Fratture di omero: tre fratture diverse con lo stesso nome
Sotto la parola «omero» convivono fratture profondamente diverse. La parte alta vicino alla spalla, la diafisi e la parte bassa vicino al gomito hanno regole, rischi e tecniche di trattamento diversi.
Omero prossimale
L'omero prossimale, vicino alla spalla, è una delle aree con maggiore potenziale di rimodellamento del corpo. Per questo molte fratture, anche apparentemente impressionanti sulla radiografia, vengono trattate in modo conservativo con tutore di spalla e controlli.
L'indicazione chirurgica dipende da età scheletrica, scomposizione, angolazione e quadro complessivo. Fra le opzioni vi è l'ESIN retrogrado, con chiodi elastici inseriti dall'omero distale verso la spalla. Si tenta il riallineamento senza aprire il focolaio; se non si ottiene una riduzione adeguata, può essere necessario un accesso diretto.
Omero diafisario
Le fratture della diafisi omerale sono meno frequenti delle altre, ma vanno valutate con attenzione anche per il rapporto stretto con il nervo radiale. Nei bambini più piccoli molte forme guariscono bene con tutore funzionale; nei più grandi e negli adolescenti, soprattutto se l'allineamento non è soddisfacente, può essere indicato l'ESIN.
Omero distale
Tutto ciò che riguarda la parte bassa dell'omero — fratture sovracondiloidee, condilo laterale, epitroclea — rientra nei traumi del gomito ed è trattato nella pagina dedicata: vedi «Fratture di gomito».
Procedure chirurgiche tipiche
ESIN retrogrado dell'omero
Due chiodi elastici introdotti attraverso piccole incisioni sopra il gomito e avanzati oltre il focolaio per stabilizzare i frammenti. La ripresa del movimento dipende dalla stabilità ottenuta e dalle indicazioni del chirurgo.
Fratture diafisarie o prossimali scomposte, instabili, in adolescenti o in bambini grandi.
I chiodi vengono rimossi in un secondo intervento programmato a guarigione consolidata.
Placca e viti
Sintesi rigida riservata a casi selezionati, in genere adolescenti a fine crescita o fratture pluriframmentarie.
Quando l'ESIN non è indicato, in casi complessi o reinterventi.
Riduzione incruenta + sintesi con viti percutanee
Dopo il riallineamento si inseriscono sotto pelle una o più viti per stabilizzare la frattura senza aprire il focolaio.
Frammenti selezionati per sede, dimensioni e geometria, nei quali una vite consente una presa adeguata rispettando la fisi. Non è un’alternativa generica ai chiodi elastici nelle fratture diafisarie; indicazione e stabilità vanno definite per la lesione specifica.
Tutore funzionale / gesso
Strategia conservativa per molte fratture diafisarie del bambino piccolo o per omero prossimale con buon allineamento.
Quando l'allineamento è accettabile e il bambino tollera bene l'immobilizzazione.
Cosa va sempre valutato
funzione del nervo radiale prima e dopo l'eventuale intervento
età biologica e crescita residua
sede esatta della frattura: prossimale, diafisi o distale
tolleranza del tutore o del gesso (non banale a livello di spalla)