Distacco Osteocondrale del Ginocchio: sintesi del frammento o microfratture
Percorso in 6 fasi dopo trattamento di una lesione osteocondrale del condilo femorale o della rotula, con le differenze sostanziali tra sintesi del frammento (si ripara cartilagine ialina nativa) e microfratture (si forma fibrocartilagine di riparazione).
Carico protetto 6-8 settimane · Corsa 4-6 mesi · Sport di contatto/pivot 9-12 mesi (sintesi) o 8-12 mesi (microfratture)
Questi documenti sono ipotesi di protocollo a scopo informativo ed educativo: non sostituiscono la prescrizione riabilitativa del singolo caso. Tempi, carichi e progressioni vanno sempre adattati al paziente, al tipo di lesione, alla tecnica chirurgica utilizzata e all’andamento clinico, in collaborazione tra chirurgo ortopedico, fisioterapista ed eventualmente fisiatra. La progressione è guidata dai criteri oggettivi raggiunti, non solo dal calendario.
La cartilagine articolare è il rivestimento liscio che permette alle superfici del ginocchio di scorrere l’una sull’altra quasi senza attrito. Quando un trauma o un’osteocondrite dissecante stacca un frammento di cartilagine insieme al suo osso sottostante, si parla di lesione (o distacco) osteocondrale: nel ginocchio le sedi più frequenti sono il condilo femorale mediale, il condilo laterale e la faccetta rotulea dopo una lussazione di rotula.
Esistono due strategie chirurgiche molto diverse, e la riabilitazione cambia di conseguenza. Nella sintesi del frammento il pezzo viene ripulito, riposizionato nella sua sede e fissato con viti o pin riassorbibili: si conserva la cartilagine ialina originale, ma bisogna aspettare che l’osso sotto il frammento si saldi come una piccola frattura. Nelle microfratture (o nanofratture) il frammento non è recuperabile: il fondo del cratere viene perforato per fare arrivare le cellule del midollo osseo, che formano un coagulo e poi un tessuto di riparazione, la fibrocartilagine, meno resistente della cartilagine originale e che matura lentamente nell’arco di 12-18 mesi.
In entrambi i casi il principio biologico è lo stesso e va spiegato bene alla famiglia: il movimento fa bene, il carico troppo precoce fa male. Il liquido articolare nutre la cartilagine solo se l’articolazione si muove, per questo la mobilizzazione inizia subito; ma la compressione a pieno peso su un frammento appena fissato o su un coagulo appena formato lo può schiacciare o staccare. Movimento presto, carico tardi.
La zona della lesione conta quanto la tecnica. Se la lesione è su un condilo (zona portante) il carico va protetto ma il ginocchio può flettersi liberamente; se è sulla rotula o sulla troclea (zona di scorrimento) il carico si può concedere prima, ma la flessione sotto carico va limitata perché è proprio la flessione a comprimere la rotula contro il femore.
Il percorso descritto qui è un’ipotesi di protocollo su 6 fasi. I tempi indicati sono minimi biologici: il passaggio di fase avviene solo quando i criteri oggettivi sono soddisfatti e, nel dubbio, prevale sempre l’indicazione del chirurgo che conosce la dimensione della lesione, la qualità della fissazione e la stabilità del frammento vista in artroscopia.
Parametri chiave
- Carico (lesione condilare)
- Sfioramento (touch-down, ~10-15 kg) per 6 settimane, poi progressione di circa 25% del peso corporeo a settimana fino al carico completo intorno alla 8ª settimana.
- Carico (lesione rotulea/trocleare)
- Carico consentito in estensione con ginocchiera bloccata a 0° per 4-6 settimane; è la flessione sotto carico a essere limitata, non il carico in sé.
- Mobilizzazione
- Passiva/CPM o kinetec dal 1° giorno: 0-30° iniziali, poi +10-15° al giorno secondo tolleranza. Obiettivo 90° a 2 settimane, ROM completo a 6-8 settimane.
- Sintesi del frammento
- Consolidazione ossea del frammento verificata con RM (o TC) tra 8 e 12 settimane prima del carico completo senza restrizioni.
- Microfratture
- Maturazione della fibrocartilagine 12-18 mesi: carico controllato più a lungo, impatto e torsioni introdotti con maggiore gradualità.
- Corsa
- Non prima di 4 mesi (sintesi con consolidazione documentata) o 5-6 mesi (microfratture), sempre con ginocchio asciutto e quadricipite ≥80%.
- Ritorno allo sport
- Sport di pivot/contatto 9-12 mesi, con batteria di test superata e assenza di versamento dopo carico progressivo.
Che cosa fa l’intervento
Sintesi del frammento o microfratture: che cosa cambia davvero
Le due tecniche hanno obiettivi biologici diversi e questo si riflette su carico, tempi e ritorno allo sport. Non esiste una tecnica migliore in assoluto: la scelta dipende dalla dimensione della lesione, dallo stato del frammento e dall’età del paziente.
| Sintesi del frammento | Microfratture / nanofratture | |
|---|---|---|
| Obiettivo biologico | Conservare la cartilagine ialina nativa e far consolidare l’osso sotto il frammento, come una piccola frattura. | Stimolare il midollo osseo a produrre un tessuto di riparazione (fibrocartilagine) che ricopra il difetto. |
| Indicazione tipica | Frammento integro, di dimensioni adeguate, con osso sottostante recuperabile; frequente nell’osteocondrite dissecante del ragazzo. | Frammento frammentato, degenerato o assente; lesioni in genere piccole (indicativamente <2 cm²). |
| Carico | Sfioramento per circa 6 settimane, poi progressione fino al carico completo verso l’8ª settimana, dopo verifica della consolidazione. | Carico protetto per 6-8 settimane per non schiacciare il coagulo, con progressione simile ma guidata dai sintomi. |
| Movimento precoce | Mobilizzazione passiva subito: nutre la cartilagine e previene le aderenze. | Mobilizzazione passiva ancora più importante: il movimento modella il tessuto di riparazione in formazione. |
| Tempi di maturazione | Consolidazione ossea in 8-12 settimane; la cartilagine sopra è già matura perché è quella originale. | La fibrocartilagine matura in 12-18 mesi: la superficie resta vulnerabile a lungo. |
| Qualità del tessuto finale | Cartilagine ialina, cioè quella "vera", con le migliori proprietà meccaniche se il frammento guarisce. | Fibrocartilagine, meno elastica e meno resistente all’usura nel lungo periodo. |
| Ritorno allo sport | In genere 9-12 mesi negli sport di pivot, con conferma radiologica della guarigione. | 8-12 mesi con progressione dell’impatto più graduale; risultati migliori nelle lesioni piccole e nei pazienti giovani. |
| Rischio principale | Mancata consolidazione o mobilizzazione del frammento se il carico viene anticipato. | Riempimento incompleto del difetto e deterioramento del tessuto nel tempo, soprattutto nelle lesioni ampie. |
Esistono altre opzioni (innesti osteocondrali, membrane, trapianti autologhi di condrociti) che seguono protocolli specifici: qui sono descritte le due tecniche più frequenti nel paziente giovane.
La linea del tempo del carico
Progressione del movimento
Le tappe in sintesi
- Giorno 1CPM 0-30°, estensione completa, sfioramento
- 2 settimaneFlessione 90°, versamento controllato
- 6 settimaneInizio progressione del carico
- 8-12 settimaneCarico completo dopo controllo RM
- 3-5 mesiForza ≥80%, controllo monopodalico
- 4-8 mesiCorsa e pliometria
- 9-12 mesiRitorno allo sport con test superati
Le fasi del percorso
Fase 1 — Protezione del frammento e del coagulo
Giorni 0-14
Obiettivi
- •Proteggere la riparazione: nessuna compressione sulla zona trattata
- •Ottenere e mantenere l’estensione completa (0°)
- •Ridurre versamento e dolore, riattivare il quadricipite
Cosa si fa
- •Mobilizzazione passiva continua (kinetec/CPM) 2-4 ore al giorno frazionate, o mobilizzazione passiva manuale se il CPM non è disponibile: 0-30° in prima giornata, poi incrementi di 10-15° al giorno secondo tolleranza
- •Crioterapia e compressione 15-20 minuti, 4-6 volte al giorno; arto elevato sopra il livello del cuore quando si è seduti o sdraiati
- •Isometriche del quadricipite (quad set) e mobilizzazione della rotula in tutte le direzioni per evitare aderenze
- •Cammino con due stampelle rispettando rigorosamente il carico prescritto: la punta appoggia solo per l’equilibrio, non per sostenere il peso
- •Contrazioni di caviglia e glutei, esercizi per l’arto sano e per il tronco per mantenere la condizione generale
Restrizioni e precauzioni
- •Nessun carico oltre lo sfioramento nelle lesioni condilari
- •Nessuna flessione sotto carico nelle lesioni rotulee/trocleari
- •Nessuna contrazione attiva del quadricipite a catena cinetica aperta con resistenza
- •Evitare di stare seduti a lungo con il ginocchio flesso e il piede penzoloni (favorisce il gonfiore)
Criteri per passare alla fase successiva
- ☐Estensione attiva completa (0°) senza deficit di sollevamento della gamba tesa
- ☐Flessione almeno 60-90° in passivo
- ☐Versamento in riduzione, ferite asciutte
- ☐Uso corretto e sicuro delle stampelle, anche sulle scale
Nota per il fisioterapista
Il deficit di estensione delle prime settimane è la complicanza più difficile da recuperare: prona la gamba fuori dal lettino con il tallone appoggiato per 10 minuti, 3-4 volte al giorno, è il singolo esercizio con il miglior rapporto costo/beneficio in questa fase.
Fase 2 — Recupero del movimento a carico protetto
Settimane 2-6
Obiettivi
- •ROM 0-120° entro la 6ª settimana
- •Controllo attivo del quadricipite senza ritardo di attivazione
- •Mantenere il trofismo muscolare senza caricare la lesione
Cosa si fa
- •Mobilizzazione attiva assistita e passiva quotidiana, scivolamenti del tallone al muro, bicicletta senza resistenza (sella alta) quando la flessione supera i 100-105°
- •Elettrostimolazione del quadricipite (NMES) associata alla contrazione volontaria se persiste inibizione
- •Rinforzo a catena cinetica chiusa in scarico o in acqua (idroterapia dopo la guarigione delle ferite), esercizi per anca e core
- •Progressione del carico solo se prescritta: aumento di circa il 25% del peso corporeo a settimana, con bilancia pesapersone come feedback
Restrizioni e precauzioni
- •Niente squat oltre 30-45° nelle lesioni rotulee/trocleari
- •Niente leg extension con carichi, niente step, niente affondi
- •Nessuna torsione del ginocchio in carico
Criteri per passare alla fase successiva
- ☐ROM 0-120° o comunque simmetrico entro 15°
- ☐Contrazione del quadricipite ben visibile con sollevamento della gamba tesa senza ritardo
- ☐Nessun aumento di versamento nelle 24 ore successive alle sedute
- ☐Carico raggiunto secondo la tabella prescritta
Nota per il fisioterapista
Nelle lesioni rotulee, l’angolo di sicurezza dipende dalla sede della lesione: lesioni distali della rotula sono compresse a 20-30°, lesioni prossimali a 60-90°. Chiedere al chirurgo l’arco di flessione da evitare invece di applicare una regola generica.
Fase 3 — Transizione al carico completo
Settimane 6-12
Obiettivi
- •Abbandono delle stampelle con cammino simmetrico
- •Forza del quadricipite ≥60-70% del controlaterale
- •Verifica radiologica della guarigione (sintesi) o della copertura del difetto (microfratture)
Cosa si fa
- •Svezzamento progressivo dalle stampelle: prima una sola stampella dal lato opposto, poi cammino libero, solo se non compare zoppia
- •Rinforzo a catena cinetica chiusa: mini-squat 0-45°, leg press bipodalica a basso carico, ponte glutei, step-up bassi
- •Propriocezione bipodalica e poi monopodalica su superficie stabile
- •Cyclette con resistenza progressiva, nuoto a stile libero (evitare la rana per le prime 12 settimane)
- •RM di controllo tra 8 e 12 settimane nelle sintesi, per confermare la consolidazione prima di liberare il carico
Restrizioni e precauzioni
- •Nessuna corsa, nessun salto, nessun cambio di direzione
- •Evitare squat profondi e affondi profondi
Criteri per passare alla fase successiva
- ☐Cammino senza zoppia e senza ausili per almeno 20 minuti
- ☐ROM completo e simmetrico
- ☐Ginocchio asciutto: nessun versamento dopo attività quotidiana
- ☐Quadricipite ≥60-70% al dinamometro o test isometrico comparativo
Fase 4 — Rinforzo e controllo neuromuscolare
Mesi 3-5
Obiettivi
- •Forza quadricipite e ischiocrurali ≥80%
- •Controllo dell’asse dell’arto in monopodalico (niente valgo dinamico)
- •Preparare il ginocchio all’impatto
Cosa si fa
- •Rinforzo progressivo: squat, leg press monopodalica, step-down, affondi controllati, ponte monopodalico
- •Lavoro eccentrico del quadricipite e catena posteriore (nordic hamstring adattato all’età)
- •Propriocezione su superfici instabili, dual task, perturbazioni
- •Condizionamento cardiovascolare senza impatto: bici, ellittica, nuoto, corsa in acqua alta
- •Nelle microfratture: introdurre il carico ciclico progressivo (camminata veloce, salite) prima dell’impatto vero e proprio
Restrizioni e precauzioni
- •Impatto e pliometria solo al superamento dei criteri della fase
- •Attenzione al dolore profondo e al versamento tardivo: sono segnali di sovraccarico della zona riparata
Criteri per passare alla fase successiva
- ☐Forza quadricipite ≥80% del controlaterale
- ☐Step-down da 20 cm eseguito con controllo del ginocchio, senza valgo e senza dolore
- ☐Nessun versamento dopo 48 ore da una seduta intensa
- ☐Camminata veloce di 30 minuti e salita/discesa scale senza dolore
Nota per il fisioterapista
Il versamento è il termometro della cartilagine: se compare gonfiore dopo un carico nuovo, quel carico era eccessivo. Ridurre di un livello e riproporlo dopo 5-7 giorni, invece di sospendere tutto.
Fase 5 — Corsa, impatto e pliometria
Mesi 4-8 (sintesi) / 5-9 (microfratture)
Obiettivi
- •Corsa continuativa senza sintomi né versamento
- •Assorbimento dell’impatto simmetrico nei salti
- •Forza ≥90%
Cosa si fa
- •Programma di ritorno alla corsa a intervalli (cammino/corsa) su superficie regolare, progressione del 10% settimanale di volume
- •Pliometria in progressione: doppio appoggio in scarico parziale, doppio appoggio completo, monopodalico, salti con atterraggio controllato
- •Agilità lineare, poi cambi di direzione ampi e infine stretti
- •Rinforzo mantenuto 2-3 volte a settimana in parallelo al lavoro sul campo
Restrizioni e precauzioni
- •Niente contatto, niente gesti sport-specifici a piena intensità
- •Sospendere l’impatto se compare versamento o dolore che dura oltre 24 ore
Criteri per passare alla fase successiva
- ☐Corsa continua 20-30 minuti senza dolore e senza gonfiore il giorno dopo
- ☐Hop test in progressione con LSI ≥85-90%
- ☐Atterraggio da un gradino con ginocchio allineato, ammortizzato e simmetrico
- ☐Forza quadricipite e ischiocrurali ≥90%
Fase 6 — Ritorno allo sport e mantenimento
Mesi 8-12 e oltre
Obiettivi
- •Ritorno graduale agli allenamenti completi e poi alla gara
- •Protezione a lungo termine della cartilagine
Cosa si fa
- •Reinserimento progressivo: allenamento parziale senza contatto → allenamento completo → spezzone di gara → gara
- •Programma neuromuscolare preventivo mantenuto tutto l’anno (tipo FIFA 11+ o equivalente)
- •Controllo del peso corporeo, gestione dei carichi settimanali, evitare doppie sessioni ad alto impatto ravvicinate
- •Controllo clinico e, se indicato, RM a 12 mesi nelle lesioni ampie o nelle microfratture
Criteri per passare alla fase successiva
- ☐Batteria di test superata con LSI ≥90% su tutti gli item
- ☐Nessun versamento e nessun dolore nelle 4 settimane precedenti
- ☐Autorizzazione del chirurgo, con imaging coerente nei casi di lesione ampia
- ☐Fiducia soggettiva nel ginocchio (ACL-RSI o scala analogica ≥8/10)
Ritorno allo sport / attività completa
Sport senza contatto 6-8 mesi; sport di pivot e contatto 9-12 mesi. Le microfratture richiedono in genere una progressione dell’impatto più lenta perché la fibrocartilagine matura fino a 12-18 mesi.
- ☐Forza quadricipite e ischiocrurali con LSI ≥90% (dinamometro o test isometrico comparabile)
- ☐Batteria di hop test (single hop, triple hop, crossover, 6 m timed) con LSI ≥90%
- ☐Assenza di versamento nelle 4 settimane precedenti, anche dopo carichi elevati
- ☐Atterraggio bipodalico e monopodalico senza valgo dinamico (drop jump valutato in video)
- ☐Assenza di dolore profondo o di scrosci dolorosi durante squat e discesa scale
- ☐IKDC soggettivo o KOOS-Sport ≥90 e fiducia soggettiva adeguata
Nel paziente in crescita con osteocondrite dissecante il criterio radiologico è dirimente: la ripresa dell’impatto va autorizzata solo con segni di guarigione della lesione. Nei casi di lesione ampia (>2-3 cm²) o in sede portante è ragionevole consigliare una scelta sportiva a minore impatto articolare a lungo termine.
Red flags: sospendere e contattare subito
- •Blocco articolare improvviso o sensazione di corpo che si muove dentro il ginocchio (possibile distacco o mobilizzazione del frammento)
- •Versamento che ricompare dopo ogni seduta o che non si riduce in 48 ore
- •Dolore profondo, sordo, che aumenta con il carico e non passa con il riposo
- •Perdita improvvisa dell’estensione raggiunta
- •Febbre, rossore, calore locale o secrezione dalla ferita (sospetta infezione)
- •Dolore e gonfiore al polpaccio, dolore toracico o affanno (sospetta trombosi venosa profonda o embolia)
Linee guida e letteratura di riferimento
- Chahla J et al. Osteochondritis Dissecans of the Knee: Current Concepts Review. Orthop J Sports Med.
- Andrade R et al. Return to sport following cartilage repair of the knee: a systematic review. Br J Sports Med 2016.
- Mithoefer K et al. Guidelines for the Design and Conduct of Clinical Studies in Knee Articular Cartilage Repair / Return to sport after articular cartilage repair. Am J Sports Med.
- ROCK Study Group (Research in OsteoChondritis of the Knee) — classification and treatment algorithms.
- Edmonds EW, Polousky J. A review of knowledge in osteochondritis dissecans. Clin Orthop Relat Res 2013.
Gli esercizi chiave, passo per passo
Ogni esercizio appartiene a una fase precisa: non vanno anticipati. Il dosaggio è indicativo e va adattato dal fisioterapista.

1. Contrazione isometrica del quadricipite (quad set)
Dal 1° giorno
- •Sdraiati sulla schiena con la gamba distesa e un asciugamano arrotolato sotto la caviglia.
- •Spingi il ginocchio verso il basso contraendo la coscia, come se volessi schiacciare il lettino.
- •Il tallone si solleva leggermente: significa che stai raggiungendo l’estensione completa.
Dosaggio: 10 contrazioni da 5 secondi, 4-6 volte al giorno

2. Sollevamento della gamba tesa
Dal 1°-2° giorno
- •Sdraiato sulla schiena, contrai prima la coscia fino a bloccare il ginocchio dritto.
- •Solleva la gamba tesa di circa 30 cm, mantieni 3 secondi e scendi lentamente.
- •Se il ginocchio si piega mentre sollevi, il quadricipite non è ancora pronto: torna al quad set.
Dosaggio: 3 serie da 10, 2 volte al giorno

3. Attivazione del vasto mediale
Settimane 1-6
- •Seduto con un cuscino sotto il ginocchio leggermente piegato.
- •Estendi il ginocchio spingendo il tallone in avanti, senza sollevare la coscia dal cuscino.
- •Concentrati sul muscolo a goccia sopra la parte interna del ginocchio.
Dosaggio: 3 serie da 12, 1-2 volte al giorno

4. Progressione del carico con la bilancia
Fase di svezzamento dalle stampelle
- •Appoggia il piede operato su una bilancia pesapersone, in piedi tra le stampelle.
- •Impara che cosa significano 20 kg, 40 kg, metà del tuo peso: memorizza la sensazione.
- •Aumenta di un livello a settimana, solo se non compaiono dolore e gonfiore.
Dosaggio: 5 minuti al giorno di allenamento al carico

5. Mini-squat 0-45°
Dalla fase di carico completo
- •In piedi, piedi alla larghezza delle anche, peso distribuito equamente sui due piedi.
- •Piega le ginocchia fino a circa 45°, tenendo le ginocchia allineate sopra i piedi.
- •Risali spingendo con i talloni, senza far cadere il ginocchio verso l’interno.
Dosaggio: 3 serie da 12, 3-4 volte a settimana

6. Ponte glutei
Dalla 2ª settimana
- •Sdraiato sulla schiena, ginocchia piegate, piedi appoggiati a terra.
- •Solleva il bacino contraendo i glutei, fino ad allineare spalle-anca-ginocchio.
- •Scendi lentamente senza inarcare la schiena.
Dosaggio: 3 serie da 12-15, a giorni alterni

7. Equilibrio su una gamba
Dalla fase di carico completo
- •In piedi su una gamba, ginocchio leggermente flesso, sguardo avanti.
- •Progredisci così: occhi aperti → occhi chiusi → superficie morbida → lancio di una palla.
- •Il bacino deve restare orizzontale: se si abbassa da un lato, il gluteo medio è debole.
Dosaggio: 3 x 30 secondi per lato, ogni giorno

8. Step-down controllato
Fase di rinforzo (dal 3° mese)
- •In piedi su un gradino di 15-20 cm, sull’arto operato.
- •Scendi lentamente con l’altro piede, sfiorando il pavimento con il tallone, in 3 secondi.
- •Il ginocchio d’appoggio deve restare allineato sopra il piede: se cade all’interno, abbassa il gradino.
Dosaggio: 3 serie da 8-10 per lato, 3 volte a settimana

9. Condizionamento a basso impatto
Tutte le fasi intermedie
- •Cyclette con sella alta e resistenza minima, nuoto (evitando la rana nelle prime settimane), ellittica.
- •Servono a mantenere la condizione generale senza comprimere la zona riparata.
- •Il criterio è sempre lo stesso: nessun gonfiore il giorno dopo.
Dosaggio: 20-30 minuti, 3-5 volte a settimana

10. Pliometria progressiva
Fase di impatto
- •Inizia con saltelli sul posto a due piedi, atterrando morbido con ginocchia piegate.
- •Progredisci a salti avanti-indietro, laterali, poi su una gamba sola.
- •L’atterraggio deve essere silenzioso: il rumore indica un ammortizzamento insufficiente.
Dosaggio: 2-3 serie da 10-20 contatti, 2-3 volte a settimana
Domande frequenti
Perché posso piegare il ginocchio ma non appoggiare il piede?
Perché il movimento e il carico fanno cose diverse. Il movimento fa circolare il liquido articolare che nutre la cartilagine e impedisce le aderenze; il carico invece schiaccia la zona riparata. Nelle prime settimane si vuole il primo senza il secondo.
La fibrocartilagine è "peggiore" della cartilagine normale?
È un tessuto di riparazione: copre il difetto e in molti pazienti funziona bene per anni, ma è meno elastica e meno resistente all’usura della cartilagine ialina. Per questo dopo microfratture si è più prudenti con impatto e torsioni e si evita di anticipare i tempi.
Serve davvero la macchina per il movimento passivo (kinetec)?
È utile ma non indispensabile: l’obiettivo è che il ginocchio si muova molte volte al giorno in scarico. Se il kinetec non è disponibile, si ottiene lo stesso risultato con mobilizzazione passiva manuale e scivolamenti del tallone ripetuti più volte al giorno.
Mio figlio può fare educazione fisica a scuola?
Nei primi 3-4 mesi va esonerato dalle attività con corsa, salti e giochi di squadra. Può partecipare con compiti alternativi (arbitraggio, esercizi per arti superiori) e rientrare gradualmente quando la fase di impatto è stata superata con criteri soddisfatti.
Il gonfiore che compare la sera è normale?
Un lieve gonfiore serale nelle prime settimane è comune. Diventa un segnale di allarme quando aumenta di giorno in giorno, quando compare dopo ogni seduta o quando non si riduce entro 24-48 ore con ghiaccio ed elevazione: in quel caso il carico della settimana è eccessivo e va ridotto di un livello.
Posso fare fisioterapia solo una volta a settimana?
La seduta con il fisioterapista serve a impostare, correggere e progredire. Il risultato però dipende dagli esercizi svolti a casa ogni giorno: un programma domiciliare quotidiano, anche breve, vale più di una seduta settimanale isolata.
Distacco Osteocondrale del Ginocchio: sintesi del frammento o microfratture — Dott. Daniele Priano, Ortopedia Pediatrica · ortopediaevolutiva.com/riabilitazione/distacco-osteocondrale-ginocchio · Documento informativo: non sostituisce la visita e le indicazioni del team curante.
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Email: daniele.priano@ortopediaevolutiva.com