Dott. Daniele Priano — Ortopedia Pediatrica · ortopediaevolutiva.com
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    Distorsione di caviglia: protocollo conservativo

    Percorso conservativo basato su carico precoce protetto, rinforzo dei peronei e rieducazione propriocettiva, con criteri oggettivi per il ritorno allo sport e la prevenzione dell’instabilità cronica.

    Ritorno allo sport: 2-8 settimane nei gradi I-II, più lungo nel grado III e nelle lesioni della sindesmosi

    Questo protocollo fa parte del percorso post-operatorio e va adattato alle indicazioni del chirurgo e alla risposta clinica individuale.

    Questi protocolli costituiscono modelli generali a scopo informativo ed educativo: non sostituiscono la prescrizione riabilitativa del singolo caso. Tempi, carichi e progressioni vanno sempre adattati al paziente, al tipo di lesione, alla tecnica chirurgica utilizzata e all’andamento clinico, in collaborazione tra chirurgo ortopedico, fisioterapista ed eventualmente fisiatra. La progressione è guidata dai criteri oggettivi raggiunti, non solo dal calendario.

    In sintesi

    Fase acuta
    PEACE & LOVE: proteggere, elevare, comprimere, educare; poi carico progressivo, ottimismo, vascolarizzazione, esercizio. Gli antinfiammatori si usano solo secondo indicazione medica e non per mascherare il dolore e anticipare il carico.
    Carico
    Precoce e protetto, secondo tolleranza: l’immobilizzazione prolungata è sconsigliata.
    Tutore / taping
    Tutore semirigido o taping nelle prime settimane e negli sport di rischio per i primi 6-12 mesi.
    Propriocezione
    Iniziata precocemente, proseguita per almeno 6-8 settimane anche dopo il ritorno allo sport.
    Corsa
    Quando cammino e salto monopodalico sono indolori e la dorsiflessione è simmetrica.
    Ritorno allo sport
    2-8 settimane nei gradi lievi-moderati; sempre con criteri funzionali soddisfatti.
    • Giorni 0-3Compressione, carico secondo tolleranza, movimento precoce
    • Giorni 3-14Cammino normale, recupero della dorsiflessione
    • 2-6 settimaneForza, propriocezione, corsa
    • 4-8 settimaneAgilità e ritorno allo sport
    • 6-12 mesiProgramma preventivo mantenuto

    La distorsione di caviglia è l’infortunio muscoloscheletrico più frequente nello sport giovanile. È considerata banale, ma è tutt’altro che innocua: una quota molto elevata di pazienti sviluppa sintomi persistenti o instabilità cronica quando la riabilitazione è incompleta o il ritorno allo sport è precoce e non guidato da criteri.

    Passo per passo

    Ogni tappa contiene obiettivi, cosa fare e gli esercizi di quel preciso momento: non vanno anticipati. Il dosaggio è indicativo e va adattato dal fisioterapista.

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    Fase 1 — Acuta: protezione e carico ottimale

    Tempistica orientativa: Giorni 0-3

    La finestra temporale è indicativa: il passaggio alla fase successiva dipende dai criteri elencati sotto, non dal calendario.

    Obiettivi

    • Controllare dolore e gonfiore
    • Proteggere i tessuti senza immobilizzare a lungo
    • Iniziare il carico secondo tolleranza

    Cosa si fa

    • Compressione elastica ed elevazione, scarico relativo con stampelle se il cammino è antalgico
    • Tutore semirigido o taping
    • Mobilità attiva della caviglia in scarico (alfabeto con il piede) nei limiti del dolore
    • Educazione: la caviglia va mossa e caricata, non messa a riposo assoluto

    Restrizioni e precauzioni

    • Evitare calore, massaggio profondo e alcol nelle prime 48 ore
    • Evitare corsa, salti e superfici irregolari

    Gli esercizi di questa fase

    Alfabeto della caviglia
    1. Alfabeto della cavigliaDai primi giorni, in scarico
    • Seduto o sdraiato, con la gamba sollevata e il piede libero nell’aria.
    • Disegna con l’alluce le lettere dell’alfabeto, muovendo solo la caviglia.
    • Movimenti lenti e ampi, entro il limite del dolore.

    Dosaggio: Alfabeto completo, 3-4 volte al giorno

    Si passa alla fase successiva quando

    • Riduzione del gonfiore
    • Cammino possibile con carico parziale o completo, con o senza tutore
    • Dolore controllato a riposo
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    Fase 2 — Subacuta: mobilità e attivazione

    Tempistica orientativa: Giorni 3-14

    La finestra temporale è indicativa: il passaggio alla fase successiva dipende dai criteri elencati sotto, non dal calendario.

    Obiettivi

    • Recupero della dorsiflessione
    • Cammino normale senza ausili
    • Attivazione di peronei e tibiale posteriore

    Cosa si fa

    • Mobilità attiva in tutte le direzioni, mobilizzazione della dorsiflessione (knee-to-wall)
    • Rinforzo isometrico poi con elastico nelle 4 direzioni, enfasi su eversione
    • Equilibrio monopodalico su superficie stabile, occhi aperti poi chiusi
    • Cyclette e cammino in acqua

    Restrizioni e precauzioni

    • Nessun salto, nessuna corsa, nessuna superficie instabile in carico completo se il dolore non è controllato

    Gli esercizi di questa fase

    Knee-to-wall (recupero della dorsiflessione)
    2. Knee-to-wall (recupero della dorsiflessione)Dalla fase di carico
    • In piedi davanti a un muro, piede operato avanti, tallone ben appoggiato a terra.
    • Spingi il ginocchio in avanti verso il muro senza staccare il tallone.
    • Misura la distanza punta-muro e confrontala con il lato sano: obiettivo differenza <2 cm.

    Dosaggio: 3 serie da 10 spinte, 2 volte al giorno

    Elastico in 4 direzioni
    3. Elastico in 4 direzioniDalla 3ª-4ª settimana
    • Seduto con la gamba distesa e un elastico attorno all’avampiede.
    • Esegui i movimenti nelle quattro direzioni: punta in su, punta in giù, in dentro, in fuori.
    • Movimento lento in 2 secondi, ritorno controllato in 3 secondi.

    Dosaggio: 3 serie da 15 per direzione, ogni giorno

    Si passa alla fase successiva quando

    • Cammino simmetrico senza ausili e senza zoppia
    • Dorsiflessione in weight-bearing lunge test entro pochi centimetri dal lato sano
    • Equilibrio monopodalico mantenuto per 30 secondi

    Nota per il fisioterapista

    La dorsiflessione limitata è uno dei predittori più forti di recidiva: valutarla con il weight-bearing lunge test e trattarla in modo mirato, non solo con stretching passivo.

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    Fase 3 — Funzionale: forza e propriocezione

    Tempistica orientativa: Settimane 2-6

    La finestra temporale è indicativa: il passaggio alla fase successiva dipende dai criteri elencati sotto, non dal calendario.

    Obiettivi

    • Forza simmetrica di peronei e tricipite surale
    • Controllo propriocettivo su superfici instabili
    • Ripresa di corsa e salti leggeri

    Cosa si fa

    • Rinforzo progressivo con elastico e a carico naturale: calf raises bipodalici poi monopodalici
    • Propriocezione su tavoletta, cuscino e superfici instabili, con progressione a occhi chiusi e con doppio compito
    • Star Excursion / Y-balance come esercizio e come misura
    • Corsa lineare progressiva, poi saltelli e pliometria leggera

    Restrizioni e precauzioni

    • Cambi di direzione e gesti sport-specifici solo nella fase successiva

    Gli esercizi di questa fase

    Sollevamento sulle punte (calf raise)
    4. Sollevamento sulle punte (calf raise)Dal carico completo
    • In piedi con le mani appoggiate a un muro, sali sulle punte con entrambi i piedi.
    • Quando è facile, scendi lentamente su un piede solo (fase eccentrica in 3 secondi).
    • Obiettivo finale: 25 ripetizioni complete su una gamba sola.

    Dosaggio: 3 serie da 15, 4-5 volte a settimana

    Equilibrio su una gamba
    5. Equilibrio su una gambaDalla fase di carico completo
    • In piedi su una gamba, ginocchio leggermente flesso, sguardo avanti.
    • Progredisci così: occhi aperti → occhi chiusi → superficie morbida → lancio di una palla.
    • Il bacino deve restare orizzontale: se si abbassa da un lato, il gluteo medio è debole.

    Dosaggio: 3 x 30 secondi per lato, ogni giorno

    Propriocezione su superficie instabile
    6. Propriocezione su superficie instabileDalla 2ª-3ª settimana
    • In piedi su un cuscino o una tavoletta, su una gamba sola.
    • Mantieni la posizione con il ginocchio leggermente flesso e il bacino orizzontale.
    • Aggiungi progressivamente occhi chiusi, lancio della palla, spinte leggere.

    Dosaggio: 3 x 30 secondi, ogni giorno

    Si passa alla fase successiva quando

    • Calf raise monopodalico ripetuto senza dolore, simmetrico
    • Asimmetria allo Star Excursion Balance Test <4 cm
    • Corsa continua indolore
    • Assenza di gonfiore dopo le sedute
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    Fase 4 — Ritorno allo sport e prevenzione

    Tempistica orientativa: Settimane 4-8 e oltre

    La finestra temporale è indicativa: il passaggio alla fase successiva dipende dai criteri elencati sotto, non dal calendario.

    Obiettivi

    • Agilità, cambi di direzione e gesti sport-specifici sicuri
    • Fiducia nella caviglia
    • Prevenzione della recidiva

    Cosa si fa

    • Agilità progressiva: navette, figura a 8, cambi di direzione, decelerazioni
    • Simulazione dei gesti dello sport praticato e reintegro graduale negli allenamenti
    • Programma di prevenzione neuromuscolare continuativo (tipo FIFA 11+ o equivalente), taping/tutore negli sport di rischio

    Gli esercizi di questa fase

    Pliometria progressiva
    7. Pliometria progressivaFase di impatto
    • Inizia con saltelli sul posto a due piedi, atterrando morbido con ginocchia piegate.
    • Progredisci a salti avanti-indietro, laterali, poi su una gamba sola.
    • L’atterraggio deve essere silenzioso: il rumore indica un ammortizzamento insufficiente.

    Dosaggio: 2-3 serie da 10-20 contatti, 2-3 volte a settimana

    Agilità e cambi di direzione
    8. Agilità e cambi di direzioneFase pre-ritorno allo sport
    • Corsa a navetta, figura a 8, slalom tra coni: prima curve ampie, poi cambi più stretti.
    • Aggiungi solo alla fine il cambio di direzione su comando esterno (imprevisto).
    • Nessun gesto va eseguito con dolore o con la sensazione di ginocchio insicuro.

    Dosaggio: 2 sedute a settimana, dentro l’allenamento

    Si passa alla fase successiva quando

    • Agilità e cambi di direzione eseguiti senza dolore né senso di instabilità
    • Nessun gonfiore dopo le sedute più impegnative
    • Allenamento sport-specifico tollerato in progressione
    • I test e i questionari necessari per il via libera sono elencati nella sezione sul ritorno allo sport

    Se compaiono sintomi dopo un avanzamento

    Se dopo il passaggio a una nuova fase o dopo un aumento del carico compaiono dolore persistente, versamento o gonfiore, oppure perdita del movimento, ridurre temporaneamente carico e volume e far rivalutare la situazione dal chirurgo o dal fisioterapista prima di riprendere la progressione. Questo documento è informativo per famiglia e fisioterapista e non sostituisce la valutazione clinica individuale.

    Ritorno allo sport / attività completa

    2-8 settimane nei gradi I-II; tempi più lunghi nel grado III, nelle lesioni della sindesmosi e in presenza di lesione osteocondrale.

    • Hop test (single-leg hop, figura a 8) con LSI ≥90-95%
    • Assenza di instabilità funzionale riferita (nessun cedimento nelle attività quotidiane e sportive)
    • Ripresa delle attività quotidiane e sportive senza dolore né limitazioni riferite da ragazzo e famiglia
    • Star Excursion Balance Test con asimmetria <4 cm
    • Dorsiflessione simmetrica al weight-bearing lunge test, assenza di edema e dolore residuo
    • Test funzionali sport-specifici superati senza compensi

    Il programma neuromuscolare va proseguito dopo il ritorno allo sport: è la misura con il maggiore effetto documentato nella riduzione delle recidive. Nei primi 6-12 mesi è ragionevole utilizzare tutore o taping negli sport a rischio. Il Limb Symmetry Index ha limiti noti: da solo non è sufficiente, perché anche il lato sano può essersi decondizionato; va integrato con valori assoluti di forza, qualità del movimento e richieste specifiche dello sport.

    Red flags: sospendere e contattare subito

    • Impossibilità di caricare sull’arto o dolore alla palpazione dei malleoli o della base del 5° metatarso (criteri che indicano di richiedere una radiografia)
    • Dolore alla parte alta della caviglia con test di compressione positivo (sospetta lesione della sindesmosi)
    • Dolore profondo, blocco o scatto articolare (sospetta lesione osteocondrale)
    • Gonfiore che non si riduce o dolore che persiste oltre 6 settimane
    • Sensazione ripetuta di cedimento nonostante la riabilitazione (instabilità cronica)
    • Nel bambino con fisi aperte: dolore elettivo sulla fisi distale del perone o della tibia dopo trauma (possibile lesione fisaria, anche con radiografia negativa)

    Redatto/revisionato dal Dott. Daniele Priano, Ortopedia Pediatrica. Ultima revisione: agosto 2026.

    Le tempistiche sono orientative: la progressione dipende dai criteri clinici e funzionali e dalle indicazioni del chirurgo.

    Domande frequenti

    È vero che bisogna tenere la caviglia a riposo?

    No: il riposo prolungato peggiora l’esito. Le linee guida attuali (PEACE & LOVE) raccomandano carico e movimento precoci entro il limite del dolore, con protezione nei primi giorni, perché il tessuto guarisce meglio se sollecitato in modo graduale.

    Perché la caviglia continua a cedere mesi dopo?

    Perché la distorsione danneggia anche i recettori che informano il cervello sulla posizione del piede. Senza un lavoro propriocettivo specifico può instaurarsi un’instabilità cronica funzionale, che si tratta con equilibrio, forza dei peronei e recupero della dorsiflessione, non con il riposo.

    Approfondimenti (introduzione completa, confronto tecniche, FAQ, bibliografia) su ortopediaevolutiva.com/riabilitazione/distorsione-di-caviglia
    Distorsione di caviglia: protocollo conservativo — Dott. Daniele Priano, Ortopedia Pediatrica · Documento informativo: non sostituisce la visita e le indicazioni del team curante.

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    Dott. Daniele Priano - Ortopedico Pediatrico Milano

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