Specialista in Ortopedia Pediatrica
Malattia di Iselin (gestione attiva)
Programma Esercizi a Casa
Non tutti gli esercizi elencati sono indicati per ogni bambino: la selezione è individuale e viene definita durante la visita.
Indicazioni: Dopo diagnosi di apofisite di Iselin. Rinforzo e stretching dei peronei possono sollecitare la base del quinto metatarso: introdurli solo nella fase autorizzata e senza dolore locale.
Dose e frequenza: Eseguire soltanto gli esercizi scelti in visita. I dosaggi delle voci sono esempi da adattare: valgono dose, frequenza, recuperi e progressioni prescritti per età, sintomi e fase. Non svolgere automaticamente tutta la lista.
Materiali e supervisione: Superficie stabile e libera da ostacoli, abbigliamento comodo e un appoggio sicuro. Elastici con ancoraggio controllato. Supervisione di un adulto; evitare biglie e piccoli oggetti se il bambino può portarli alla bocca, usando un asciugamano al loro posto.
Da evitare: Forzare un movimento doloroso o non autorizzato; Aumentare carico, resistenza o frequenza senza rispettare i recuperi concordati; Eseguire esercizi di equilibrio senza un appoggio stabile o supervisione.

1.Stretch peronei (eversori)
Mobilità individualmente indicata; lo stretching può aumentare i sintomi se anticipato.
Non stirare un’apofisi ancora dolorosa. Se il fisioterapista ha indicato questo movimento, da seduti accompagnare delicatamente il piede in inversione: la pianta si orienta verso l’interno e il bordo mediale si solleva rispetto a quello laterale. Non piegare il solo avampiede e non tirare sulla base del quinto metatarso. Fermarsi prima del dolore e usare soltanto l’ampiezza dimostrata.
3 × 20-30 secondi per piede, 2 volte al giorno
2.Stretch polpaccio (gastrocnemio e soleo)
Riduce la tensione generale sulla catena laterale del piede
Di fronte al muro, gamba da stirare dietro con tallone a terra. Ginocchio teso per il gastrocnemio, piegato per il soleo. Spingere il bacino in avanti. Un polpaccio rigido può contribuire a sovraccaricare il bordo laterale del piede durante il cammino e la corsa.
3 × 30 secondi per posizione, per gamba
3.Rinforzo caviglia con elastico (in scarico)
Mantiene la forza bilanciata della caviglia durante la fase di relativo riposo
Seduti con elastico attorno al piede. Eseguire tutti e 4 i movimenti: dorsiflessione, plantarflessione, inversione, eversione. L'eversione va eseguita con cautela: usare resistenza leggera perché è il muscolo peroniero (eversore) che tira sull'apofisi del 5° metatarso. L'obiettivo è mantenere la forza, non sovraccaricare.
3 × 12 per direzione, resistenza leggera
4.Rinforzo progressivo degli eversori
Rinforza i peronei con carico graduale sull'apofisi
FASE 1 (isometrica): spingere il bordo esterno del piede contro una parete o la mano di un genitore, senza movimento, 5 secondi. FASE 2 (con elastico): eversione contro resistenza leggera, movimento lento in uscita e ritorno controllato. Aumentare la resistenza solo quando l'esercizio è indolore da almeno una settimana.
3 × 10 ripetizioni (o 10 × 5 secondi in isometria), 1 volta al giorno
5.Calf raises eccentrici
Migliora la tolleranza al carico di tutta la catena posteriore e laterale
In piedi, mani al muro. Salire sulle punte con due gambe (2 secondi), poi scendere lentamente (4 secondi) controllando il movimento e mantenendo la caviglia in asse, senza far cadere il piede verso l'esterno. Iniziare a terra; quando indolore, passare all'esecuzione sul bordo di un gradino.
Indicativamente 3 × 12 ripetizioni, secondo indicazione clinica
6.Equilibrio e propriocezione
Ristabilisce il controllo della caviglia e riduce il sovraccarico del bordo laterale
Dopo autorizzazione al carico, iniziare su terreno fermo con occhi aperti, vicino a un appoggio stabile e con supervisione di un adulto. Appoggiare l’altro piede prima di perdere l’equilibrio. Passare a superfici instabili o al lavoro a occhi chiusi solo con supervisione diretta professionale, senza aggiungere queste difficoltà da soli. Fermarsi per dolore o instabilità.
3 × 30 secondi per gamba
7.Rilascio con pallina del bordo laterale
Riduce la tensione muscolare che tira sull'apofisi
Seduti, far rotolare una pallina sotto la pianta del piede lungo il bordo esterno, EVITANDO la pressione diretta sul punto dolente alla base del 5° metatarso. Si può massaggiare anche la parte laterale del polpaccio (peronei) con un rullo o con le mani. Pressione tollerabile, mai dolorosa.
2-3 minuti, 1 volta al giorno
8.Ritorno graduale alla corsa
Progressione a tappe per rientrare in campo senza ricadute
1) Cammino veloce indolore per 20 minuti. 2) Alternanza corsa-cammino in rettilineo (1 minuto corsa / 1 minuto cammino × 10). 3) Corsa continua leggera. 4) Corsa con accelerazioni. 5) Cambi di direzione e salti. Passare alla tappa successiva solo dopo due sedute indolori, comprese le 24 ore successive.
Una tappa ogni 3-5 giorni, secondo tolleranza
9.Gestione del carico sportivo
Modifica delle attività per proteggere la zona durante la guarigione
FASE ACUTA: ridurre corsa, salti, cambi di direzione. Ghiaccio dopo attività per 10-15 min. Talloniera laterale o plantare con scarico del 5° metatarso. FASE DI RECUPERO: ripresa graduale, partendo da attività rettilinee (corsa dritta) prima di reintrodurre i cambi di direzione. Scarpe con buon supporto laterale.
Progressione graduale, indicazioni personalizzate in visita
RED FLAGS - Quando sospendere e contattare subito il medico
Interrompere subito gli esercizi e contattare lo specialista (o rivolgersi al pronto soccorso se il quadro è grave) se compare uno di questi segni:
- Dolore acuto o improvviso durante l'esercizio
- Gonfiore significativo dopo gli esercizi
- Dolore che peggiora progressivamente nei giorni
- Febbre o malessere generale
- Difficoltà a camminare o usare l'arto dopo gli esercizi
- Qualsiasi sintomo neurologico (formicolio, intorpidimento, debolezza improvvisa)
- Articolazione arrossata o calda, oppure impossibilità a caricare: richiedere una valutazione tempestiva; pronto soccorso se il quadro è grave.
In caso di dubbio, preferire sempre un controllo piuttosto che proseguire gli esercizi.
Prepara la scheda per la visita
Usa la condizione e la fase indicate dal curante. Puoi escludere singoli esercizi: istruzioni, figure e precauzioni restano insieme.
Escludi esercizi se necessario
9 schede di esercizi incluse su 9
La pagina completa resta consultabile. La selezione non viene salvata o condivisa.
Prima di Iniziare
A chi è adatta questa guida?
Dopo diagnosi di apofisite di Iselin. Rinforzo e stretching dei peronei possono sollecitare la base del quinto metatarso: introdurli solo nella fase autorizzata e senza dolore locale.
Cosa serve
Superficie stabile e libera da ostacoli, abbigliamento comodo e un appoggio sicuro. Elastici con ancoraggio controllato. Supervisione di un adulto; evitare biglie e piccoli oggetti se il bambino può portarli alla bocca, usando un asciugamano al loro posto.
Frequenza consigliata
Eseguire soltanto gli esercizi scelti in visita. I dosaggi delle voci sono esempi da adattare: valgono dose, frequenza, recuperi e progressioni prescritti per età, sintomi e fase. Non svolgere automaticamente tutta la lista.
Errori comuni da evitare
- •Forzare un movimento doloroso o non autorizzato
- •Aumentare carico, resistenza o frequenza senza rispettare i recuperi concordati
- •Eseguire esercizi di equilibrio senza un appoggio stabile o supervisione
⚠️ Red flags — quando sospendere e contattare subito il medico
Interrompi gli esercizi immediatamente e contatta lo specialista se si verifica uno dei seguenti:
- Dolore acuto o improvviso durante l'esercizio
- Gonfiore significativo dopo gli esercizi
- Dolore che peggiora progressivamente nei giorni
- Febbre o malessere generale
- Difficoltà a camminare o usare l'arto dopo gli esercizi
- Qualsiasi sintomo neurologico (formicolio, intorpidimento, debolezza improvvisa)
- Articolazione arrossata o calda, oppure impossibilità a caricare: richiedere una valutazione tempestiva; pronto soccorso se il quadro è grave.
Esercizi Dettagliati
- 1
Stretch peronei (eversori)
Mobilità individualmente indicata; lo stretching può aumentare i sintomi se anticipato.

Non stirare un’apofisi ancora dolorosa. Se il fisioterapista ha indicato questo movimento, da seduti accompagnare delicatamente il piede in inversione: la pianta si orienta verso l’interno e il bordo mediale si solleva rispetto a quello laterale. Non piegare il solo avampiede e non tirare sulla base del quinto metatarso. Fermarsi prima del dolore e usare soltanto l’ampiezza dimostrata.
3 × 20-30 secondi per piede, 2 volte al giorno - 2
Stretch polpaccio (gastrocnemio e soleo)
Riduce la tensione generale sulla catena laterale del piede

Di fronte al muro, gamba da stirare dietro con tallone a terra. Ginocchio teso per il gastrocnemio, piegato per il soleo. Spingere il bacino in avanti. Un polpaccio rigido può contribuire a sovraccaricare il bordo laterale del piede durante il cammino e la corsa.
3 × 30 secondi per posizione, per gamba - 3
Rinforzo caviglia con elastico (in scarico)
Mantiene la forza bilanciata della caviglia durante la fase di relativo riposo

Seduti con elastico attorno al piede. Eseguire tutti e 4 i movimenti: dorsiflessione, plantarflessione, inversione, eversione. L'eversione va eseguita con cautela: usare resistenza leggera perché è il muscolo peroniero (eversore) che tira sull'apofisi del 5° metatarso. L'obiettivo è mantenere la forza, non sovraccaricare.
3 × 12 per direzione, resistenza leggera - 4
Rinforzo progressivo degli eversori
Rinforza i peronei con carico graduale sull'apofisi

FASE 1 (isometrica): spingere il bordo esterno del piede contro una parete o la mano di un genitore, senza movimento, 5 secondi. FASE 2 (con elastico): eversione contro resistenza leggera, movimento lento in uscita e ritorno controllato. Aumentare la resistenza solo quando l'esercizio è indolore da almeno una settimana.
3 × 10 ripetizioni (o 10 × 5 secondi in isometria), 1 volta al giorno - 5
Calf raises eccentrici
Migliora la tolleranza al carico di tutta la catena posteriore e laterale

In piedi, mani al muro. Salire sulle punte con due gambe (2 secondi), poi scendere lentamente (4 secondi) controllando il movimento e mantenendo la caviglia in asse, senza far cadere il piede verso l'esterno. Iniziare a terra; quando indolore, passare all'esecuzione sul bordo di un gradino.
Indicativamente 3 × 12 ripetizioni, secondo indicazione clinica - 6
Equilibrio e propriocezione
Ristabilisce il controllo della caviglia e riduce il sovraccarico del bordo laterale

Dopo autorizzazione al carico, iniziare su terreno fermo con occhi aperti, vicino a un appoggio stabile e con supervisione di un adulto. Appoggiare l’altro piede prima di perdere l’equilibrio. Passare a superfici instabili o al lavoro a occhi chiusi solo con supervisione diretta professionale, senza aggiungere queste difficoltà da soli. Fermarsi per dolore o instabilità.
3 × 30 secondi per gamba - 7
Rilascio con pallina del bordo laterale
Riduce la tensione muscolare che tira sull'apofisi

Seduti, far rotolare una pallina sotto la pianta del piede lungo il bordo esterno, EVITANDO la pressione diretta sul punto dolente alla base del 5° metatarso. Si può massaggiare anche la parte laterale del polpaccio (peronei) con un rullo o con le mani. Pressione tollerabile, mai dolorosa.
2-3 minuti, 1 volta al giorno - 8
Ritorno graduale alla corsa
Progressione a tappe per rientrare in campo senza ricadute

1) Cammino veloce indolore per 20 minuti. 2) Alternanza corsa-cammino in rettilineo (1 minuto corsa / 1 minuto cammino × 10). 3) Corsa continua leggera. 4) Corsa con accelerazioni. 5) Cambi di direzione e salti. Passare alla tappa successiva solo dopo due sedute indolori, comprese le 24 ore successive.
Una tappa ogni 3-5 giorni, secondo tolleranza - 9
Gestione del carico sportivo
Modifica delle attività per proteggere la zona durante la guarigione

FASE ACUTA: ridurre corsa, salti, cambi di direzione. Ghiaccio dopo attività per 10-15 min. Talloniera laterale o plantare con scarico del 5° metatarso. FASE DI RECUPERO: ripresa graduale, partendo da attività rettilinee (corsa dritta) prima di reintrodurre i cambi di direzione. Scarpe con buon supporto laterale.
Progressione graduale, indicazioni personalizzate in visita
Domande Frequenti
La malattia di Iselin guarisce da sola?
Sì, come tutte le osteocondrosi da trazione, si risolve spontaneamente con la chiusura dell'apofisi alla base del 5° metatarso. La gestione del carico e lo stretching controllano i sintomi durante la fase attiva. Il recupero completo avviene generalmente in 2-4 mesi.