Bowlegs or Knock-knees in Early Childhood

    March 23, 2026
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    Bowlegs or Knock-knees in Early Childhood

    This article has been automatically translated from Italian. The original content may have nuances not fully captured by the translation.

    Le ginocchia “a parentesi” o “a X” sono una delle ragioni più frequenti per cui un genitore chiede una valutazione ortopedica nei primi anni di vita. E, in effetti, capisco bene perché. Si guarda il bambino fermo in piedi, poi mentre cammina, poi si confrontano le foto di qualche mese prima. A volte sembra che stia peggiorando. Altre volte è un nonno a notarlo per primo. La domanda, quasi sempre, è la stessa: è normale oppure no?

    La risposta più onesta è questa: spesso sì, è normale, ma non sempre. E la differenza non la fa una singola fotografia, né un’impressione visiva isolata. La fanno l’età, la simmetria, l’andamento nel tempo e il contesto clinico [1,2].

    La letteratura ortopedica è piuttosto coerente su un punto di base: l’allineamento degli arti inferiori nel bambino non è statico, ma cambia con la crescita [1–3]. Nei primi mesi e nei primi passi è frequente osservare una fase più vara; successivamente l’asse si porta verso il neutro e poi verso un valgo fisiologico, che tende a essere più evidente in età prescolare, per poi ridursi gradualmente verso valori più vicini a quelli dell’adulto [1–3].

    Questo significa che un bambino di 18 mesi con un certo varismo e un bambino di 3-4 anni con un certo valgismo possono essere perfettamente dentro il normale sviluppo.

    Proprio questo è il primo messaggio utile per i genitori: non tutte le gambe “storte” nei bambini piccoli sono patologiche. Anzi, molte non richiedono nessun trattamento. La review di Coppa e colleghi, che resta una delle sintesi più chiare su valutazione e trattamento delle deformità coronali del ginocchio nel soggetto immaturo, ribadisce che i quadri fisiologici richiedono soprattutto osservazione clinica e rassicurazione [1]. Anche lavori come quello di Patel te al confermano che il genu valgum fisiologico inizia in genere intorno ai 2 anni, è più marcato a 3-4 anni e tende poi a ridursi entro i 7 anni [2].

    Il punto delicato, però, è capire quando non siamo più nel campo della semplice variante della crescita.

    In ambulatorio capita spesso un caso tipico: bambino di 2 anni e mezzo, vivace, senza dolore, corre e cade come i coetanei, ma con gambe che ai genitori sembrano molto vare. In molti di questi casi la visita è rassicurante, soprattutto se il quadro è bilaterale, simmetrico e coerente con l’età. Diverso è il bambino di 3 anni con varismo marcato soprattutto da un lato, magari in peggioramento, oppure il bambino di 5 anni con valgismo importante, zoppia o difficoltà funzionali. Qui il discorso cambia [1,4].

    La letteratura indica in modo abbastanza chiaro alcuni campanelli d’allarme:

    • deformità asimmetrica;

    • peggioramento progressivo invece di un’evoluzione spontaneamente favorevole;

    • dolore, zoppia o limitazione funzionale;

    • bassa statura o crescita non armonica;

    • segni clinici compatibili con malattia metabolica o displasia;

    • persistenza di varismo o valgismo marcati oltre la finestra di età in cui ci aspetteremmo la fisiologia [1,2,4].

    Nel genu varum del piccolo, il grande tema da non perdere è il confine tra fisiologia e morbo di Blount. Qui entrano in gioco non solo l’aspetto clinico, ma anche il decorso e, quando necessario, la radiografia. La review di Coppa ricorda che nei casi dubbi la radiografia in carico dell’arto inferiore è lo strumento che consente di uscire dalla zona grigia [1]. E uno studio multicentrico del 2025 ha aggiunto un elemento interessante: nei toddler con genu varum persistente o in peggioramento, una quota può presentare una condizione associata a deficit di vitamina D, e una supplementazione a basso dosaggio si è associata a un miglioramento radiografico più marcato rispetto al semplice follow-up [4].

    Questo lavoro non autorizza scorciatoie del tipo “tutti i bambini con gambe vare devono prendere vitamina D”, ma ricorda una cosa utile: se il varismo non si comporta come ci aspetteremmo da un quadro fisiologico, la valutazione metabolica ha senso [4].

    Un altro punto che crea molta confusione riguarda il trattamento. Scarpe correttive, plantari, tutori, espedienti vari: nella pratica quotidiana continuano a comparire più di quanto la letteratura giustifichi. E qui il messaggio va detto con chiarezza. Nei quadri fisiologici, non c’è evidenza che plantari, scarpe speciali o tutori cambino la storia naturale dell’asse [1,3]. In altre parole: se il bambino sta attraversando una fase normale dello sviluppo, non esiste un presidio che la “raddrizzi prima”.

    Quello che serve davvero è una visita ben fatta e, quando opportuno, un controllo nel tempo.

    Per i pediatri di famiglia e per gli ortopedici non pediatrici, secondo me il concetto più utile è questo: la forma delle gambe da sola conta meno dell’insieme. Non bisogna farsi guidare solo da quanto “impressiona” il ginocchio all’occhio, ma da età, simmetria, traiettoria evolutiva e dati generali di crescita [1,2].

    Per i genitori, invece, la frase più utile è probabilmente un’altra: moltissime ginocchia vare o valghe tra 0 e 6 anni non hanno bisogno di essere curate, ma alcune hanno bisogno di essere capite bene.

    Se dovessi riassumere il tema in una frase sola, direi così: nei primi anni di vita le gambe cambiano forma come parte della crescita; il compito della visita ortopedica non è raddrizzare la fisiologia, ma riconoscere presto ciò che fisiologico non è.

    Disclaimer

    Questo contenuto è informativo e non sostituisce una valutazione clinica individuale.

    Riferimenti

    [1] Coppa V, Marinelli M, Procaccini R, Falcioni D, Farinelli L, Gigante A. Coronal plane deformity around the knee in the skeletally immature population: A review of principles of evaluation and treatment. World J Orthop. 2022;13(5):427-443. doi:10.5312/wjo.v13.i5.427. PMID: 35633744.

    PubMed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35633744/

    [2] Patel M, Nelson R. Genu Valgum. StatPearls [Internet]. Updated 2025 Jan. PMID: 32644670.

    PubMed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32644670/

    [3] Weiner DS. The natural history of “bow legs” and “knock knees” in childhood. Orthopedics. 1981;4(2):156-160. doi:10.3928/0147-7447-19810201-08. PMID: 24823174.

    PubMed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24823174/

    [4] Sakamoto Y, Kamegaya M, Saisu T, Tomaru Y, Tokita A, Kim SG, Ishijima M. Vitamin D supplementation improves genu varum in toddlers: two-center pilot study. J Bone Miner Metab. 2025;43(3):265-273. doi:10.1007/s00774-025-01583-1. PMID: 39918569.

    PubMed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39918569/

    Dott. Daniele Priano

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