Mio figlio zoppica ma la radiografia è normale: e adesso?

    15 aprile 2026
    3 min di lettura

    Scritto da Dott. Daniele Priano

    Mio figlio zoppica ma la radiografia è normale: e adesso?

    Un bambino inizia a zoppicare. La radiografia è normale. A quel punto è facile pensare che il problema sia risolto, oppure andare all’estremo opposto e temere che l’esame abbia “perso qualcosa”.

    La radiografia è solo un pezzo del ragionamento. Nei bambini una zoppia può partire dal piede, dal ginocchio, dall’anca o più raramente dalla schiena; la sede in cui il bambino riferisce dolore non coincide sempre con quella da cui nasce il problema. Un disturbo dell’anca, per esempio, può presentarsi come dolore al ginocchio. [1][3]

    Anche un esame eseguito correttamente può essere negativo nelle prime fasi di alcune condizioni. Una toddler’s fracture poco evidente può non comparire subito, così come una sinovite transitoria non produce necessariamente alterazioni ossee alla radiografia. Nelle fasi precoci di un’infezione osteo-articolare la radiografia può essere ancora normale. [1][2][4]

    Questo non significa che ogni zoppia con radiografia negativa richieda altri esami. Molti bambini hanno un trauma minore, una sinovite transitoria o un altro quadro autolimitante e migliorano con il tempo. Le linee guida del Royal Children’s Hospital sottolineano proprio che non tutti i bambini che zoppicano hanno bisogno subito di un’estesa batteria di accertamenti. [2][5]

    Quando una radiografia normale è abbastanza rassicurante

    Conta soprattutto come sta il bambino e come evolve la situazione.

    Se continua a camminare, non ha febbre, il dolore è moderato, non peggiora e la visita è coerente con un trauma minore o un quadro benigno, spesso è ragionevole osservare l’andamento e rivalutare se la zoppia persiste. [1][2][3]

    L’età aiuta a orientarsi. Nei bambini piccoli una toddler’s fracture può comparire dopo un trauma apparentemente banale o addirittura poco ricordato dai genitori. In uno studio pediatrico l’imaging iniziale risultava negativo in circa un quarto dei bambini che poi ricevevano questa diagnosi. [4]

    In altri casi la causa può essere una sinovite transitoria dell’anca, soprattutto se il bambino è in buone condizioni generali e non ha febbre alta o un quadro sistemico importante. [2][5]

    I segnali che cambiano il livello di attenzione

    L’incapacità improvvisa a camminare o a caricare è un red flag. Lo sono anche febbre, peggioramento rapido, dolore notturno importante, malessere generale, gonfiore articolare o una marcata limitazione del movimento. Una zoppia che continua senza una spiegazione convincente merita comunque una rivalutazione. [1][2][3]

    La combinazione di febbre, rifiuto del carico e limitazione articolare richiede particolare attenzione perché tra le diagnosi da escludere c’è l’artrite settica. Una radiografia normale non basta a escluderla. [1][2]

    Nei bambini più grandi entrano poi in diagnosi differenziale altre condizioni: Perthes, infezioni osteo-articolari, problemi del piede o del ginocchio, patologie infiammatorie e, molto più raramente, cause neoplastiche. Storia clinica, sede del dolore, andamento nel tempo ed esame obiettivo servono a decidere se e come proseguire gli accertamenti. [3]

    A volte serve semplicemente rivedere il bambino

    Il decorso può dare informazioni che al primo accesso non erano disponibili. Un dolore che si riduce rapidamente e una zoppia che scompare hanno un significato diverso da un bambino che dopo alcuni giorni continua a non caricare o localizza sempre il dolore nello stesso punto.

    Per questo, quando il quadro iniziale è rassicurante, la rivalutazione può essere più utile di una sequenza immediata di esami eseguiti senza una domanda precisa. Se invece compaiono segnali d’allarme, il fatto che la prima radiografia fosse negativa non deve ritardare gli approfondimenti.

    Una radiografia normale è quindi una buona informazione, ma va letta insieme alla visita e all’evoluzione clinica. [1][2][3]

    Disclaimer

    Questo contenuto è informativo e non sostituisce una valutazione clinica individuale.

    Riferimenti

    [1] Truong T, Chang D, Friedman S. Limping Child. Pediatrics in Review. 2024;45(8):476-478. doi:10.1542/pir.2023-006052. PMID: 39085187.

    PubMed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39085187/

    [2] Royal Children’s Hospital Melbourne. Clinical Practice Guidelines: The limping or non-weight bearing child.

    Pagina: https://www.rch.org.au/clinicalguide/guideline_index/Child_with_limp/

    [3] Morancie NA, Helton MR. Evaluating the Child With a Limp. American Family Physician. 2023;107(5):474-485. PMID: 37192073.

    PubMed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37192073/

    [4] Pujol M, et al. Current diagnosis and management of toddler’s fracture. An Pediatr (Barc). 2019;91(3):e1-e7. PMID: 31311775.

    PubMed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31311775/

    [5] Asche SS, van Rijn RM, Bessems JHJM, Krul M, Bierma-Zeinstra SMA. What is the clinical course of transient synovitis in children: a systematic review of the literature. Chiropr Man Therap. 2013;21:39. PMID: 24229447.

    PubMed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24229447/

    Dott. Daniele Priano

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