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Piede torto congenito: metodo Ponseti, tenotomia e tutore

Il piede torto si tratta con gessetti seriati (metodo Ponseti), tenotomia percutanea del tendine d'Achille nella maggior parte dei casi e tutore di mantenimento.

Aggiornato: settembre 2026·Revisione medica: Dott. Daniele Priano

Risposte rapide

Il piede torto si vede prima della nascita?
Il trattamento viene organizzato precocemente, di solito nelle prime settimane di vita. Non è necessario completarlo nei primissimi giorni: conta affidarsi a un’équipe esperta e seguire gessi e tutore. Anche una diagnosi più tardiva merita valutazione, senza presumere che sia ormai troppo tardi.
Quanto dura il trattamento col metodo Ponseti?
Il metodo Ponseti combina manipolazioni delicate e gessi seriati. Per correggere l’equino residuo è spesso necessaria una piccola tenotomia del tendine d’Achille. Dopo la correzione si usa un tutore di abduzione: inizialmente per molte ore, poi durante sonno e riposi, generalmente fino a 4–5 anni di età secondo il programma dell’équipe.
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Piede torto congenito: metodo Ponseti, tenotomia e tutore - Ortopedia Pediatrica Milano Dott. Priano

Il piede torto congenito (CTEV — Congenital Talipes Equinovarus) è una delle malformazioni ortopediche più frequenti del neonato (circa 1 su 1000 nati), caratterizzata da un piede ruotato verso l'interno e verso il basso, con quattro componenti combinate: cavismo, adduzione dell’avampiede, varismo del retropiede ed equinismo.

Negli ultimi decenni il trattamento è cambiato radicalmente: oggi il metodo Ponseti (manipolazioni delicate seguite da gessetti seriati cambiati settimanalmente) corregge la grande maggioranza dei piedi torti senza necessità di chirurgia estesa (la tenotomia percutanea del tendine d'Achille fa parte del protocollo). Il trattamento viene avviato nelle prime settimane e il numero di gessi dipende dalla risposta. Una presentazione più tardiva richiede comunque valutazione: non significa che la possibilità di trattamento sia persa.

Verso la fine del percorso, in circa l'80-90% dei bambini, viene eseguita una tenotomia percutanea del tendine d'Achille in anestesia locale o sedazione: una piccola procedura ambulatoriale che corregge l'equinismo residuo. Dopo la fase correttiva inizia la fase di mantenimento con il tutore di Denis Browne, indossato 23 ore al giorno per i primi 3 mesi e poi solo durante il sonno fino ai 4-5 anni. Seguire il programma del tutore riduce il rischio di recidiva, che può comunque verificarsi anche con un uso corretto. Difficoltà di calzata o tolleranza vanno affrontate con l’équipe.

Il punto che spiego spesso ai genitori

Il piede torto congenito ha oggi una storia diversa rispetto a vent'anni fa: il metodo Ponseti, applicato in modo corretto e precoce, permette nella maggior parte dei casi un'ottima funzione. Il percorso però non è una serie di gessi e basta: comprende tenotomia, tutore di mantenimento e controlli prolungati nel tempo.

Quello che spiego alle famiglie è che la parte più delicata è spesso la fase del tutore, non quella iniziale: l'aderenza al protocollo nei primi anni è il principale fattore predittivo di recidiva.

Il piede torto congenito, se trattato precocemente con il metodo Ponseti, ha eccellenti risultati. I gessetti seriati e il tutore notturno permettono nella grande maggioranza dei casi di ottenere un piede funzionale senza interventi chirurgici maggiori. L'inizio precoce del trattamento, nelle prime settimane di vita, è fondamentale.

Valutazione e trattamento

Quando richiedere una valutazione

  • Diagnosi prenatale di piede torto
  • Piede torto evidente alla nascita
  • Deformità del piede nel neonato
  • Rigidità del piede in equino-varo-addotto-supinato
  • Follow-up dopo trattamento iniziale

Cosa viene valutato

  • Classificazione della deformità (Pirani score)
  • Valutazione della riducibilità delle componenti
  • Esclusione di forme sindromiche
  • Monitoraggio durante il trattamento
  • Valutazione a lungo termine del risultato

Opzioni terapeutiche

  • Metodo Ponseti: manipolazioni e gessetti seriati
  • Tenotomia percutanea del tendine di Achille
  • Tutore di Denis Browne per mantenimento
  • Trasferimento del tibiale anteriore in recidive
🏥

Quando Serve la Chirurgia

Il metodo Ponseti (manipolazioni + gessetti) è il gold standard e risolve la maggior parte dei piedi torti senza chirurgia maggiore. Tuttavia, alcune procedure chirurgiche fanno parte integrante del protocollo o sono necessarie in caso di recidive.
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Domande Frequenti

Il piede torto si vede prima della nascita?▼
Il trattamento viene organizzato precocemente, di solito nelle prime settimane di vita. Non è necessario completarlo nei primissimi giorni: conta affidarsi a un’équipe esperta e seguire gessi e tutore. Anche una diagnosi più tardiva merita valutazione, senza presumere che sia ormai troppo tardi.
Quanto dura il trattamento col metodo Ponseti?▼
Il metodo Ponseti combina manipolazioni delicate e gessi seriati. Per correggere l’equino residuo è spesso necessaria una piccola tenotomia del tendine d’Achille. Dopo la correzione si usa un tutore di abduzione: inizialmente per molte ore, poi durante sonno e riposi, generalmente fino a 4–5 anni di età secondo il programma dell’équipe.
Cosa succede se non porto il tutore?▼
Il tutore aiuta a mantenere la correzione ottenuta con i gessi. Indossarlo secondo il programma riduce il rischio di recidiva, che può comunque verificarsi anche con un uso corretto. Difficoltà di calzata, irritazioni o scarsa tolleranza vanno affrontate con l’équipe, senza modificare da soli il dispositivo o interromperlo.
Mio figlio operato di piede torto potrà fare sport?▼
Sì. I bambini trattati correttamente con il metodo Ponseti raggiungono in genere una funzionalità eccellente e possono praticare normalmente sport, anche a livello agonistico. Possono persistere lievi differenze di volume o di rigidità rispetto al piede sano, ma raramente influenzano l'attività quotidiana o sportiva.

Nota importante: Le informazioni contenute in questa pagina hanno esclusivamente scopo divulgativo e informativo e non costituiscono in alcun modo indicazione medica. Ogni caso clinico è unico: il trattamento appropriato viene stabilito durante la visita specialistica, sulla base di un attento esame clinico e, ove necessario, di indagini strumentali. Per qualsiasi dubbio o preoccupazione, consultare lo specialista.