Radiografie nei bambini: rischi reali, dosi e radioprotezione

    20 maggio 2026
    4 min di lettura

    Scritto da Dott. Daniele Priano

    Radiografie nei bambini: rischi reali, dosi e radioprotezione

    “Dottore, ma tutti questi raggi fanno male?” è una domanda comprensibile, soprattutto quando un bambino ha già fatto più radiografie per una frattura, una scoliosi o un problema dell’anca.

    Le radiografie usano radiazioni ionizzanti. Non sono quindi esami da fare senza una ragione clinica. Nei bambini la radioprotezione richiede particolare attenzione perché i tessuti sono più radiosensibili e l’aspettativa di vita è più lunga. [1][2]

    Questo, però, non rende una radiografia indicata un esame da temere. Nella maggior parte delle situazioni ortopediche pediatriche le dosi delle radiografie semplici sono basse e il beneficio diagnostico supera ampiamente il rischio teorico. [1][2][3]

    La decisione viene prima dell’esame

    La domanda utile è molto concreta: questa radiografia può cambiare la gestione del bambino?

    Può servire a confermare una frattura, valutarne la scomposizione, controllare l’allineamento di un arto, seguire una scoliosi, studiare alcune deformità o verificare la posizione di mezzi di sintesi. In questi casi l’immagine può modificare trattamento, immobilizzazione, indicazione chirurgica o follow-up.

    Se invece l’esame non aggiunge informazioni utili, va evitato. È il principio di giustificazione su cui si basa la radioprotezione. Quando l’esame serve, la dose viene poi ottimizzata in base a età, corporatura e distretto anatomico. [1][2]

    Le dosi non sono tutte uguali

    Dire “ha fatto dei raggi” mette insieme esami molto diversi.

    Una radiografia di mano, piede o di un altro segmento periferico comporta in genere una dose molto bassa. Una radiografia del torace espone di più, ma resta su ordini di grandezza modesti. La TAC utilizza anch’essa radiazioni ionizzanti e, a seconda del distretto e del protocollo, può comportare dosi molto maggiori rispetto a una radiografia semplice. [3]

    Anche tra le TAC esistono differenze importanti: una TAC molto mirata di un arto non è equivalente a una TAC del torace o dell’addome.

    I confronti con la radiazione naturale o con i voli aerei possono aiutare a capire gli ordini di grandezza, ma vanno usati con cautela. La dose dipende da apparecchiatura, protocollo, numero di proiezioni, corporatura del bambino e zona studiata. [3][4]

    Per questo non esiste un numero massimo universale di radiografie che un bambino “può fare”. Ha più senso verificare che ogni esame abbia un’indicazione e che venga eseguito con tecnica pediatrica appropriata.

    Perché i bambini richiedono protocolli dedicati

    Usare impostazioni pensate per un adulto può aumentare inutilmente l’esposizione di un bambino. La FDA e l’IAEA raccomandano di adattare i parametri tecnici alle dimensioni del paziente e alla domanda clinica. [1][2]

    In pratica significa limitare il campo alla zona da studiare, evitare proiezioni non necessarie, ridurre le ripetizioni e ottenere un’immagine diagnostica con la dose più bassa ragionevolmente possibile. È il principio ALARA. [1][2][6]

    Ridurre la dose non significa produrre deliberatamente un’immagine insufficiente. Se la radiografia non permette di rispondere alla domanda clinica e deve essere ripetuta, la radioprotezione ha fallito.

    Perché a volte non viene più usato il grembiule di piombo

    Molti genitori si sorprendono quando una schermatura che ricordano come obbligatoria non viene utilizzata.

    Con le apparecchiature moderne, le principali organizzazioni di fisica medica hanno progressivamente ridimensionato l’uso routinario delle schermature gonadiche e fetali. Una protezione posizionata male può coprire una parte dell’immagine o interferire con i sistemi automatici di esposizione, aumentando il rischio di dover ripetere l’esame. [7]

    La protezione del bambino dipende soprattutto da corretta indicazione, collimazione, scelta dei parametri tecnici e numero di immagini realmente necessario. [2][6]

    Radiografia, ecografia, risonanza e TAC rispondono a domande diverse

    Ecografia e risonanza magnetica non usano radiazioni ionizzanti, ma questo non le rende automaticamente preferibili.

    L’ecografia è molto utile in alcune situazioni pediatriche, per esempio nello studio dell’anca del neonato e di alcuni tessuti molli. La risonanza offre informazioni che la radiografia non può dare, ma richiede più tempo e nei bambini piccoli può essere difficile eseguirla senza sedazione.

    La TAC può essere fondamentale per alcune fratture articolari complesse, per la pianificazione chirurgica o per una valutazione tridimensionale dettagliata. Va usata quando quelle informazioni servono davvero.

    Scegliere un esame significa quindi scegliere lo strumento più adatto alla domanda clinica, non quello che ha semplicemente “meno raggi”.

    Se un bambino ha già fatto molte radiografie

    Il numero da solo dice poco. Un bambino con scoliosi, una frattura complessa o una patologia ortopedica in accrescimento può aver bisogno di controlli ripetuti per anni. In questi casi evitare un esame necessario può avere conseguenze più concrete del piccolo rischio radiologico associato a una radiografia ben indicata.

    È invece ragionevole chiedersi se alcuni controlli possano essere distanziati, se tutte le proiezioni siano necessarie o se in una situazione specifica un’altra metodica possa fornire la stessa informazione senza radiazioni.

    La radioprotezione pediatrica non consiste nel fare meno esami a qualunque costo. Consiste nel fare quelli che servono, nel momento in cui servono, con la tecnica adeguata al bambino.

    Riferimenti bibliografici

    [1] U.S. Food & Drug Administration. Pediatric X-ray Imaging. https://www.fda.gov/radiation-emitting-products/medical-imaging/pediatric-x-ray-imaging

    [2] International Atomic Energy Agency. Radiation protection of children in radiology. https://www.iaea.org/resources/rpop/health-professionals/radiology/children

    [3] Radiological Society of North America / American College of Radiology. Radiation Dose from X-Ray and CT Exams. https://www.radiologyinfo.org/en/info/safety-xray

    [4] UK Health Security Agency. Ionising radiation: dose comparisons. https://www.gov.uk/government/publications/ionising-radiation-dose-comparisons/ionising-radiation-dose-comparisons

    [6] Image Gently Alliance. Digital Radiography Educational Materials — Back to Basics. https://www.imagegently.org/Procedures/Digital-Radiography/Educational-Materials

    [7] American Association of Physicists in Medicine. AAPM Position Statement on the Use of Patient Gonadal and Fetal Shielding. 2019. https://www.aapm.org/org/policies/details.asp?id=468&type=PP

    Disclaimer: contenuto a scopo informativo generale. Non sostituisce una valutazione medica individuale.

    Dott. Daniele Priano

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