Dott. Daniele Priano — Ortopedia Pediatrica · ortopediaevolutiva.com
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    Piede Piatto: post-operatorio dopo artrorisi con asportazione dell’osso accessorio

    Percorso dopo artrorisi con asportazione semplice dello scafoide accessorio, senza riparazione del tibiale posteriore: gesso per circa 15 giorni secondo prescrizione, poi mobilità graduale autorizzata e cura della cicatrice.

    Gesso per il periodo prescritto · Mobilità dopo rimozione e autorizzazione · Rinforzo dopo recupero e via libera · Corsa e sport secondo criteri e controllo

    Prepara la scheda per la visita

    Usa la condizione e la fase indicate dal curante. Puoi escludere singoli esercizi: istruzioni, figure e precauzioni restano insieme.

    Il cambio di fase ripristina il suo elenco di esercizi. La fase non si sceglie in base ai soli giorni trascorsi.

    Escludi esercizi se necessario

    14 schede di esercizi incluse su 14

    La pagina completa resta consultabile. La selezione non viene salvata o condivisa.

    Questo protocollo fa parte del percorso post-operatorio e va adattato alle indicazioni del chirurgo e alla risposta clinica individuale.

    Questi protocolli costituiscono modelli generali a scopo informativo ed educativo: non sostituiscono la prescrizione riabilitativa del singolo caso. Tempi, carichi e progressioni vanno sempre adattati al paziente, al tipo di lesione, alla tecnica chirurgica utilizzata e all’andamento clinico, in collaborazione tra chirurgo ortopedico, fisioterapista ed eventualmente fisiatra. La progressione è guidata dai criteri oggettivi raggiunti, non solo dal calendario.

    In sintesi — percorso completo

    Carico
    Durante il gesso camminare con due stampelle e scarpa da gesso solo con il carico scritto alla dimissione. Dopo la rimozione, progredire soltanto come autorizzato, riducendo gli ausili quando il cammino è controllato.
    Mobilizzazione attiva
    Durante il gesso muovere solo le articolazioni libere autorizzate. Dopo rimozione e controllo, eseguire i movimenti attivi della caviglia consentiti, senza forzare il retropiede. Durata e frequenza sono quelle indicate dal fisioterapista.
    Mobilizzazione passiva
    Dopo la rimozione del gesso, solo se lo stretching è stato autorizzato: eseguire la manovra dimostrata dal fisioterapista, nell’arco e alla dose prescritti. Non mettere in tensione una riparazione tendinea ancora protetta.
    Ferita chirurgica
    Seguire le istruzioni di dimissione per medicazione e lavaggio. Mantenere la ferita protetta e asciutta finché indicato; non applicare antisettici o creme non prescritti. Lavaggio e massaggio richiedono una ferita completamente chiusa e il consenso del curante.
    Corsa e salti
    Corsa e salti dal 45° giorno, con cammino normale e assenza di dolore sul versante mediale.
    Ritorno allo sport
    Sport a circa 2 mesi, con tibiale posteriore forte e cicatrice non dolente.
    Applicabilità
    Solo asportazione semplice senza reinserzione/retensionamento del tibiale posteriore. Dopo Kidner o riparazione tendinea usare il protocollo specifico del chirurgo, non questo calendario breve.
    Cicatrice mediale
    Massaggio delicato solo a ferita completamente chiusa e dopo autorizzazione.

    L’artrorisi sottoastragalica limita meccanicamente alcuni movimenti del retropiede mediante un impianto. Tipo di impianto, procedure associate e guarigione determinano il percorso post-operatorio. I tempi qui riportati sono orientativi: valgono le indicazioni scritte del chirurgo per il singolo intervento.

    Passo per passo

    Ogni fase offre esercizi fra cui scegliere: eseguire solo quelli selezionati dal curante, senza anticipare le fasi né sommare automaticamente quelli precedenti. Dose, frequenza e recuperi sono individuali; il catalogo completo non è una singola seduta.

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    Prima dell’intervento — Preparazione all’intervento

    Breve fase nelle settimane che precedono l’intervento programmato: non richiede un ciclo strutturato di fisioterapia.

    Quando serve

    • Prima di un intervento programmato di artrorisi (con o senza gesti associati).
    • Non è dimostrato che un ciclo standard di fisioterapia preoperatoria migliori l’esito dell’artrorisi: la preparazione è soprattutto educativa e organizzativa.

    Obiettivi prima dell’intervento

    • Capire il carico previsto dopo l’intervento e saper usare le stampelle.
    • Organizzare casa e scuola per le prime settimane.
    • Verificare mobilità e forza di base di piede e caviglia, quando utile.
    • Conoscere l’inizio e i limiti del movimento previsti per l’intervento specifico: con gesso, niente mobilità di caviglia finché non viene rimosso e autorizzato il movimento.

    Attività

    • Esercitazione pratica con le stampelle prima dell’intervento, su piano e scale.
    • Organizzazione domestica e scolastica: percorsi, bagno, trasporto, banco accessibile, esonero temporaneo da educazione fisica.
    • Quando utile, semplici esercizi di mobilità di caviglia e piede, senza trasformare la preparazione in un programma obbligatorio.

    Esercizi preoperatori

    Addestramento a stampelle e carico
    Addestramento a stampelle e carico
    • Prova le stampelle prima dell’intervento, con l’altezza regolata e il carico indicato dal chirurgo.
    • Esercitati su piano, scale e ingresso di casa, con qualcuno che ti assiste.
    • Impara anche a sederti, alzarti e spostarti in bagno rispettando le restrizioni di carico previste.

    Dosaggio: Almeno una sessione di addestramento prima del ricovero; ripetere finché il gesto è sicuro.

    Mobilità attiva della caviglia
    Mobilità attiva della caviglia
    • Seduto o sdraiato, muovi la caviglia in flessione, estensione e in circonduzione lenta, nel range non doloroso.
    • Mantieni il movimento fluido, senza forzare il punto in cui compare dolore.

    Dosaggio: Indicativo: 10-15 movimenti per direzione, 2-3 volte al giorno.

    Criteri di prontezza all’intervento

    • Uso sicuro delle stampelle con il carico previsto.
    • Famiglia informata su carico, uso delle stampelle e ripresa scolastica.
    • Casa e scuola organizzate per il rientro dopo l’intervento.

    Quando non ritardare l’intervento

    • La preparazione non è un prerequisito: l’intervento programmato non va rinviato per completare esercizi preoperatori.

    Cosa preparare a casa e a scuola

    • Prepara percorsi liberi, un posto per tenere il piede sollevato e scarpe comode e larghe per il rientro.
    • Verifica scale, bagno e trasporto scolastico con le stampelle.
    • Avvisa la scuola: assenza prevista, banco accessibile, esonero temporaneo da educazione fisica.
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    Fase 1 — Prime 72 ore: edema, dolore e protezione del gesso

    Tempistica orientativa: Giorni 0-3

    La finestra temporale è indicativa: il passaggio alla fase successiva dipende dai criteri elencati sotto, non dal calendario.

    Obiettivi

    • Controllare gonfiore e dolore
    • Proteggere la ferita e il gesso
    • Mantenere il movimento di dita, ginocchio e anca

    Cosa si fa

    • Arto elevato sopra il livello del cuore quando si è seduti o sdraiati, il più possibile nelle prime 72 ore
    • Borsa del ghiaccio sopra il gesso, in corrispondenza della sede operata, 15-20 minuti, 4-6 volte al giorno
    • Durante il gesso camminare con due stampelle e scarpa da gesso solo con il carico scritto alla dimissione. Dopo la rimozione, progredire soltanto come autorizzato, riducendo gli ausili quando il cammino è controllato.
    • Muovere le dita libere e attivare il quadricipite come indicato. Contrazioni del polpaccio nel gesso solo se espressamente prescritte; nessuna spinta contro l’immobilizzazione.
    • Mobilizzazione libera di ginocchio e anca, per evitare rigidità e perdita di forza prossimale
    • Analgesia secondo prescrizione

    Restrizioni e precauzioni

    • Non bagnare il gesso; non introdurre oggetti all’interno per grattarsi
    • Non appoggiare a pieno carico senza stampelle
    • Contattare subito il medico se il gesso stringe, si rompe o ruota

    Gli esercizi di questa fase

    Mobilità delle dita del piede
    1. Mobilità delle dita del piedeDopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
    • Apri e chiudi le dita del piede, poi prova a sollevare solo l’alluce e poi solo le altre dita.
    • Se c’è il gesso, muovi comunque le dita che restano libere.
    • È il modo più semplice per attivare la pompa venosa e ridurre il gonfiore.

    Dosaggio: 20 ripetizioni, 5-6 volte al giorno

    Si passa alla fase successiva quando

    • Dolore controllato
    • Dita rosee, calde e mobili
    • Gonfiore in riduzione con elevazione e ghiaccio

    Nota per il fisioterapista

    In questa fase il fisioterapista istruisce la famiglia: elevazione, ghiaccio, uso corretto delle stampelle, movimento delle dita e sorveglianza del gesso.

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    Fase 2 — Periodo di immobilizzazione (gesso ~15 giorni)

    Tempistica orientativa: Dal 4° giorno al 15° giorno circa

    La finestra temporale è indicativa: il passaggio alla fase successiva dipende dai criteri elencati sotto, non dal calendario.

    Obiettivi

    • Consentire la guarigione dei tessuti operati
    • Mantenere forza e mobilità di ginocchio, anca e dita
    • Camminare in sicurezza con le stampelle

    Cosa si fa

    • Camminare con due stampelle e scarpa da gesso solo con il carico autorizzato; la presenza di una scarpa da gesso non consente automaticamente l’appoggio.
    • Muovere le dita libere e attivare il quadricipite come indicato. Contrazioni del polpaccio nel gesso solo se espressamente prescritte; nessuna spinta contro l’immobilizzazione.
    • Esercizi per ginocchio e anca (flesso-estensione, abduzione da sdraiato) per mantenere il tono
    • Attività aerobica compatibile: arti superiori, tronco, cyclette con arto controlaterale
    • Controllo programmato della ferita e del gesso

    Restrizioni e precauzioni

    • Nessuna mobilizzazione della caviglia finché il gesso è in sede
    • Gesso sempre asciutto
    • Niente carico completo senza stampelle

    Questa fase non aggiunge altre schede. Seguire le indicazioni della fase e il programma scelto dal fisioterapista; non proseguire o aumentare automaticamente tutti gli esercizi precedenti.

    Si passa alla fase successiva quando

    • Ferita guarita al controllo
    • Nessun segno di sofferenza cutanea o vascolare
    • Buon controllo muscolare di ginocchio e anca

    Nota per il fisioterapista

    L’obiettivo di questa fase è arrivare alla rimozione del gesso senza deficit prossimali: il recupero della caviglia sarà molto più rapido.

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    Fase 3 — Dopo la rimozione del gesso: recupero graduale della mobilità

    Tempistica orientativa: Dal 15° giorno per 2-3 settimane

    La finestra temporale è indicativa: il passaggio alla fase successiva dipende dai criteri elencati sotto, non dal calendario.

    Obiettivi

    • Recuperare l’escursione della caviglia persa con l’immobilizzazione
    • Riprendere il cammino senza stampelle
    • Riattivare polpaccio e tibiale posteriore

    Cosa si fa

    • Mobilità attiva della caviglia nell’arco consentito, senza resistenze. Usare sessioni brevi alla frequenza prescritta; non cercare a forza un movimento completo del retropiede.
    • Mobilizzazione assistita e stretching soltanto dopo autorizzazione specifica: rispettare la guarigione dei tessuti operati, la presa, l’arco e la dose mostrati dal fisioterapista. La sola rimozione del gesso non autorizza trazioni con cintura.
    • Riduzione delle stampelle secondo il carico autorizzato e la qualità del cammino, senza una scadenza obbligatoria dopo il gesso.
    • Esercizi di presa con le dita (asciugamano, biglie) come gioco quotidiano
    • Bicicletta e nuoto a ferita cicatrizzata
    • Attenzione al versante mediale del piede (sede di asportazione dell’osso accessorio): mobilizzare la cicatrice con massaggio delicato quando è ben chiusa

    Restrizioni e precauzioni

    • Nessuna manovra dolorosa o forzata
    • Corsa e salti ancora vietati
    • Nessun lavoro contro resistenza in questa fase; attendere i criteri della fase 4 e l’autorizzazione specifica.

    Gli esercizi di questa fase

    Stretching statico con cintura (mobilizzazione passiva)
    2. Stretching statico con cintura (mobilizzazione passiva)Dopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
    • Seduti a terra con la schiena dritta e le ginocchia completamente estese.
    • Passa la cintura dell’accappatoio alla base delle dita del piede interessato.
    • Tira dolcemente verso di te finché senti la tensione sul tendine d’Achille, mai dolore.
    • Mantieni il ginocchio nella posizione mostrata per questa variante. Non forzarlo: piegarlo modifica la tensione sui muscoli del polpaccio, ma non annulla automaticamente lo stretching del complesso surale.

    Dosaggio: Mantieni 30 secondi, 10 ripetizioni ogni giorno

    Mobilizzazione attiva della caviglia
    3. Mobilizzazione attiva della cavigliaDopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
    • Seduto o sdraiato, muovi la caviglia (non solo le dita) portando la punta verso di te e poi in basso.
    • Poi disegna cerchi ampi con il piede, prima in senso orario poi antiorario.
    • Il movimento deve essere dolce, ampio e completo, fino al limite non doloroso.

    Dosaggio: 20 secondi di movimento continuo, 10 volte al giorno

    Alfabeto con il piede
    4. Alfabeto con il piedeDopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
    • Con la gamba appoggiata e il piede libero nell’aria, “scrivi” le lettere dell’alfabeto con l’alluce.
    • Muovi solo la caviglia, tenendo fermo il ginocchio.
    • Fai lettere grandi: servono a esplorare tutta l’escursione articolare.

    Dosaggio: 1-2 alfabeti, 2-3 volte al giorno

    Presa dell’asciugamano
    5. Presa dell’asciugamanoDopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
    • Seduto, appoggia il piede su un asciugamano steso a terra.
    • Arriccia l’asciugamano verso di te usando solo le dita, senza sollevare il tallone.
    • Poi prova ad afferrarlo e spostarlo di lato.

    Dosaggio: 5 minuti al giorno

    Raccolta di piccoli oggetti
    6. Raccolta di piccoli oggettiDopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
    • Sparpaglia biglie, tappi o costruzioni piccole sul pavimento.
    • Afferra ogni oggetto con le dita del piede e mettilo in un contenitore.
    • Funziona meglio come gioco a tempo: quanti oggetti in 2 minuti?

    Dosaggio: 5 minuti al giorno

    Si passa alla fase successiva quando

    • Cammino autonomo senza stampelle
    • Dorsiflessione in progressivo recupero verso il lato sano
    • Assenza di gonfiore importante a fine giornata

    Nota per il fisioterapista

    Dopo il gesso la rigidità è attesa: si recupera con sedute brevi e molto frequenti, mai con manovre forzate in un’unica seduta.

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    Fase 4 — Rinforzo, propriocezione e correzione dello schema del passo

    Tempistica orientativa: Dopo la fase 3: mobilità e cammino recuperati, resistenze autorizzate

    La finestra temporale è indicativa: il passaggio alla fase successiva dipende dai criteri elencati sotto, non dal calendario.

    Obiettivi

    • Rinforzare il tibiale posteriore, i peronei e i muscoli intrinseci del piede
    • Recuperare l’equilibrio monopodalico
    • Normalizzare l’appoggio, riducendo il cammino sul margine esterno

    Cosa si fa

    • Short foot exercise (“piede corto”): accorciare il piede avvicinando l’avampiede al tallone senza arricciare le dita, 10 ripetizioni da 5 secondi, 3 volte al giorno
    • Toe yoga: sollevare l’alluce tenendo giù le altre dita e viceversa, 10 ripetizioni per lato
    • Rinforzo del tibiale posteriore con elastico in inversione contro resistenza (prima introduzione delle resistenze), 3 serie da 15
    • Sollevamenti sulle punte (calf raises) bipodalici, poi progressivamente monopodalici, 3 serie da 10-15
    • Equilibrio su terreno fermo con occhi aperti, vicino a un appoggio stabile; superfici instabili solo con supervisione diretta professionale.
    • Cammino sui talloni e sulle punte alternato, per 10-15 metri, come gioco quotidiano

    Restrizioni e precauzioni

    • Ancora niente corsa, salti e sport di squadra prima dei tempi indicati in fase 5

    Gli esercizi di questa fase

    Stretching dinamico con elastico (4 direzioni)
    7. Stretching dinamico con elastico (4 direzioni)Dopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
    • Ancora una fascia elastica (tipo TheraBand) a un supporto fisso, come la gamba di un tavolo.
    • Esegui il movimento nel senso opposto alla trazione dell’elastico: punta in su, punta in giù, verso l’interno, verso l’esterno.
    • Controlla il ritorno: la parte lenta del movimento è quella che rinforza di più.
    • Aumenta la resistenza (elastico più duro) quando l’esercizio diventa facile.

    Dosaggio: 15 movimenti per direzione, ogni giorno

    Short foot (piede corto)
    8. Short foot (piede corto)Dopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
    • Seduto con il piede appoggiato a terra, tallone e dita ben poggiati.
    • Avvicina l’avampiede al tallone “accorciando” il piede e sollevando l’arco, senza arricciare le dita.
    • Cerca di mantenere le dita distese e rilassate. Se si arricciano, riduci lo sforzo e fatti aiutare a ritrovare il movimento, senza considerarlo un test di un singolo muscolo.

    Dosaggio: 10 ripetizioni da 5 secondi, 3 volte al giorno

    Rinforzo del tibiale posteriore con elastico
    9. Rinforzo del tibiale posteriore con elasticoDopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
    • Elastico ancorato lateralmente, avvolto attorno all’avampiede.
    • Porta il piede verso l’interno e in basso contro la resistenza, tenendo il ginocchio fermo.
    • Torna alla posizione di partenza lentamente, in 3 secondi.

    Dosaggio: 3 serie da 15, ogni giorno

    Sollevamenti sulle punte
    10. Sollevamenti sulle punteDopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
    • In piedi, mani appoggiate a un muro per l’equilibrio.
    • Sollevati sulle punte tenendo i talloni allineati, poi scendi lentamente in 3 secondi.
    • Il passaggio su una gamba o a resistenza maggiore si concorda con il fisioterapista, rispettando procedura, controllo e risposta al carico.

    Dosaggio: 3 serie da 10-15, ogni giorno

    Equilibrio su superficie instabile
    11. Equilibrio su superficie instabileDopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
    • Solo con supervisione diretta del fisioterapista, nella fase autorizzata e dopo recupero dell’equilibrio sul piano stabile.
    • Sul cuscino o sulla tavoletta scelta tieni gli occhi aperti, il ginocchio leggermente flesso e un appoggio stabile a portata di mano.
    • Appoggia l’altro piede se perdi il controllo. Per casa usa la variante su terreno fermo già mostrata; non aggiungere occhi chiusi o perturbazioni da solo.

    Dosaggio: 3 x 30 secondi per lato, ogni giorno

    Stretching del polpaccio al muro (due posizioni)
    12. Stretching del polpaccio al muro (due posizioni)Dopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
    • Mani al muro, gamba operata indietro, tallone ben appoggiato a terra.
    • Prima posizione: ginocchio posteriore esteso (allunga il gastrocnemio).
    • Seconda posizione: ginocchio posteriore leggermente piegato (allunga il soleo).
    • Il tallone non deve mai staccarsi dal pavimento.

    Dosaggio: 3 x 30 secondi per posizione, ogni giorno

    Si passa alla fase successiva quando

    • Sollevamento sulle punte monopodalico eseguibile con tallone che si inverte
    • Equilibrio su un piede ≥30 secondi
    • Appoggio plantare più simmetrico, con riduzione del cammino sul bordo esterno

    Nota per il fisioterapista

    Se persiste l’appoggio sul bordo esterno, rivalutare dolore, mobilità e tolleranza dell’impianto prima di progredire. Non correggerlo con forzature passive.

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    Fase 5 — Ritorno a corsa, salti e sport

    Tempistica orientativa: Corsa e salti dal 45° giorno, con cammino normale e assenza di dolore sul versante mediale.

    La finestra temporale è indicativa: il passaggio alla fase successiva dipende dai criteri elencati sotto, non dal calendario.

    Obiettivi

    • Riprendere corsa e salti in progressione
    • Tornare allo sport praticato senza dolore né gonfiore reattivo

    Cosa si fa

    • Progressione corsa: cammino veloce, poi alternanza cammino/corsa lenta, quindi corsa continua su terreno regolare
    • Introduzione dei salti: saltelli sul posto bipodalici, poi monopodalici, quindi salti con cambio di direzione
    • Ripresa degli allenamenti con la squadra prima delle partite/competizioni
    • Mantenimento quotidiano di stretching del tricipite e degli esercizi per i muscoli intrinseci

    Restrizioni e precauzioni

    • Interrompere la progressione se compaiono dolore al seno del tarso o gonfiore che persiste il giorno dopo

    Questa fase non aggiunge altre schede. Seguire le indicazioni della fase e il programma scelto dal fisioterapista; non proseguire o aumentare automaticamente tutti gli esercizi precedenti.

    Si passa alla fase successiva quando

    • Corsa continua di 10-15 minuti senza dolore
    • Salto monopodalico simmetrico rispetto al lato sano
    • Assenza di gonfiore il mattino successivo all’attività

    Nota per il fisioterapista

    Nel bambino la progressione avviene spesso spontaneamente nel gioco: il compito del fisioterapista è più di contenimento che di stimolo.

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    Fase 6 — Follow-up e gestione dell’impianto

    Tempistica orientativa: Dal 3° mese fino alla rimozione della vite

    La finestra temporale è indicativa: il passaggio alla fase successiva dipende dai criteri elencati sotto, non dal calendario.

    Obiettivi

    • Mantenere la correzione ottenuta e un piede mobile
    • Monitorare la tolleranza dell’impianto
    • Programmare l’eventuale rimozione della vite

    Cosa si fa

    • Controlli clinici programmati con valutazione di appoggio, dorsiflessione e dolore al seno del tarso
    • Mantenimento a lungo termine dello stretching del tricipite surale e degli esercizi di piede corto, soprattutto negli sport ad alto impatto
    • Calzature comode con contrafforte valido; plantari solo se espressamente prescritti
    • La rimozione dell’impianto non è automatica: indicazione e tempi dipendono dal tipo di impianto, dalla crescita, dai sintomi e dai controlli.

    Questa fase non aggiunge altre schede. Seguire le indicazioni della fase e il programma scelto dal fisioterapista; non proseguire o aumentare automaticamente tutti gli esercizi precedenti.

    Si passa alla fase successiva quando

    • Piede non dolente, con arco plantare mantenuto in carico
    • Escursione della caviglia completa e simmetrica
    • Attività sportiva svolta senza limitazioni

    Se compaiono sintomi dopo un avanzamento

    Se dopo il passaggio a una nuova fase o un aumento del carico compaiono dolore persistente, versamento o gonfiore, oppure perdita del movimento, sospendere la progressione e contattare il curante o il fisioterapista per rivedere il programma. Per i segnali d’allarme sotto riportati serve una valutazione tempestiva. Questo documento non sostituisce la valutazione clinica individuale.

    Ritorno allo sport / attività completa

    Sport a circa 2 mesi, con tibiale posteriore forte e cicatrice non dolente.

    • Cammino normale, senza zoppia e senza appoggio prevalente sul bordo esterno
    • Dorsiflessione della caviglia simmetrica al lato controlaterale (test knee-to-wall)
    • Sollevamento sulle punte monopodalico x 10 ripetizioni senza dolore
    • Equilibrio monopodalico ≥30 secondi, anche su superficie instabile
    • Corsa continua 10-15 minuti e salto monopodalico simmetrico, senza dolore al seno del tarso
    • Assenza di gonfiore il giorno successivo al carico sportivo

    Dopo un periodo di gesso il fattore limitante è la forza del tricipite surale: la ripresa dei salti richiede il recupero del sollevamento monopodalico, che arriva più tardi rispetto al recupero dell’escursione articolare.

    Red flags: sospendere e contattare subito

    • Febbre, arrossamento crescente, secrezione o cattivo odore dalla ferita (sospetta infezione)
    • Dolore che aumenta invece di ridursi dopo i primi giorni, o non controllato dagli analgesici prescritti
    • Gonfiore importante che non si riduce con elevazione e ghiaccio, o polpaccio duro e dolente
    • Formicolii persistenti, intorpidimento o dita fredde, pallide o bluastre (bendaggio o gesso troppo stretto: rivolgersi subito)
    • Impossibilità progressiva a muovere la caviglia o rigidità che peggiora nonostante gli esercizi
    • Dolore elettivo e persistente al seno del tarso (davanti e sotto il malleolo esterno) che non migliora dopo il 2° mese: possibile intolleranza all’impianto
    • Gesso rotto, bagnato o che ruota sull’arto
    • Dolore elettivo persistente sul versante mediale del piede o cedimento improvviso dell’arco (sospetta insufficienza del tibiale posteriore)

    Autore: Dott. Daniele Priano, Ortopedia Pediatrica. Versione del contenuto: 9 settembre 2026.

    Le tempistiche sono orientative: la progressione dipende dai criteri clinici e funzionali e dalle indicazioni del curante.

    Introduzione completa e bibliografia su ortopediaevolutiva.com/riabilitazione/chirurgia-piede-piatto-artrorisi-osso-accessorio
    Piede Piatto: post-operatorio dopo artrorisi con asportazione dell’osso accessorio — Dott. Daniele Priano, Ortopedia Pediatrica · Documento informativo: non sostituisce la visita e le indicazioni del team curante.

    Versione aggiornata online

    Questo protocollo può essere utilizzato e condiviso per finalità cliniche e informative mantenendo integra l’attribuzione all’autore e alla fonte originale. La ripubblicazione o distribuzione come opera propria non è consentita.

    Piede Piatto: post-operatorio dopo artrorisi con asportazione… · Versione del contenuto: 9 settembre 2026 — © 2026 Daniele Priano · Ortopedia Evolutiva · ortopediaevolutiva.com

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