Anca

    Displasia dell'anca nel neonato: screening e trattamento

    Una diagnosi precoce di displasia dell'anca cambia in modo importante il percorso: visita clinica ed ecografia vanno lette insieme, soprattutto in presenza di fattori di rischio.

    Revisionato dal medico: aprile 2026·Dott. Daniele Priano

    Risposte rapide

    L'ecografia dell'anca viene fatta durante la visita ortopedica?
    No. L'**ecografia dell'anca** è un esame strumentale che viene eseguito presso un servizio di radiologia o ecografia neonatale, non durante la visita ortopedica. In consultazione raccolgo la storia clinica, esamino il neonato, leggo l'ecografia insieme alla famiglia e, se necessario, imposto il trattamento e i controlli.
    Quando si fa l'ecografia delle anche al neonato?
    L'ecografia delle anche viene tipicamente proposta nei **primi mesi di vita**. È raccomandata in modo particolare in presenza di familiarità per displasia, presentazione podalica, oligoidramnios o segni clinici alle manovre del neonato. Il momento esatto viene concordato con il pediatra in base ai fattori di rischio individuali.
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    La displasia dell'anca comprende un ampio spettro di alterazioni dello sviluppo dell'articolazione, dall'anca semplicemente immatura all'anca instabile, fino alla lussazione. Lo screening neonatale serve proprio a intercettare per tempo i quadri che richiedono un percorso dedicato: in genere, più precoce è la diagnosi, più semplice e meno invasivo è il trattamento.

    Il percorso è collaborativo: si basa sull'esame clinico del neonato alla nascita (manovre dedicate) e sull'ecografia delle anche eseguita nei primi mesi di vita da un radiologo o da un operatore specializzato in ecografia neonatale. L'ortopedico pediatrico interpreta l'ecografia insieme alla visita clinica e, quando necessario, imposta il trattamento. La valutazione è particolarmente importante in presenza di familiarità per displasia, presentazione podalica, oligoidramnios o asimmetrie evidenti, ma è proposta anche in assenza di fattori di rischio in molti ospedali.

    Le forme individuate precocemente rispondono nella maggior parte dei casi a un trattamento conservativo (ad esempio il tutore di Pavlik o altri divaricatori). Le forme diagnosticate più tardi o quelle francamente lussate possono richiedere percorsi più strutturati, fino a interventi di riduzione e, in casi selezionati, di rimodellamento articolare. L'obiettivo non è creare allarme — la maggior parte dei neonati sottoposti a screening risulta nella norma — ma riconoscere precocemente le situazioni che meritano un percorso ortopedico pediatrico dedicato.

    Il punto che spiego spesso ai genitori

    Una displasia dell'anca diagnosticata presto è una storia molto diversa da una diagnosi tardiva. Nei primi mesi il trattamento è quasi sempre ortesico, ben tollerato e con prognosi favorevole. Quanto più tardi arriva la diagnosi, tanto più il percorso si complica.

    Quello che spiego ai genitori è che ecografia precoce e visita clinica vanno insieme: la sola ecografia normale non chiude il discorso se il bambino ha fattori di rischio, e una visita attenta resta parte importante del controllo nei primi mesi di vita.

    La displasia dell'anca si corregge molto bene se individuata presto. Con il tutore di Pavlik, oltre il 90% dei casi si risolve senza intervento chirurgico.

    Valutazione e trattamento

    Quando richiedere una valutazione

    • Screening ecografico alterato (α < 60°)
    • Asimmetria delle pliche cutanee
    • Limitazione dell'abduzione dell'anca
    • Vero clunk o segno di instabilità alle manovre di Ortolani-Barlow (i click isolati, senza instabilità, sono in genere benigni)
    • Familiarità per displasia dell'anca
    • Presentazione podalica alla nascita

    Cosa viene valutato

    • Manovre di Ortolani e Barlow nel neonato
    • Ecografia dell'anca secondo Graf (eseguita dal radiologo, interpretata in contesto clinico)
    • Radiografia del bacino quando l'età o il quesito clinico la rendono più informativa dell'ecografia
    • Valutazione della copertura acetabolare
    • Follow-up dello sviluppo articolare

    Opzioni terapeutiche

    • Tutore di Pavlik o divaricatore nelle forme instabili individuate precocemente, in base a età, stabilità e riducibilità
    • Tutori rigidi in abduzione (Milgram, Tübingen) in casi selezionati o dopo risposta insufficiente al tutore dinamico
    • Riduzione chiusa in narcosi quando l'anca è riducibile e il trattamento con tutore non è indicato o non ha funzionato
    • Riduzione chirurgica aperta ed eventuali gesti ricostruttivi, valutati caso per caso
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    Quando Serve la Chirurgia

    La maggior parte delle displasie diagnosticate precocemente risponde al trattamento con tutore (Pavlik). Tuttavia, le forme più severe (lussazioni) o quelle diagnosticate tardivamente possono richiedere interventi chirurgici per ottenere una riduzione stabile dell'anca.
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    Classificazione Ecografica di Graf

    Classificazione internazionale utilizzata per stadiare la displasia dell'anca in base agli angoli α e β misurati all'ecografia.

    Tipo I (Anca normale)

    α > 60°

    Anca matura e normale. Tetto acetabolare ben sviluppato con adeguata copertura della testa femorale.

    Possibile percorso (da integrare con età ed esame clinico): Nessun trattamento necessario. Controllo clinico di routine.

    Tipo IIa (Immaturità fisiologica)

    α 50-59°β < 77°

    Anca immatura per l'età nei primi 3 mesi di vita. Si distingue in IIa+ (maturazione adeguata all'età) e IIa− (maturazione insufficiente). Dopo i 3 mesi si parla di IIb (ritardo di maturazione).

    Possibile percorso (da integrare con età ed esame clinico): La condotta dipende da età, stabilità clinica e distinzione fra IIa+ e IIa−: spesso osservazione con controllo ecografico ravvicinato, senza dare per scontata la maturazione spontanea.

    Tipo IIc (Anca critica)

    α 43-49°β < 77°

    Anca instabile al limite della displasia. Richiede monitoraggio stretto per rischio di progressione.

    Possibile percorso (da integrare con età ed esame clinico): Tutore di Pavlik o divaricatore nella maggior parte dei casi, con controllo ecografico ravvicinato; la scelta tiene conto di età, stabilità clinica e riducibilità dell'anca.

    Tipo D (Anca decentrata)

    α 43-49°β > 77°

    Tetto osseo insufficiente con testa femorale lateralizzata. Stadio di transizione verso la lussazione.

    Possibile percorso (da integrare con età ed esame clinico): Tutore di Pavlik come prima opzione nella maggior parte dei casi; la scelta successiva dipende dalla risposta clinica, dall'età e dal percorso già seguito.

    Tipo III (Anca lussata)

    α < 43°

    Lussazione franca. La testa femorale è dislocata con il cercine cartilagineo spostato verso l'alto.

    Possibile percorso (da integrare con età ed esame clinico): Percorso specialistico che dipende da età, riducibilità e risposta al trattamento. Nel lattante selezionato, se l'anca è riducibile, può essere tentato un tutore sotto stretto controllo clinico ed ecografico; se non si ottiene una riduzione stabile si valutano la riduzione chiusa con gesso o la riduzione aperta.

    Tipo IV (Lussazione inveterata)

    α < 43°

    Lussazione con cercine interposto tra testa e acetabolo. Prognosi peggiore.

    Possibile percorso (da integrare con età ed esame clinico): Percorso specialistico: ottenere una riduzione stabile è più difficile. In base a età, riducibilità e risposta si valutano riduzione chiusa con gesso o riduzione aperta, con eventuali gesti ricostruttivi acetabolari.

    Domande Frequenti

    L'ecografia dell'anca viene fatta durante la visita ortopedica?
    No. L'**ecografia dell'anca** è un esame strumentale che viene eseguito presso un servizio di radiologia o ecografia neonatale, non durante la visita ortopedica. In consultazione raccolgo la storia clinica, esamino il neonato, leggo l'ecografia insieme alla famiglia e, se necessario, imposto il trattamento e i controlli.
    Quando si fa l'ecografia delle anche al neonato?
    L'ecografia delle anche viene tipicamente proposta nei **primi mesi di vita**. È raccomandata in modo particolare in presenza di familiarità per displasia, presentazione podalica, oligoidramnios o segni clinici alle manovre del neonato. Il momento esatto viene concordato con il pediatra in base ai fattori di rischio individuali.
    Cos'è il tutore di Pavlik?
    Il **tutore di Pavlik** è un dispositivo morbido che mantiene le anche del neonato in posizione di flessione e abduzione, favorendo il corretto sviluppo dell'articolazione. Si indossa per gran parte della giornata, per un periodo variabile di settimane, ed è efficace in una quota molto elevata di casi quando la diagnosi è precoce.
    La displasia dell'anca si risolve completamente?
    Se diagnosticata e gestita precocemente, nei primi mesi di vita, la displasia dell'anca si risolve in modo soddisfacente nella **grande maggioranza dei casi**. Le forme diagnosticate più tardi o quelle più severe possono richiedere percorsi più articolati e il risultato finale dipende da molti fattori individuali. Per questo lo screening neonatale ha un ruolo così importante.
    È colpa dei genitori se il neonato ha la displasia?
    Assolutamente no. La displasia dell'anca è una condizione **multifattoriale**: entrano in gioco la posizione intrauterina, una certa lassità legamentosa e una predisposizione individuale. Non è prevenibile e non dipende da comportamenti dei genitori. Quello che fa davvero la differenza è arrivare alla diagnosi precoce.
    Come si tiene in braccio o si fascia un neonato per non danneggiare le anche?
    La posizione fisiologica delle anche del neonato è quella **'a M' o 'a ranocchia'**, con anche flesse e ginocchia divaricate. Sono favorevoli il porto in fascia o in marsupio ergonomico, con bambino seduto e ginocchia più alte del sederino. È invece sconsigliato il **fasciamento stretto a gambe tese**, che mantiene le anche in posizione non fisiologica e può aumentare il rischio di displasia.
    Cosa succede dopo il tutore? Servono altri controlli?
    Dopo il termine del trattamento conservativo si propone di norma un **percorso di controlli periodici**, prima ravvicinati e poi più diradati, per verificare che lo sviluppo dell'articolazione prosegua bene. In alcuni casi i controlli vengono mantenuti anche più avanti, per assicurarsi che l'anca maturi in modo regolare nel corso della crescita.
    Un bambino trattato per displasia potrà fare sport?
    Sì, nella maggior parte dei casi i bambini trattati precocemente per displasia dell'anca **conducono una vita attiva normale**, sport inclusi. Le indicazioni specifiche su sport agonistico o ad alto impatto si valutano caso per caso, in base alla maturazione finale dell'articolazione.

    Nota importante: Le informazioni contenute in questa pagina hanno esclusivamente scopo divulgativo e informativo e non costituiscono in alcun modo indicazione medica. Ogni caso clinico è unico: il trattamento appropriato viene stabilito durante la visita specialistica, sulla base di un attento esame clinico e, ove necessario, di indagini strumentali. Per qualsiasi dubbio o preoccupazione, consultare lo specialista.