Dott. Daniele Priano — Ortopedia Pediatrica · ortopediaevolutiva.com
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    OCD dell’astragalo: percorso conservativo

    Percorso per lesione osteocondrale giovanile stabile dell’astragalo trattata senza chirurgia: protezione, recupero autorizzato del carico, mobilità e ritorno graduale all’attività.

    Protezione iniziale e recupero nell’arco dei mesi; tempi stabiliti con i controlli

    Prepara la scheda per la visita

    Usa la condizione e la fase indicate dal curante. Puoi escludere singoli esercizi: istruzioni, figure e precauzioni restano insieme.

    Il cambio di fase ripristina il suo elenco di esercizi. La fase non si sceglie in base ai soli giorni trascorsi.

    Escludi esercizi se necessario

    16 schede di esercizi incluse su 16

    La pagina completa resta consultabile. La selezione non viene salvata o condivisa.

    Questo percorso riabilitativo conservativo va adattato alla lesione, alle indicazioni del curante e alla risposta individuale.

    Questi protocolli costituiscono modelli generali a scopo informativo ed educativo: non sostituiscono la prescrizione riabilitativa del singolo caso. Tempi, carichi e progressioni vanno sempre adattati al paziente, al tipo di lesione, alla tecnica chirurgica utilizzata e all’andamento clinico, in collaborazione tra chirurgo ortopedico, fisioterapista ed eventualmente fisiatra. La progressione è guidata dai criteri oggettivi raggiunti, non solo dal calendario.

    In sintesi — percorso completo

    Protezione
    Gesso o walker se prescritti. Nei protocolli pubblicati l’immobilizzazione è spesso di circa 6 settimane, con variazioni: la durata individuale la decide l’ortopedico.
    Carico
    Definire espressamente scarico o appoggio consentito e ausili. Non applicare il carico precoce della semplice distorsione.
    Mobilità
    Solo articolazioni libere e direzioni autorizzate. Non rimuovere l’immobilizzazione per esercitare la caviglia senza permesso.
    Rinforzo
    Resistenze, calf raise ed equilibrio in piedi solo dopo il via libera specifico a carico e rinforzo.
    Controlli
    Visite e imaging selezionato secondo il piano: sintomi, funzione e andamento della lesione vanno valutati insieme.
    Sport
    Niente corsa o salti nella protezione; il rientro richiede autorizzazione alla progressione d’impatto e tolleranza dell’allenamento.

    Questo modello riguarda una lesione osteocondrale della cupola astragalica giudicata stabile e adatta al trattamento conservativo dall’ortopedico. Nel ragazzo la maturità scheletrica, la sede, le dimensioni, le cisti e i sintomi influenzano le decisioni.

    Passo per passo

    Ogni fase offre esercizi fra cui scegliere: eseguire solo quelli selezionati dal curante, senza anticipare le fasi né sommare automaticamente quelli precedenti. Dose, frequenza e recuperi sono individuali; il catalogo completo non è una singola seduta.

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    Fase 1 — Protezione e gestione dello scarico

    Tempistica orientativa: Prime settimane, spesso circa 6 se prevista immobilizzazione

    La finestra temporale è indicativa: il passaggio alla fase successiva dipende dai criteri elencati sotto, non dal calendario.

    Obiettivi

    • Proteggere la lesione
    • Controllare dolore e gonfiore
    • Gestire casa e scuola con gli ausili prescritti

    Cosa si fa

    • Addestramento al carico prescritto e alle scale con il fisioterapista
    • Movimento dolce delle dita libere, solo se consentito; non muovere la caviglia nel gesso
    • Mantenimento delle articolazioni libere secondo indicazione, senza carico nascosto sul piede

    Restrizioni e precauzioni

    • Niente appoggio se prescritto scarico totale
    • Niente stretching della caviglia, elastici, corsa o salti non autorizzati

    Gli esercizi di questa fase

    Movimento delle dita libere
    1. Movimento delle dita libereSolo per le dita lasciate libere e se consentito; gesso e tutore restano come prescritti.
    • Con la gamba appoggiata e senza caricare il piede, muovi dolcemente le dita libere.
    • Puoi aprirle leggermente come nella figura se il gesto è comodo; non aiutarti tirando con le mani.
    • Non muovere la caviglia dentro il gesso e non rimuovere l’immobilizzazione per seguire la figura.

    Dosaggio: Brevi serie di 5-10 movimenti se consentiti e comodi; frequenza secondo indicazione.

    Si passa alla fase successiva quando

    • Sintomi stabili o in riduzione
    • Immobilizzazione ben tollerata e ausili usati in sicurezza
    • Controllo ortopedico prima di cambiare immobilizzazione, movimento o carico

    Nota per il fisioterapista

    Registrare sede e caratteristiche della lesione, maturità, stabilità valutata dal curante, carico, tutore/gesso e movimenti consentiti. Valutare dolore profondo, gonfiore e sicurezza degli spostamenti; insegnare lo scarico effettivamente prescritto. Le attività di anca e tronco devono evitare appoggio nascosto sul piede. Concordare il controllo prima di modificare la protezione; nessuna mobilizzazione forzata della caviglia nel gesso.

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    Fase 2 — Mobilità e appoggio autorizzati

    Tempistica orientativa: Dopo il controllo, senza scadenza automatica

    La finestra temporale è indicativa: il passaggio alla fase successiva dipende dai criteri elencati sotto, non dal calendario.

    Obiettivi

    • Recuperare gradualmente il movimento consentito
    • Riprendere l’appoggio entro i limiti prescritti

    Cosa si fa

    • Mobilità attiva in scarico, fuori dal tutore soltanto quando consentito
    • Progressione del carico con ausili secondo limite scritto e risposta articolare
    • Correzione del passo e recupero selettivo della forza dell’anca, rispettando posizione e immobilizzazione

    Restrizioni e precauzioni

    • Non forzare la dorsiflessione né introdurre resistenze autonomamente
    • Cyclette e piscina solo se autorizzate: non sono automaticamente attività senza carico

    Gli esercizi di questa fase

    Mobilità della caviglia in scarico
    2. Mobilità della caviglia in scaricoSolo dopo autorizzazione alla mobilità e alla rimozione del tutore per questo esercizio.
    • Con la gamba sostenuta e il piede libero, muovi lentamente la punta verso di te e lontano da te nell’arco consentito.
    • La figura mostra le due direzioni, non l’ampiezza da raggiungere. Non usare elastici o spinte manuali.
    • Interrompi per dolore profondo; non aggiungere rotazioni se non sono state autorizzate.

    Dosaggio: Esempio da confermare: 5-10 movimenti lenti per direzione, senza dolore; frequenza prescritta.

    Abduzione dell’anca sul fianco
    3. Abduzione dell’anca sul fiancoPer un deficit di forza dell’anca individuato dal fisioterapista, quando posizione sul fianco e movimento sono consentiti.
    • Sdraiati sul fianco indicato, con la gamba da esercitare sopra e il bacino fermo; la posizione non deve comprimere ferite né violare i limiti dell’altro arto.
    • Solleva poco la gamba superiore senza girare il bacino all’indietro; il piede rimane rilassato.
    • Scendi lentamente senza appoggiare peso sul piede. Niente elastici o cavigliere; gesso e tutore non vanno rimossi e il loro peso può rendere inadatto il gesto.

    Dosaggio: Esempio da adattare: 1-2 serie di 6-10, interrompendo se si perde il controllo. Frequenza e lato scelti dal fisioterapista.

    Cammino con stampelle e appoggio prescritto
    4. Cammino con stampelle e appoggio prescrittoSolo quando un appoggio del piede è autorizzato. La figura non mostra uno schema di scarico completo: se non puoi appoggiare, serve l’addestramento specifico.
    • Fai regolare le stampelle e impara dal fisioterapista la sequenza adatta al tuo limite di carico.
    • Esercitati su un tratto piano e libero da ostacoli, con un adulto vicino; il piede tocca terra soltanto come prescritto.
    • Fermati se zoppia, dolore o fatica aumentano. Le scale richiedono una prova assistita; non lasciare le stampelle solo perché il dolore diminuisce.

    Dosaggio: Tratti brevi concordati, con pause; durata e frequenza dipendono dal carico prescritto e dalla qualità del passo.

    Si passa alla fase successiva quando

    • Movimento utile in miglioramento senza dolore profondo
    • Carico autorizzato tollerato senza nuovo gonfiore
    • Via libera al carico completo e al rinforzo della fase seguente

    Nota per il fisioterapista

    Misurare separatamente movimento attivo e carico consentito; un ROM indolore non dimostra guarigione. Rieducare il passo senza forzare la spinta e valutare l’anca se il periodo di protezione ha ridotto forza e controllo. Il peso di un walker può rendere inadatto un esercizio prossimale. Niente elastici, stretching a fine corsa o cammino prolungato aggiunti per compensare la rigidità.

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    Fase 3 — Forza ed equilibrio senza impatto

    Tempistica orientativa: Nei mesi successivi, secondo risposta e controlli

    La finestra temporale è indicativa: il passaggio alla fase successiva dipende dai criteri elencati sotto, non dal calendario.

    Obiettivi

    • Recuperare cammino, forza e controllo
    • Preparare le attività dinamiche senza anticipare l’impatto

    Cosa si fa

    • Elastici nelle singole direzioni autorizzate e calf raise bipodalico; progressione monopodalica concordata
    • Equilibrio sul piano stabile, mini-squat e gradini selezionati; mobilità in carico solo se indicata
    • Cyclette a bassa resistenza per il recupero aerobico, entro carico e mobilità consentiti

    Restrizioni e precauzioni

    • Niente corsa, salti o superfici instabili scelte autonomamente
    • Non usare il dolore come unico criterio per aumentare il carico

    Gli esercizi di questa fase

    Dorsiflessione con elastico
    5. Dorsiflessione con elasticoQuando sono autorizzati rinforzo della caviglia e dorsiflessione contro resistenza; montaggio dell’elastico verificato dal fisioterapista.
    • Siediti con la gamba sostenuta. Fissa l’elastico davanti al piede a un punto sicuro, come mostrato, senza comprimerlo.
    • Porta lentamente la punta verso di te nell’arco consentito, mantenendo ferma la gamba; ritorna senza scatti.
    • Non inseguire la massima dorsiflessione. Fermati se senti dolore profondo o un pizzicore doloroso davanti alla caviglia.

    Dosaggio: Elastico leggero e 1 serie di 6-10 ripetizioni come esempio da confermare; resistenza e frequenza individuali.

    Inversione con elastico
    6. Inversione con elasticoSolo se inversione e resistenza sono consentite per la lesione specifica; non aggiungerla perché un’altra direzione è già tollerata.
    • Con gamba appoggiata, fai fissare l’elastico lateralmente al piede da esercitare, come nel disegno.
    • Porta poco l’avampiede verso l’interno mantenendo ginocchio e gamba fermi; rilascia lentamente.
    • Niente rotazioni ampie, fine corsa forzato o compensi con l’anca. Interrompi se compare dolore articolare profondo.

    Dosaggio: Esempio da confermare: 1 serie di 6-10 movimenti con resistenza leggera, senza affaticare il controllo; frequenza prescritta.

    Eversione con elastico
    7. Eversione con elasticoSolo dopo autorizzazione all’eversione contro resistenza e dimostrazione del fisioterapista.
    • Siediti con le gambe sostenute; fai sistemare l’elastico in modo che opponga una trazione verso l’interno, come nella figura.
    • Porta leggermente l’avampiede verso l’esterno, mantenendo ferma la gamba; il movimento non deve provenire dall’anca.
    • Torna lentamente, senza far scattare l’elastico. Non forzare il fine corsa e sospendi per dolore profondo.

    Dosaggio: Esempio da confermare: 1 serie di 6-10 ripetizioni lente con elastico leggero; volume e frequenza scelti dal fisioterapista.

    Sollevamenti sulle punte con appoggio
    8. Sollevamenti sulle punte con appoggioSolo dopo via libera al carico completo e al rinforzo del polpaccio.
    • Sul pavimento piano, appoggia le mani a un supporto stabile anche se non è mostrato nella figura.
    • Con entrambi i piedi, solleva lentamente i talloni e riappoggiali con controllo.
    • Non passare da solo a una gamba o al bordo di un gradino. Fermati per dolore articolare e controlla la risposta successiva.

    Dosaggio: Esempio iniziale da confermare: 1-2 serie da 6-10 con pausa; dose e frequenza adattate alla risposta.

    Equilibrio sul piano stabile
    9. Equilibrio sul piano stabileDopo autorizzazione al carico completo e all’appoggio su una gamba; prima prova con il fisioterapista.
    • Su terreno fermo e con occhi aperti, solleva leggermente l’altro piede, senza cercare l’altezza mostrata nella figura.
    • Tieni un appoggio stabile a portata di mano anche se non è disegnato; un adulto deve poter aiutare il bambino.
    • Appoggia il piede libero prima di perdere il controllo. Non aggiungere cuscini, occhi chiusi o perturbazioni.

    Dosaggio: Esempio iniziale da confermare: 3 prove brevi di 10-20 secondi con pausa; interrompere prima di perdere il controllo.

    Mini-squat con appoggio
    10. Mini-squat con appoggioSolo dopo autorizzazione al carico completo e al rinforzo; usare l’arco scelto dal fisioterapista.
    • In piedi su un piano stabile, piedi alla larghezza delle anche, mano su un appoggio sicuro.
    • Piega poco le ginocchia mantenendole orientate come i piedi; non cercare uno squat profondo.
    • Risali con controllo. Riduci il lavoro e avvisa il curante se compaiono dolore o gonfiore dopo la seduta.

    Dosaggio: Esempio iniziale da confermare: 1-2 serie da 6-10, con pausa. Carico e frequenza personalizzati.

    Salita su gradino basso
    11. Salita su gradino bassoDopo via libera al carico completo e al rinforzo su una gamba; altezza e arco scelti dal fisioterapista.
    • Usa un gradino stabile, anche più basso di quello disegnato, vicino a un corrimano o appoggio sicuro.
    • Appoggia tutto il piede trattato e sali lentamente, con ginocchio orientato come il piede e bacino controllato.
    • Scendi con assistenza come insegnato. Non aggiungere pesi o aumentare l’altezza se compaiono dolore, zoppia o gonfiore.

    Dosaggio: Esempio da confermare: 1-2 serie di 5-8 salite con pausa; non cercare la fatica a scapito del movimento.

    Discesa controllata dal gradino
    12. Discesa controllata dal gradinoDopo aver recuperato una salita controllata e ricevuto l’autorizzazione al lavoro eccentrico su una gamba; non deriva automaticamente dal via libera al cammino.
    • Sul gradino basso, resta appoggiato alla gamba trattata; tieni una mano al corrimano anche se non è mostrato.
    • Piega poco il ginocchio portando il tallone libero verso il pavimento, senza cadere verso il basso o ruotare il bacino.
    • Usa il piede libero e l’appoggio per risalire come insegnato. Riduci altezza e arco se il movimento perde controllo.

    Dosaggio: Prima prova supervisionata; esempio successivo: 1 serie di 5-8 discese controllate. Volume e frequenza concordati.

    Cyclette a bassa resistenza
    13. Cyclette a bassa resistenzaSolo se il curante autorizza pedalata, carico sul pedale e arco di movimento. La cyclette non equivale allo scarico completo.
    • Usa una cyclette adeguata alla statura: il fisioterapista regola sella e appoggi per il movimento consentito.
    • Pedala seduto, lentamente e con resistenza minima, senza forzare un giro completo se il movimento non è ancora sufficiente.
    • Non pedalare in piedi, fare sprint o aumentare insieme durata e resistenza. Sospendi per dolore articolare o gonfiore successivo.

    Dosaggio: Avvio indicativo da confermare: 3-5 minuti facili con pause se servono; progressione di una sola variabile dopo verifica della risposta.

    Mobilità dolce con ginocchio verso la parete
    14. Mobilità dolce con ginocchio verso la pareteSolo per una limitazione di dorsiflessione valutata dal fisioterapista, dopo via libera a carico e mobilità in questa posizione.
    • Nella posizione in mezzo inginocchio mostrata, porta avanti il piede trattato; usa le mani alla parete per controllo.
    • Avvicina poco il ginocchio alla parete mantenendo il tallone a terra, entro l’arco autorizzato.
    • Non cercare una distanza prestabilita e non spingere attraverso dolore o blocco davanti alla caviglia. Torna lentamente alla posizione iniziale.

    Dosaggio: Esempio: 5-8 movimenti lenti, senza spinte prolungate; arco e frequenza personalizzati. Non è un test autonomo di rientro allo sport.

    Si passa alla fase successiva quando

    • Cammino controllato senza zoppia e senza nuovo gonfiore
    • Mobilità, forza e controllo adeguati per età e attività prevista
    • Andamento clinico e della lesione rivalutati dall’ortopedico, con autorizzazione all’impatto

    Nota per il fisioterapista

    Scegliere le direzioni di rinforzo in base alla lesione e ai deficit; autorizzare una direzione non autorizza le altre. Valutare polpaccio, dorsiflessori, invertori/evertori, anca e controllo dei gradini. Lavorare su equilibrio stabile prima delle varianti complesse. Selezionare dose e giorni di recupero considerando l’intera seduta; dolore profondo, gonfiore o blocco richiedono sospensione della progressione e rivalutazione. Nessuna distanza ginocchio-parete autorizza da sola lo sport.

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    Fase 4 — Ripresa progressiva dello sport

    Tempistica orientativa: Dopo autorizzazione alla corsa e all’impatto

    La finestra temporale è indicativa: il passaggio alla fase successiva dipende dai criteri elencati sotto, non dal calendario.

    Obiettivi

    • Recuperare gradualmente i gesti sportivi
    • Tollerare allenamenti completi

    Cosa si fa

    • Corsa a intervalli e piccoli saltelli sul piano stabile, dopo dimostrazione
    • Progressione individuale di agilità e gesti dello sport
    • Controllo della risposta durante la seduta e nelle 24-48 ore successive

    Restrizioni e precauzioni

    • Non gareggiare prima di tollerare l’allenamento completo
    • Interrompere la progressione se tornano dolore profondo, blocchi o gonfiore

    Gli esercizi di questa fase

    Piccoli saltelli a due piedi
    15. Piccoli saltelli a due piediSolo dopo via libera all’impatto e dimostrazione del fisioterapista. Non usare questo esercizio per decidere se la lesione è guarita.
    • Inizia con piccoli saltelli sul posto, a due piedi, su superficie stabile e regolare.
    • Cerca un atterraggio controllato; salti in avanti, laterali o su una gamba sono progressioni distinte da autorizzare.
    • Fermati per dolore o perdita di controllo e riferisci dolore o gonfiore nelle ore successive.

    Dosaggio: Prime prove e dose scelte dal fisioterapista; aumentare solo dopo aver verificato anche la risposta successiva.

    Corsa e cambi di direzione progressivi
    16. Corsa e cambi di direzione progressiviSolo dopo autorizzazione all’impatto e alla corsa. I cambi di direzione richiedono una successiva verifica; la figura mostra una progressione avanzata.
    • Inizia dal programma di corsa rettilinea alternata al cammino concordato con il fisioterapista, su terreno piano.
    • Dopo averlo tollerato, prova frenate e curve ampie a bassa velocità sotto supervisione; i tagli rapidi e reattivi vengono dopo.
    • Aumenta una sola richiesta per volta: durata, velocità o complessità. Interrompi per dolore, cedimento, zoppia o gonfiore e controlla anche il giorno successivo.

    Dosaggio: Intervalli, recuperi e giorni di riposo definiti per età, sport e livello precedente. Nessuna prova massimale autonoma; allenamento completo prima della gara.

    Si passa alla fase successiva quando

    • Nessun dolore profondo, blocco o nuovo versamento con l’allenamento
    • Forza, equilibrio e gesti dinamici valutati per età e sport
    • Fiducia nella caviglia e autorizzazione finale del curante

    Nota per il fisioterapista

    Valutare forza del polpaccio e della caviglia, equilibrio dinamico, atterraggio, frenata e fiducia con prove adeguate all’età, soltanto dopo via libera all’impatto. Separare la progressione della corsa da quella dei tagli e dei contatti; un allenamento completo deve essere tollerato anche nelle 24-48 ore successive. Non trasferire calendari delle microfratture negli adulti né usare una simmetria percentuale come prova di guarigione.

    Se compaiono sintomi dopo un avanzamento

    Se dopo il passaggio a una nuova fase o un aumento del carico compaiono dolore persistente, versamento o gonfiore, oppure perdita del movimento, sospendere la progressione e contattare il curante o il fisioterapista per rivedere il programma. Per i segnali d’allarme sotto riportati serve una valutazione tempestiva. Questo documento non sostituisce la valutazione clinica individuale.

    Ritorno allo sport / attività completa

    Il recupero si valuta nell’arco dei mesi. Gli studi pediatrici non definiscono un tempo unico di ritorno allo sport conservativo; la fine dell’immobilizzazione non è il via libera alla corsa.

    • Guarigione e stabilità rivalutate dal curante, con imaging quando indicato
    • Cammino e attività autorizzate senza dolore profondo o gonfiore
    • Mobilità, forza, equilibrio e controllo dinamico adeguati
    • Allenamento completo tollerato senza reazione nelle 24-48 ore successive
    • Autorizzazione del curante

    Se il quadro non migliora o torna a peggiorare, rivalutare il trattamento; non proseguire per mesi senza controlli. Un eventuale intervento avvia un percorso diverso, con nuove prescrizioni.

    Red flags: sospendere e contattare subito

    • Blocco della caviglia, scatto doloroso o brusco aumento del dolore: rivalutazione tempestiva
    • Gonfiore ricorrente, dolore a riposo o nuova difficoltà di appoggio: sospendere la progressione e ricontattare il curante
    • Gesso o tutore molto stretto, dita fredde/pallide o nuova perdita di sensibilità: valutazione urgente
    • Febbre e articolazione calda e gonfia: valutazione urgente

    Autore: Dott. Daniele Priano, Ortopedia Pediatrica. Versione del contenuto: 9 settembre 2026.

    Le tempistiche sono orientative: la progressione dipende dai criteri clinici e funzionali e dalle indicazioni del curante.

    Domande frequenti

    Si segue lo stesso programma di una distorsione?

    No. La lesione osteocondrale può richiedere una protezione del carico e tempi diversi. Il programma della distorsione laterale non autorizza a muovere, caricare o correre durante questo percorso.

    Introduzione completa e bibliografia su ortopediaevolutiva.com/riabilitazione/osteocondrite-dissecante-astragalo-conservativa
    OCD dell’astragalo: percorso conservativo — Dott. Daniele Priano, Ortopedia Pediatrica · Documento informativo: non sostituisce la visita e le indicazioni del team curante.

    Versione aggiornata online

    Questo protocollo può essere utilizzato e condiviso per finalità cliniche e informative mantenendo integra l’attribuzione all’autore e alla fonte originale. La ripubblicazione o distribuzione come opera propria non è consentita.

    OCD dell’astragalo: percorso conservativo · Versione del contenuto: 9 settembre 2026 — © 2026 Daniele Priano · Ortopedia Evolutiva · ortopediaevolutiva.com

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