotomiaRisposta imprevedibile della fisi mediale patologica
    Possibile correzione graduale senza osteotomiaPossibile correzione incompleta
    Rimozione impianto al raggiungimento della correzioneRischio rebound/recidiva
    Utile in deformità lievi-moderate con crescita residuaRischio rottura viti/impianto nei pazienti pesanti o deformità severe

    Osteotomia tibiale prossimale

    L’osteotomia resta il trattamento cardine nelle deformità strutturate, progressive o severe. È indicata quando il problema non può essere risolto in modo affidabile con tutore o modulazione della crescita.

    Indicazioni tipiche:

    • età superiore a 3-4 anni con progressione;
    • Langenskiöld III o superiore;
    • fallimento del tutore;
    • varo importante;
    • lateral thrust;
    • deformità multiplanare;
    • poca crescita residua;
    • adolescent Blount severo;
    • guided growth non indicata o insufficiente.

    Il planning deve considerare:

    • livello della deformità;
    • asse meccanico;
    • MPTA e LDFA;
    • rotazione tibiale;
    • procurvato/recurvato;
    • dismetria;
    • stato della fisi;
    • stato del piatto mediale;
    • rischio neurovascolare.

    Nella forma infantile trattata chirurgicamente si discute spesso di ipercorrezione in valgo per ridurre rischio di recidiva. Non va interpretata come numero fisso, ma come principio: il carico deve essere spostato fuori dal compartimento mediale patologico.

    Correzione acuta e correzione graduale

    La correzione acuta è utile in deformità non eccessivamente complesse, con possibilità di ottenere asse e rotazione adeguati senza rischio neurovascolare eccessivo.

    La correzione graduale con fissatore circolare o esapodalico è più impegnativa, ma diventa molto utile quando la deformità è severa, multiplanare o associata a dismetria.

    ParametroCorrezione acutaCorrezione graduale
    DeformitàLieve-moderata, relativamente semplice.Severa, multiplanare, recidiva o complessa.
    Rotazione/procurvatoCorreggibile se ben pianificato.Più controllabile progressivamente.
    DismetriaNon corregge bene grandi differenze.Può associare allungamento.
    Rischio neurologicoMaggiore se grande correzione acuta.Ridotto dalla gradualità, ma non nullo.
    Gestione familiarePiù semplice dopo l’intervento.Più complessa: medicazioni, controlli, regolazioni.
    Complicanze tipichePerdita correzione, peroneo comune, compartimentale, consolidazione.Pin-site infection, dolore, rigidità, compliance, durata trattamento.

    Deformità articolare e rialzo del piatto tibiale mediale

    Nelle forme avanzate, soprattutto Langenskiöld V-VI, il problema non è più soltanto extra-articolare. Se il piatto tibiale mediale è depresso, il femore mediale continua a lavorare su una superficie incongruente. In questi casi la sola osteotomia di riallineamento può non risolvere la stabilità del ginocchio.

    Segnali che devono far pensare a componente articolare:

    • depressione mediale evidente;
    • lateral thrust persistente;
    • incongruenza articolare;
    • stadi avanzati;
    • dolore e instabilità;
    • sublussazione/traslazione laterale.

    In casi selezionati si deve considerare il rialzo del piatto tibiale mediale, associato a riallineamento, eventuale gestione della crescita residua e trattamento della dismetria.

    Complicanze e fallimenti

    La gestione del Blount deve includere fin dall’inizio una discussione realistica su complicanze e necessità di trattamenti a tappe.

    StrategiaPossibili problemiPrevenzione/gestione
    OsservazioneRitardo diagnostico, progressione non riconosciuta.Controllo programmato, misure radiografiche, confronto seriale.
    TutoreScarsa compliance, inefficacia nei casi tardivi, perdita finestra chirurgica.Indicazione stretta e rivalutazione precoce dell’efficacia.
    Guided growthCorrezione incompleta, rebound, rottura viti/impianto, ipercorrezione.Selezione paziente, controlli radiografici seriati, rimozione tempestiva.
    Osteotomia acutaPeroneo comune, sindrome compartimentale, perdita correzione, recidiva.Planning accurato, protezione neurovascolare, eventuale fasciotomia secondo caso.
    Fissatore esternoPin-site infection, dolore, rigidità, intolleranza familiare.Educazione famiglia, controlli frequenti, fisioterapia, gestione pin-site.
    Rialzo piatto medialeRigidità, incongruenza residua, complessità chirurgica.Indicazione selettiva e planning tridimensionale.

    Follow-up

    Il follow-up è parte del trattamento. Non basta correggere l’asse una volta.

    Elementi da controllare:

    • asse meccanico;
    • MDA/MPTA/LDFA secondo età;
    • rotazione tibiale;
    • lateral thrust;
    • dolore;
    • dismetria;
    • stato degli impianti;
    • rebound dopo rimozione guided growth;
    • recidiva del varo;
    • maturità scheletrica.

    Una possibile scansione pratica:

    FaseControlloObiettivo
    Osservazione iniziale3-6 mesi secondo rischio.Capire se il varo migliora, resta stabile o progredisce.
    TutoreControlli ravvicinati, spesso 3-4 mesi.Verificare compliance e correzione; non perdere tempo se inefficace.
    Guided growthRx seriata ogni 3-4 mesi circa.Seguire correzione, evitare ipercorrezione, individuare rotture.
    Post-osteotomiaFino a consolidazione, poi follow-up crescita.Verificare asse, consolidazione, recidiva, dismetria.
    Fino a maturitàAnnuale o secondo rischio.Intercettare rebound, recidiva e dismetria finale.

    Schema riassuntivo finale

    Domanda clinicaRisposta pratica
    È fisiologico?Solo se simmetrico, armonico, non progressivo, MDA basso e senza segni mediali.
    Quando mi preoccupo?Asimmetria, peggioramento, tibia prossimale, MDA >16 gradi, lateral thrust, obesità, segni radiografici mediali.
    Quando tutore?Bambino piccolo, meglio <3 anni, Langenskiöld I-II, deformità iniziale e famiglia affidabile.
    Quando guided growth?Deformità lieve-moderata, crescita residua, quadro prevalentemente coronale, no grave depressione mediale.
    Quando osteotomia?Progressione, età tardiva, stadio III o superiore, lateral thrust, deformità severa o multiplanare.
    Quando fissatore?Deformità severa, recidiva, adolescente obeso, correzione multiplanare o necessità di allungamento.
    Quando pensare al piatto mediale?Langenskiöld V-VI, depressione mediale, incongruenza, lateral thrust persistente.

    Conclusioni

    La gestione moderna del morbo di Blount non può essere ridotta a “stadio radiografico uguale trattamento”. La classificazione aiuta, ma non decide da sola.

    Il trattamento corretto nasce dall’integrazione di:

    • età;
    • crescita residua;
    • progressione;
    • MDA e asse meccanico;
    • gravità della deformità;
    • componente tridimensionale;
    • stato della fisi mediale;
    • stato del piatto tibiale;
    • peso corporeo;
    • compliance familiare;
    • rischio di recidiva.

    La letteratura recente rende più prudente l’uso automatico della Langenskiöld e più selettivo l’impiego della guided growth. Allo stesso tempo conferma che tutore, emiepifisiodesi, osteotomia acuta, correzione graduale e chirurgia articolare hanno tutti un ruolo, ma in finestre diverse della malattia.

    Il messaggio finale è semplice: nel Blount il timing pesa quanto la tecnica. Un trattamento “meno invasivo” ma indicato tardi può essere peggiore di una chirurgia più impegnativa indicata correttamente.

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    Dott. Daniele Priano

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