Piede Piatto: post-operatorio dopo artrorisi endosenotarsica
Percorso dopo artrorisi endosenotarsica senza gesso: carico protetto e mobilità precoce entro i limiti indicati alla dimissione, con progressione guidata dal recupero e dai controlli.
Mobilità precoce se autorizzata · Carico protetto con stampelle · Rinforzo dopo recupero e via libera · Corsa e sport secondo criteri e controllo
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Usa la condizione e la fase indicate dal curante. Puoi escludere singoli esercizi: istruzioni, figure e precauzioni restano insieme.
Il cambio di fase ripristina il suo elenco di esercizi. La fase non si sceglie in base ai soli giorni trascorsi.
Escludi esercizi se necessario
14 schede di esercizi incluse su 14
La pagina completa resta consultabile. La selezione non viene salvata o condivisa.
Questo protocollo fa parte del percorso post-operatorio e va adattato alle indicazioni del chirurgo e alla risposta clinica individuale.
Questi protocolli costituiscono modelli generali a scopo informativo ed educativo: non sostituiscono la prescrizione riabilitativa del singolo caso. Tempi, carichi e progressioni vanno sempre adattati al paziente, al tipo di lesione, alla tecnica chirurgica utilizzata e all’andamento clinico, in collaborazione tra chirurgo ortopedico, fisioterapista ed eventualmente fisiatra. La progressione è guidata dai criteri oggettivi raggiunti, non solo dal calendario.
In sintesi — percorso completo
- Carico
- Rispettare il carico scritto alla dimissione e usare due stampelle come insegnato. Ridurre gli ausili solo con autorizzazione e cammino controllato; la rimozione dei punti non autorizza automaticamente il carico libero.
- Mobilizzazione attiva
- Già dal primo giorno, solo se autorizzato alla dimissione: movimenti attivi dolci di dita e caviglia nell’arco consentito, senza resistenza o rotazioni forzate. Usare la durata e la frequenza indicate.
- Mobilizzazione passiva
- Solo se autorizzata alla dimissione: mobilizzazione assistita dolce dopo dimostrazione, nell’arco prescritto. Non forzare fine corsa o rotazioni del piede.
- Ferita chirurgica
- Seguire le istruzioni di dimissione per medicazione e lavaggio. Mantenere la ferita protetta e asciutta finché indicato; non applicare antisettici o creme non prescritti. Lavaggio e massaggio richiedono una ferita completamente chiusa e il consenso del curante.
- Corsa e salti
- Corsa e salti vietati nei primi 45 giorni; ripresa graduale dopo il 45° giorno, con cammino normale e assenza di dolore.
- Ritorno allo sport
- Sport a circa 2 mesi dall’intervento, con appoggio simmetrico e dorsiflessione recuperata.
L’artrorisi sottoastragalica limita meccanicamente alcuni movimenti del retropiede mediante un impianto. Tipo di impianto, procedure associate e guarigione determinano il percorso post-operatorio. I tempi qui riportati sono orientativi: valgono le indicazioni scritte del chirurgo per il singolo intervento.
Passo per passo
Ogni fase offre esercizi fra cui scegliere: eseguire solo quelli selezionati dal curante, senza anticipare le fasi né sommare automaticamente quelli precedenti. Dose, frequenza e recuperi sono individuali; il catalogo completo non è una singola seduta.
Prima dell’intervento — Preparazione all’intervento
Breve fase nelle settimane che precedono l’intervento programmato: non richiede un ciclo strutturato di fisioterapia.
Quando serve
- •Prima di un intervento programmato di artrorisi (con o senza gesti associati).
- •Non è dimostrato che un ciclo standard di fisioterapia preoperatoria migliori l’esito dell’artrorisi: la preparazione è soprattutto educativa e organizzativa.
Obiettivi prima dell’intervento
- •Capire il carico previsto dopo l’intervento e saper usare le stampelle.
- •Organizzare casa e scuola per le prime settimane.
- •Verificare mobilità e forza di base di piede e caviglia, quando utile.
- •Conoscere l’inizio e i limiti del movimento previsti per l’intervento specifico: con gesso, niente mobilità di caviglia finché non viene rimosso e autorizzato il movimento.
Attività
- •Esercitazione pratica con le stampelle prima dell’intervento, su piano e scale.
- •Organizzazione domestica e scolastica: percorsi, bagno, trasporto, banco accessibile, esonero temporaneo da educazione fisica.
- •Quando utile, semplici esercizi di mobilità di caviglia e piede, senza trasformare la preparazione in un programma obbligatorio.
Esercizi preoperatori

Addestramento a stampelle e carico
- •Prova le stampelle prima dell’intervento, con l’altezza regolata e il carico indicato dal chirurgo.
- •Esercitati su piano, scale e ingresso di casa, con qualcuno che ti assiste.
- •Impara anche a sederti, alzarti e spostarti in bagno rispettando le restrizioni di carico previste.
Dosaggio: Almeno una sessione di addestramento prima del ricovero; ripetere finché il gesto è sicuro.

Mobilità attiva della caviglia
- •Seduto o sdraiato, muovi la caviglia in flessione, estensione e in circonduzione lenta, nel range non doloroso.
- •Mantieni il movimento fluido, senza forzare il punto in cui compare dolore.
Dosaggio: Indicativo: 10-15 movimenti per direzione, 2-3 volte al giorno.
Criteri di prontezza all’intervento
- ☐Uso sicuro delle stampelle con il carico previsto.
- ☐Famiglia informata su carico, uso delle stampelle e ripresa scolastica.
- ☐Casa e scuola organizzate per il rientro dopo l’intervento.
Quando non ritardare l’intervento
- •La preparazione non è un prerequisito: l’intervento programmato non va rinviato per completare esercizi preoperatori.
Cosa preparare a casa e a scuola
- •Prepara percorsi liberi, un posto per tenere il piede sollevato e scarpe comode e larghe per il rientro.
- •Verifica scale, bagno e trasporto scolastico con le stampelle.
- •Avvisa la scuola: assenza prevista, banco accessibile, esonero temporaneo da educazione fisica.
Fase 1 — Prime 72 ore: edema, dolore e avvio della mobilizzazione
Tempistica orientativa: Giorni 0-3
La finestra temporale è indicativa: il passaggio alla fase successiva dipende dai criteri elencati sotto, non dal calendario.
Obiettivi
- •Controllare gonfiore e dolore
- •Proteggere la ferita chirurgica e l’impianto
- •Avviare i movimenti attivi consentiti alla dimissione, senza resistenze
Cosa si fa
- •Arto elevato sopra il livello del cuore quando si è seduti o sdraiati, il più possibile nelle prime 72 ore
- •Borsa del ghiaccio (mai a contatto diretto con la pelle) 15-20 minuti, 4-6 volte al giorno
- •Se autorizzato già dal primo giorno: muovere dolcemente dita e caviglia nell’arco consentito, senza resistenze. Non cercare circonduzioni ampie o rotazioni del retropiede contro il limite dell’impianto.
- •Mobilizzazione assistita solo se prescritta e dopo dimostrazione del fisioterapista: ripetere presa, direzione e ampiezza insegnate, senza forzare inversione o eversione. L’assenza di dolore non autorizza a superare i limiti dell’intervento.
- •Contrazioni isometriche del polpaccio (pompa venosa) più volte al giorno
- •Rispettare il carico scritto alla dimissione e usare due stampelle come insegnato. Ridurre gli ausili solo con autorizzazione e cammino controllato; la rimozione dei punti non autorizza automaticamente il carico libero.
- •Analgesia secondo prescrizione; non usarla per forzare il movimento o superare il carico autorizzato.
Restrizioni e precauzioni
- •Nessun esercizio contro resistenza (niente elastici, pesi o spinte forzate)
- •Non bagnare la ferita
- •Non appoggiare a pieno carico senza stampelle
Gli esercizi di questa fase

1. Stretching statico con cintura (mobilizzazione passiva)Dopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
- •Seduti a terra con la schiena dritta e le ginocchia completamente estese.
- •Passa la cintura dell’accappatoio alla base delle dita del piede interessato.
- •Tira dolcemente verso di te finché senti la tensione sul tendine d’Achille, mai dolore.
- •Mantieni il ginocchio nella posizione mostrata per questa variante. Non forzarlo: piegarlo modifica la tensione sui muscoli del polpaccio, ma non annulla automaticamente lo stretching del complesso surale.
Dosaggio: Mantieni 30 secondi, 10 ripetizioni ogni giorno

2. Mobilizzazione attiva della cavigliaDopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
- •Seduto o sdraiato, muovi la caviglia (non solo le dita) portando la punta verso di te e poi in basso.
- •Poi disegna cerchi ampi con il piede, prima in senso orario poi antiorario.
- •Il movimento deve essere dolce, ampio e completo, fino al limite non doloroso.
Dosaggio: 20 secondi di movimento continuo, 10 volte al giorno

3. Alfabeto con il piedeDopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
- •Con la gamba appoggiata e il piede libero nell’aria, “scrivi” le lettere dell’alfabeto con l’alluce.
- •Muovi solo la caviglia, tenendo fermo il ginocchio.
- •Fai lettere grandi: servono a esplorare tutta l’escursione articolare.
Dosaggio: 1-2 alfabeti, 2-3 volte al giorno

4. Mobilità delle dita del piedeDopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
- •Apri e chiudi le dita del piede, poi prova a sollevare solo l’alluce e poi solo le altre dita.
- •Se c’è il gesso, muovi comunque le dita che restano libere.
- •È il modo più semplice per attivare la pompa venosa e ridurre il gonfiore.
Dosaggio: 20 ripetizioni, 5-6 volte al giorno
Si passa alla fase successiva quando
- ☐Dolore controllato con la terapia prescritta
- ☐Gonfiore in riduzione con elevazione e ghiaccio
- ☐Ferita asciutta, senza secrezione
Nota per il fisioterapista
La mobilizzazione precoce segue le indicazioni dell’intervento: sessioni brevi, movimenti consentiti e nessuna forzatura.
Fase 2 — Mobilizzazione quotidiana e cammino protetto
Tempistica orientativa: Dal 4° giorno alla rimozione dei punti (circa 2 settimane)
La finestra temporale è indicativa: il passaggio alla fase successiva dipende dai criteri elencati sotto, non dal calendario.
Obiettivi
- •Recuperare gradualmente la mobilità consentita, rispettando il limite imposto dall’impianto
- •Prevenire aderenze e rigidità della sottoastragalica
- •Mantenere il trofismo dei muscoli intrinseci del piede
- •Camminare in sicurezza con due stampelle
Cosa si fa
- •Mobilità attiva della caviglia nell’arco consentito, senza resistenze. Usare sessioni brevi alla frequenza prescritta; non cercare a forza un movimento completo del retropiede.
- •Alfabeto con il piede: “scrivere” le lettere nell’aria con l’alluce, 1-2 alfabeti 2-3 volte al giorno
- •Stretching con cintura solo se specificamente autorizzato e mostrato: posizione, ampiezza e durata dipendono dall’intervento. Non usarlo per mettere in tensione tessuti ancora protetti.
- •L’aiuto del genitore ripete soltanto la manovra insegnata; sospendere se compaiono dolore o resistenza, senza aumentare la forza.
- •Mobilità e presa: arricciare un asciugamano con le dita, afferrare e spostare piccoli oggetti (biglie, tappi) — 5 minuti al giorno, in forma di gioco
- •Cammino con 2 stampelle, con appoggio del tallone e rullata il più fisiologica possibile
Restrizioni e precauzioni
- •Ancora nessun lavoro contro resistenza
- •Non superare l’arco autorizzato, anche senza dolore. Sospendere una manovra dolorosa o che incontra resistenza.
- •Vietati corsa, salti e attività sportiva
Gli esercizi di questa fase

5. Presa dell’asciugamanoDopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
- •Seduto, appoggia il piede su un asciugamano steso a terra.
- •Arriccia l’asciugamano verso di te usando solo le dita, senza sollevare il tallone.
- •Poi prova ad afferrarlo e spostarlo di lato.
Dosaggio: 5 minuti al giorno

6. Raccolta di piccoli oggettiDopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
- •Sparpaglia biglie, tappi o costruzioni piccole sul pavimento.
- •Afferra ogni oggetto con le dita del piede e mettilo in un contenitore.
- •Funziona meglio come gioco a tempo: quanti oggetti in 2 minuti?
Dosaggio: 5 minuti al giorno
Si passa alla fase successiva quando
- ☐Dorsiflessione attiva e passiva in progressivo miglioramento
- ☐Dita mobili e in grado di afferrare l’asciugamano
- ☐Cammino con stampelle senza zoppia antalgica marcata
- ☐Ferita in via di guarigione, senza segni di infezione
Nota per il fisioterapista
Rivalutare regolarmente mobilità, dolore e cammino. La frequenza delle sedute si adatta alla risposta del bambino e alle indicazioni chirurgiche.
Fase 3 — Rimozione dei punti, abbandono delle stampelle e cammino libero
Tempistica orientativa: Da circa 2 settimane
La finestra temporale è indicativa: il passaggio alla fase successiva dipende dai criteri elencati sotto, non dal calendario.
Obiettivi
- •Camminare regolarmente senza ausili
- •Completare il recupero dell’escursione articolare
- •Riattivare polpaccio e tibiale posteriore
Cosa si fa
- •La rimozione dei punti non autorizza da sola lavaggio, abbandono delle stampelle o carico libero. Attendere guarigione della ferita e autorizzazione al carico; ridurre gli ausili solo con cammino controllato.
- •Proseguire la mobilità attiva consentita. Mantenere mobilizzazione assistita e stretching solo se prescritti, nell’arco e alla dose già insegnati.
- •Continuare la mobilità attiva autorizzata. Il lavoro contro resistenza inizia nella fase 4, dopo il recupero richiesto e l’autorizzazione del chirurgo.
- •Esercizi di presa e mobilità delle dita mantenuti come gioco quotidiano
- •Bicicletta e nuoto (a ferita cicatrizzata) come attività aerobiche a basso impatto
Restrizioni e precauzioni
- •Corsa e salti vietati fino a 45 giorni dall’intervento
- •Evitare terreni molto irregolari e giochi con cambi di direzione bruschi
Questa fase non aggiunge altre schede. Seguire le indicazioni della fase e il programma scelto dal fisioterapista; non proseguire o aumentare automaticamente tutti gli esercizi precedenti.
Si passa alla fase successiva quando
- ☐Cammino autonomo senza stampelle e senza dolore significativo
- ☐Dorsiflessione simile al lato non operato
- ☐Assenza di gonfiore importante a fine giornata
Nota per il fisioterapista
Se la dorsiflessione resta limitata, il fisioterapista deve rivalutare la causa e i limiti consentiti prima di aumentare stretching o carico.
Fase 4 — Rinforzo, propriocezione e correzione dello schema del passo
Tempistica orientativa: Dopo la fase 3: mobilità e cammino recuperati, resistenze autorizzate
La finestra temporale è indicativa: il passaggio alla fase successiva dipende dai criteri elencati sotto, non dal calendario.
Obiettivi
- •Rinforzare il tibiale posteriore, i peronei e i muscoli intrinseci del piede
- •Recuperare l’equilibrio monopodalico
- •Normalizzare l’appoggio, riducendo il cammino sul margine esterno
Cosa si fa
- •Short foot exercise (“piede corto”): accorciare il piede avvicinando l’avampiede al tallone senza arricciare le dita, 10 ripetizioni da 5 secondi, 3 volte al giorno
- •Toe yoga: sollevare l’alluce tenendo giù le altre dita e viceversa, 10 ripetizioni per lato
- •Rinforzo del tibiale posteriore con elastico in inversione contro resistenza (prima introduzione delle resistenze), 3 serie da 15
- •Sollevamenti sulle punte (calf raises) bipodalici, poi progressivamente monopodalici, 3 serie da 10-15
- •Equilibrio su terreno fermo con occhi aperti, vicino a un appoggio stabile; superfici instabili solo con supervisione diretta professionale.
- •Cammino sui talloni e sulle punte alternato, per 10-15 metri, come gioco quotidiano
Restrizioni e precauzioni
- •Ancora niente corsa, salti e sport di squadra prima dei tempi indicati in fase 5
Gli esercizi di questa fase

7. Stretching dinamico con elastico (4 direzioni)Dopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
- •Ancora una fascia elastica (tipo TheraBand) a un supporto fisso, come la gamba di un tavolo.
- •Esegui il movimento nel senso opposto alla trazione dell’elastico: punta in su, punta in giù, verso l’interno, verso l’esterno.
- •Controlla il ritorno: la parte lenta del movimento è quella che rinforza di più.
- •Aumenta la resistenza (elastico più duro) quando l’esercizio diventa facile.
Dosaggio: 15 movimenti per direzione, ogni giorno

8. Short foot (piede corto)Dopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
- •Seduto con il piede appoggiato a terra, tallone e dita ben poggiati.
- •Avvicina l’avampiede al tallone “accorciando” il piede e sollevando l’arco, senza arricciare le dita.
- •Cerca di mantenere le dita distese e rilassate. Se si arricciano, riduci lo sforzo e fatti aiutare a ritrovare il movimento, senza considerarlo un test di un singolo muscolo.
Dosaggio: 10 ripetizioni da 5 secondi, 3 volte al giorno

9. Rinforzo del tibiale posteriore con elasticoDopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
- •Elastico ancorato lateralmente, avvolto attorno all’avampiede.
- •Porta il piede verso l’interno e in basso contro la resistenza, tenendo il ginocchio fermo.
- •Torna alla posizione di partenza lentamente, in 3 secondi.
Dosaggio: 3 serie da 15, ogni giorno

10. Sollevamenti sulle punteDopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
- •In piedi, mani appoggiate a un muro per l’equilibrio.
- •Sollevati sulle punte tenendo i talloni allineati, poi scendi lentamente in 3 secondi.
- •Il passaggio su una gamba o a resistenza maggiore si concorda con il fisioterapista, rispettando procedura, controllo e risposta al carico.
Dosaggio: 3 serie da 10-15, ogni giorno

11. Equilibrio su superficie instabileDopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
- •Solo con supervisione diretta del fisioterapista, nella fase autorizzata e dopo recupero dell’equilibrio sul piano stabile.
- •Sul cuscino o sulla tavoletta scelta tieni gli occhi aperti, il ginocchio leggermente flesso e un appoggio stabile a portata di mano.
- •Appoggia l’altro piede se perdi il controllo. Per casa usa la variante su terreno fermo già mostrata; non aggiungere occhi chiusi o perturbazioni da solo.
Dosaggio: 3 x 30 secondi per lato, ogni giorno

12. Stretching del polpaccio al muro (due posizioni)Dopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
- •Mani al muro, gamba operata indietro, tallone ben appoggiato a terra.
- •Prima posizione: ginocchio posteriore esteso (allunga il gastrocnemio).
- •Seconda posizione: ginocchio posteriore leggermente piegato (allunga il soleo).
- •Il tallone non deve mai staccarsi dal pavimento.
Dosaggio: 3 x 30 secondi per posizione, ogni giorno
Si passa alla fase successiva quando
- ☐Sollevamento sulle punte monopodalico eseguibile con tallone che si inverte
- ☐Equilibrio su un piede ≥30 secondi
- ☐Appoggio plantare più simmetrico, con riduzione del cammino sul bordo esterno
Nota per il fisioterapista
Se persiste l’appoggio sul bordo esterno, rivalutare dolore, mobilità e tolleranza dell’impianto prima di progredire. Non correggerlo con forzature passive.
Fase 5 — Ritorno a corsa, salti e sport
Tempistica orientativa: Corsa e salti vietati nei primi 45 giorni; ripresa graduale dopo il 45° giorno, con cammino normale e assenza di dolore.
La finestra temporale è indicativa: il passaggio alla fase successiva dipende dai criteri elencati sotto, non dal calendario.
Obiettivi
- •Riprendere corsa e salti in progressione
- •Tornare allo sport praticato senza dolore né gonfiore reattivo
Cosa si fa
- •Progressione corsa: cammino veloce, poi alternanza cammino/corsa lenta, quindi corsa continua su terreno regolare
- •Introduzione dei salti: saltelli sul posto bipodalici, poi monopodalici, quindi salti con cambio di direzione
- •Ripresa degli allenamenti con la squadra prima delle partite/competizioni
- •Mantenimento quotidiano di stretching del tricipite e degli esercizi per i muscoli intrinseci
Restrizioni e precauzioni
- •Interrompere la progressione se compaiono dolore al seno del tarso o gonfiore che persiste il giorno dopo
Questa fase non aggiunge altre schede. Seguire le indicazioni della fase e il programma scelto dal fisioterapista; non proseguire o aumentare automaticamente tutti gli esercizi precedenti.
Si passa alla fase successiva quando
- ☐Corsa continua di 10-15 minuti senza dolore
- ☐Salto monopodalico simmetrico rispetto al lato sano
- ☐Assenza di gonfiore il mattino successivo all’attività
Nota per il fisioterapista
Nel bambino la progressione avviene spesso spontaneamente nel gioco: il compito del fisioterapista è più di contenimento che di stimolo.
Fase 6 — Follow-up e gestione dell’impianto
Tempistica orientativa: Dal 3° mese fino alla rimozione della vite
La finestra temporale è indicativa: il passaggio alla fase successiva dipende dai criteri elencati sotto, non dal calendario.
Obiettivi
- •Mantenere la correzione ottenuta e un piede mobile
- •Monitorare la tolleranza dell’impianto
- •Programmare l’eventuale rimozione della vite
Cosa si fa
- •Controlli clinici programmati con valutazione di appoggio, dorsiflessione e dolore al seno del tarso
- •Mantenimento a lungo termine dello stretching del tricipite surale e degli esercizi di piede corto, soprattutto negli sport ad alto impatto
- •Calzature comode con contrafforte valido; plantari solo se espressamente prescritti
- •La rimozione dell’impianto non è automatica: indicazione e tempi dipendono dal tipo di impianto, dalla crescita, dai sintomi e dai controlli.
Questa fase non aggiunge altre schede. Seguire le indicazioni della fase e il programma scelto dal fisioterapista; non proseguire o aumentare automaticamente tutti gli esercizi precedenti.
Si passa alla fase successiva quando
- ☐Piede non dolente, con arco plantare mantenuto in carico
- ☐Escursione della caviglia completa e simmetrica
- ☐Attività sportiva svolta senza limitazioni
Se compaiono sintomi dopo un avanzamento
Se dopo il passaggio a una nuova fase o un aumento del carico compaiono dolore persistente, versamento o gonfiore, oppure perdita del movimento, sospendere la progressione e contattare il curante o il fisioterapista per rivedere il programma. Per i segnali d’allarme sotto riportati serve una valutazione tempestiva. Questo documento non sostituisce la valutazione clinica individuale.
Ritorno allo sport / attività completa
Sport a circa 2 mesi dall’intervento, con appoggio simmetrico e dorsiflessione recuperata.
- ☐Cammino normale, senza zoppia e senza appoggio prevalente sul bordo esterno
- ☐Dorsiflessione della caviglia simmetrica al lato controlaterale (test knee-to-wall)
- ☐Sollevamento sulle punte monopodalico x 10 ripetizioni senza dolore
- ☐Equilibrio monopodalico ≥30 secondi, anche su superficie instabile
- ☐Corsa continua 10-15 minuti e salto monopodalico simmetrico, senza dolore al seno del tarso
- ☐Assenza di gonfiore il giorno successivo al carico sportivo
Senza immobilizzazione il recupero dell’escursione è rapido: il fattore limitante è la forza dei muscoli intrinseci e del tibiale posteriore, da verificare con il sollevamento monopodalico prima dei salti.
Red flags: sospendere e contattare subito
- •Febbre, arrossamento crescente, secrezione o cattivo odore dalla ferita (sospetta infezione)
- •Dolore che aumenta invece di ridursi dopo i primi giorni, o non controllato dagli analgesici prescritti
- •Gonfiore importante che non si riduce con elevazione e ghiaccio, o polpaccio duro e dolente
- •Formicolii persistenti, intorpidimento o dita fredde, pallide o bluastre (bendaggio o gesso troppo stretto: rivolgersi subito)
- •Impossibilità progressiva a muovere la caviglia o rigidità che peggiora nonostante gli esercizi
- •Dolore elettivo e persistente al seno del tarso (davanti e sotto il malleolo esterno) che non migliora dopo il 2° mese: possibile intolleranza all’impianto
Autore: Dott. Daniele Priano, Ortopedia Pediatrica. Versione del contenuto: 9 settembre 2026.
Le tempistiche sono orientative: la progressione dipende dai criteri clinici e funzionali e dalle indicazioni del curante.
Introduzione completa e bibliografia su ortopediaevolutiva.com/riabilitazione/chirurgia-piede-piatto-artrorisi-endosenotarsica
Piede Piatto: post-operatorio dopo artrorisi endosenotarsica — Dott. Daniele Priano, Ortopedia Pediatrica · Documento informativo: non sostituisce la visita e le indicazioni del team curante.
Questo protocollo può essere utilizzato e condiviso per finalità cliniche e informative mantenendo integra l’attribuzione all’autore e alla fonte originale. La ripubblicazione o distribuzione come opera propria non è consentita.
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