Pediatric Overweight in Italy and Orthopedic Impact: What Recent Literature Says

    February 21, 2026
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    Pediatric Overweight in Italy and Orthopedic Impact: What Recent Literature Says

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    In Italia il sovrappeso e l’obesità infantile restano molto frequenti, nonostante un miglioramento rispetto al passato. Per l’ortopedia pediatrica questo non è un dato “di contorno”: la letteratura degli ultimi anni collega l’eccesso ponderale a più dolore muscoloscheletrico, alterazioni dell’allineamento (in particolare genu valgum e piede piatto), fratture più complesse e maggiori criticità di gestione. [1–7]

    Se guardiamo i numeri italiani prima ancora dell’ambulatorio, il quadro è chiaro: il problema non è affatto superato. I dati nazionali di sorveglianza OKkio alla SALUTE 2023 (ISS) riportano, nei bambini di 8–9 anni, 19,0% di sovrappeso e 9,8% di obesità, con una quota di obesità grave intorno al 2,6%. Il trend, rispetto alle prime rilevazioni, è in miglioramento soprattutto per il sovrappeso, ma l’obesità si è ridotta meno e negli ultimi anni mostra una sostanziale stabilizzazione, con segnali di lieve risalita in alcune aree. Inoltre, resta una marcata variabilità geografica, con prevalenze più alte nel Centro-Sud. [1][2]

    Per chi si occupa di ortopedia pediatrica, questo dato epidemiologico non è solo una premessa “di sanità pubblica”. È una parte della clinica quotidiana. Negli ultimi anni la letteratura ha consolidato un concetto semplice: il sovrappeso infantile non aumenta soltanto il carico meccanico sulle articolazioni, ma modifica il comportamento dell’intero sistema muscoloscheletrico in crescita, con effetti su allineamento, dolore, osso e traumatologia. [3][4][5][6][7]

    Un primo punto, spesso sottovalutato, è la relazione tra eccesso ponderale e malallineamenti. La revisione sistematica con meta-analisi di Molina-Garcia e colleghi (73 studi, oltre 1,7 milioni di bambini/adolescenti) ha mostrato un’associazione significativa tra sovrappeso/obesità e diverse alterazioni posturali/articolari. I risultati più robusti riguardano ginocchio valgo e piede piatto, ma emerge anche un aumento del rischio di iperlordosi lombare e, in generale, di malallineamento articolare. In particolare, il segnale sul ginocchio valgo è molto forte (RR elevato rispetto ai coetanei normopeso), ed è uno dei dati più utili da ricordare quando ci troviamo davanti a un bambino con ginocchia valghe e sintomi da sovraccarico. [4]

    Questo non significa, naturalmente, che ogni ginocchio valgo sia “causato” dal peso. Sarebbe una semplificazione sbagliata. La crescita, l’asse femoro-tibiale, la lassità, la familiarità e il timing puberale contano sempre. Ma la letteratura ci dice che il sovrappeso può agire da amplificatore biomeccanico e funzionale: un alterazione lieve o moderata può diventare prima sintomatico, e soprattutto meno tollerato nelle attività quotidiane e sportive. [4]

    Il secondo blocco di evidenze riguarda il dolore muscoloscheletrico, che è il motivo reale per cui molte famiglie arrivano in visita. Lo studio longitudinale di Firman et al. su dati di medicina generale (coorte pediatrica ampia, con record clinici collegati) mostra che i bambini con obesità hanno una maggiore probabilità di consultare per sintomi muscoloscheletrici durante l’infanzia, con un segnale particolarmente evidente nelle femmine. Dal punto di vista pratico, è un dato importante perché conferma quello che vediamo spesso: ginocchio, schiena, caviglia e piede non sono soltanto “dolori di crescita”, ma possono essere l’espressione precoce di un sovraccarico persistente. [5]

    Sul tema colonna, la meta-analisi del 2024 su lombalgia in età pediatrica e adolescenziale aggiunge un altro tassello utile. L’associazione tra BMI elevato e mal di schiena c’è, anche se gli studi sono eterogenei e con rischio di bias variabile. In altre parole: non si può ridurre la lombalgia pediatrica al peso, ma ignorare il peso corporeo nella valutazione del ragazzo con lombalgia ricorrente significa perdere un fattore di rischio rilevante. [6]

    Il terzo ambito è la traumatologia. Qui il punto non è soltanto “più fratture”, ma anche fratture diverse e gestione più complessa. Le review ortopediche dedicate all’obesità pediatrica descrivono un aumento del rischio di lesioni muscoloscheletriche, fratture e deformità degli arti inferiori, oltre a un impatto sulla qualità ossea e sulla risposta ai trattamenti conservativi (per esempio immobilizzazioni e tutori meno tollerati o meno efficaci in alcuni contesti). [3] Uno studio specifico sulle fratture dell’arto superiore conferma che il sovrappeso/obesità si associa a caratteristiche di frattura differenti. [7]

    Qui si inserisce anche un tema più “trasversale”, ma spesso poco discusso: la salute ossea. Una review su ciò che è emerso di nuovo in ortopedia pediatrica sottolinea che l’obesità non va interpretata come protezione automatica per l’osso in crescita. Il rapporto tra massa corporea, qualità ossea, infiammazione cronica di basso grado, vitamina D, attività fisica e rischio di frattura è più complesso di quanto sembri. Questa parte è meno immediata da spiegare alle famiglie, ma clinicamente è importante: peso elevato non equivale necessariamente a osso “più forte”. [8]

    Se mettiamo insieme questi dati, il messaggio per un approccio aggiornato è abbastanza netto. In ortopedia pediatrica il peso non dovrebbe essere trattato come un capitolo a parte, né come un commento finale alla visita. Va integrato nell’inquadramento iniziale, soprattutto quando parliamo di dolore agli arti inferiori, ginocchio valgo, piede piatto sintomatico, lombalgia, recidive traumatiche o difficoltà di recupero funzionale. Non per colpevolizzare, ma per fare una medicina più completa.

    Sul piano pratico, questo cambia il counselling. Il punto non è dire alla famiglia “deve dimagrire e basta”. Il punto è spiegare che il sintomo ortopedico è reale, che va trattato, e che il peso può influenzarne intensità, persistenza e recidiva. In molti casi, il miglior risultato arriva quando si lavora su più piani insieme: gestione del carico sportivo, rinforzo e controllo motorio, abitudini quotidiane, e — quando possibile — miglioramento graduale dello stile di vita. È un approccio più lento, ma anche più onesto e più efficace.

    In sintesi: in Italia i numeri dell’eccesso ponderale in età pediatrica restano alti, e la letteratura ortopedica ci dice che le conseguenze cliniche sono concrete. Il tema non riguarda soltanto la prevenzione metabolica futura; riguarda anche il dolore, la funzione e la qualità di vita dei bambini che vediamo oggi in ambulatorio. [1–8]

    Disclaimer

    Questo contenuto è informativo e non sostituisce una valutazione clinica individuale.

    Riferimenti

    [1] Istituto Superiore di Sanità. Rapporto ISTISAN 25/3: Stato ponderale e stili di vita di bambine e bambini. Risultati di OKkio alla SALUTE 2023. Dati nazionali (8–9 anni: 19,0% sovrappeso; 9,8% obesità) e trend 2008–2023.

    https://www.iss.it/-/rapporto-istisan-25/3-stato-ponderale-e-stili-di-vita-di-bambine-e-bambini-i-risultati-di-okkio-alla-salute-2023-a-cura-di-paola-nardone-silvia-ciardullo-angela-spinelli-donatella-mandolini-michele-antonio-salvatore-silvia-andreozzi

    [2] Sintesi ISS/agenzie stampa sui dati OKkio alla SALUTE 2023 (obesità grave ~2,6%; variabilità regionale; trend nel tempo).

    https://www.ilgiornaleditalia.it/news/salute/607869/iss-in-italia-19-bambini-in-sovrappeso-e-10-obesi.html

    [3] Tisano B, Anigian K, Kantorek N, et al. The Insidious Effects of Childhood Obesity on Orthopedic Injuries and Deformities. Orthop Clin North Am. 2022;53(4):461-472. doi:10.1016/j.ocl.2022.06.008.

    PubMed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36208888/

    [4] Molina-Garcia P, Miranda-Aparicio D, Ubago-Guisado E, et al. The Impact of Childhood Obesity on Joint Alignment: A Systematic Review and Meta-Analysis. Phys Ther. 2021;101(7):pzab066. doi:10.1093/ptj/pzab066.

    PubMed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33580953/

    Journal (abstract/results): https://academic.oup.com/ptj/article-abstract/doi/10.1093/ptj/pzab066/6134724

    [5] Firman N, Homer K, Harper G, Robson J, Dezateux C. Are children living with obesity more likely to experience musculoskeletal symptoms during childhood? A linked longitudinal cohort study using primary care records. Arch Dis Child. 2024;109(5):414-421. doi:10.1136/archdischild-2023-326407.

    PubMed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38471744/

    [6] García-Moreno JM, Calvo-Muñoz I, Gómez-Conesa A, López-López JA. Obesity and overweight as risk factors for low back pain in children and adolescents: a meta-analysis. Int J Obes (Lond). 2024;48(5):612-625. doi:10.1038/s41366-024-01475-w.

    PubMed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38273033/

    Journal: https://www.nature.com/articles/s41366-024-01475-w

    [7] Nhan DT, Leet AI, Lee RJ. Associations of childhood overweight and obesity with upper-extremity fracture characteristics. Medicine (Baltimore). 2021;100(18):e25302. doi:10.1097/MD.0000000000025302.

    PubMed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33950919/

    Full text (PMC): https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8104144/

    [8] Beck JJ, Mahan ST, Nowicki P, Schreiber VM, Minkowitz B. What Is New in Pediatric Bone Health. J Pediatr Orthop. 2021;41(8):e594-e599. doi:10.1097/BPO.0000000000001896.

    PubMed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34231540/

    Dott. Daniele Priano

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