Ricostruzione del LCA con cartilagini di crescita aperte
Percorso pediatrico adattato a maturazione, tecnica chirurgica e crescita residua.
Nei giovani adolescenti sport con pivot in genere non prima di 12 mesi, con controllo di funzione e crescita.
Per il fisioterapista: adattare esercizi, dose e progressione a lesione o procedura, protezioni, carico e movimento consentiti; verificare i criteri clinici, non solo il tempo trascorso.
Ambito e prima di iniziare
Questo percorso riguarda pazienti con cartilagini di crescita aperte. Tecniche all-epiphyseal, transfisarie, ibride o extra-fisarie e interventi associati richiedono protezioni diverse; all-inside da solo non indica se la fisi è attraversata. Famiglia e fisioterapista devono avere istruzioni scritte su carico, tutore, movimento e sorveglianza della crescita.
Tecnica e protezione
Registrare tecnica, innesto, fissazione e procedure associate. Carico, tutore e limiti iniziali di movimento (ROM) seguono il verbale operatorio, senza schema pediatrico unico.
Età e progressione
Adattare esercizi e prove alla maturazione; nei più piccoli hop massimali e punteggi adulti non sono requisiti universali.
Crescita
Controllare asse e lunghezza degli arti durante la crescita secondo il piano del chirurgo; nuovi cambiamenti richiedono rivalutazione.
Il foglio dell’intervento indica quanto il ragazzo può caricare e piegare il ginocchio. Se nella scheda mancano carico o movimenti consentiti, chiedi di completarli prima di iniziare.
Gli esercizi crescono con forza e controllo; un test da solo non decide il ritorno.
Per gli sport con cambi di direzione servono tempo, allenamento completo e controllo della crescita.
Fasi del percorso ed esercizi illustrati
Gli esercizi sono nella fase dalla quale possono essere presi in considerazione, con istruzioni e precauzioni. Il fisioterapista li seleziona per il piano individuale: il protocollo completo non prescrive di eseguirli tutti.
Rispettare i tempi minimi e le protezioni indicati per la procedura. Il tempo trascorso da solo non autorizza il passaggio: il team curante verifica i criteri clinici.
Preparazione preoperatoria (prehabilitation)
Orientativamente 2-6 settimane prima dell’intervento, quando il ginocchio lo consente: durata e necessità dipendono dal quadro clinico, non esiste un minimo obbligatorio.
Obiettivi
Estensione completa o simmetrica rispetto al ginocchio non operato.
Flessione pressoché completa.
Versamento minimo (ginocchio "asciutto").
Cammino senza zoppia significativa, possibilmente senza stampelle.
Buon controllo e attivazione volontaria del quadricipite, senza extension lag.
Recupero di forza compatibile con il quadro clinico dell’arto infortunato.
Educazione su tutore, stampelle, carico consentito e prime fasi post-operatorie.
Piano di preparazione
Controllo del versamento e del dolore (ghiaccio, elevazione, gestione del carico).
Educazione pratica su tutore, stampelle, carico consentito e obiettivi delle prime settimane.
Programma domiciliare quotidiano, integrato alle sedute con il fisioterapista.
Precauzioni
Ginocchio bloccato o lesione meniscale a manico di secchio: la chirurgia non va rinviata per completare settimane di prehabilitation.
Lesioni associate che richiedono un trattamento tempestivo (lesioni condrali o osteocondrali riparabili, lesioni multilegamentose, fratture).
Episodi ripetuti di cedimento: non sono un automatismo chirurgico, ma possono rendere opportuno anticipare la decisione operatoria, soprattutto se limitano la vita quotidiana o espongono a nuove lesioni meniscali o condrali.
Criteri verificati dal curante
Estensione completa o simmetrica e flessione pressoché completa.
Ginocchio asciutto o con versamento minimo stabile.
Cammino fluido, senza zoppia di scarico.
Contrazione del quadricipite efficace, senza extension lag allo straight leg raise.
Il ragazzo e la famiglia sanno usare stampelle e tutore e conoscono le prime settimane post-operatorie.
Quando serve la preparazione
Quando il quadro clinico e il timing chirurgico lo consentono, la fase preoperatoria è parte integrante del percorso, non una nota accessoria.
È particolarmente utile con ginocchio ancora gonfio, rigido, con deficit di estensione o con quadricipite inibito dopo il trauma.
Si svolge con il fisioterapista, con un programma domiciliare quotidiano concordato.
Nel paziente in crescita la preparazione include anche l’educazione della famiglia sul percorso post-operatorio e sul follow-up della crescita.
Preparazione a casa e a scuola
Organizza gli spostamenti a casa: percorsi liberi, tappeti rimossi, oggetti utili ad altezza di mano.
Prepara ghiaccio, cuscino per il rialzo del tallone, abbigliamento comodo e le stampelle già regolate.
Avvisa la scuola o la società sportiva: prevedi assenza, esonero temporaneo e modalità di rientro graduale.
Concorda in anticipo con il fisioterapista la prima seduta post-operatoria.
La preparazione preoperatoria può migliorare forza e funzione prima dell’intervento e facilitare il recupero iniziale dopo la ricostruzione. Non è una garanzia di risultato finale: il percorso post-operatorio resta determinante. Dosaggi e durata sono indicativi e vanno adattati dal fisioterapista.
Contrazione isometrica del quadricipite (quad set)
Orientativamente 2-6 settimane prima dell’intervento, quando il ginocchio lo consente: durata e necessità dipendono dal quadro clinico, non esiste un minimo obbligatorio.
Sdraiato, ginocchio disteso in posizione neutra sul piano; se serve un feedback propriocettivo puoi mettere un piccolo asciugamano arrotolato sotto il ginocchio.
Contrai il quadricipite spingendo la parte posteriore del ginocchio verso il piano, mantieni e rilascia lentamente.
Cerca una contrazione visibile e globale del quadricipite, senza trattenere il respiro.
Dose e progressione: Indicativo: 10 contrazioni da 5 secondi, 2-3 volte al giorno. Da adattare con il fisioterapista.
Straight leg raise (solo se non c’è extension lag)
Orientativamente 2-6 settimane prima dell’intervento, quando il ginocchio lo consente: durata e necessità dipendono dal quadro clinico, non esiste un minimo obbligatorio.
Prima contrai il quadricipite e blocca il ginocchio in estensione completa.
Solleva l’arto teso di circa 30 cm mantenendo il ginocchio dritto, poi appoggialo lentamente.
Se il ginocchio cede in flessione durante il sollevamento (extension lag), sospendi e lavora prima sul quad set.
Dose e progressione: Indicativo: 2-3 serie da 8-10 ripetizioni. Da adattare con il fisioterapista.
Recupero dell’estensione con tallone sollevato
Orientativamente 2-6 settimane prima dell’intervento, quando il ginocchio lo consente: durata e necessità dipendono dal quadro clinico, non esiste un minimo obbligatorio.
Sdraiato, appoggia solo il tallone su un rialzo basso lasciando il ginocchio libero nel vuoto.
Lascia che il ginocchio scenda per gravità, rilassando la coscia; puoi aggiungere una contrazione leggera del quadricipite.
Non forzare e non applicare spinte brusche sul ginocchio: l’estensione si recupera con tempo e rilassamento.
Dose e progressione: Indicativo: 3-5 minuti, più volte al giorno se ben tollerato.
Heel slides / flessione attiva-assistita
Orientativamente 2-6 settimane prima dell’intervento, quando il ginocchio lo consente: durata e necessità dipendono dal quadro clinico, non esiste un minimo obbligatorio.
Sdraiato, fai scivolare il tallone verso il gluteo mantenendo il piede a contatto con il piano.
Puoi aiutarti con le mani o con un asciugamano attorno alla gamba, restando nel range non doloroso.
Torna lentamente alla posizione di partenza recuperando l’estensione completa.
Dose e progressione: Indicativo: 10-15 ripetizioni, 2-3 volte al giorno.
Mini squat o sit-to-stand nel range tollerato
Orientativamente 2-6 settimane prima dell’intervento, quando il ginocchio lo consente: durata e necessità dipendono dal quadro clinico, non esiste un minimo obbligatorio.
In piedi, piega le ginocchia solo nel range non doloroso (in genere entro 45-60°), mantenendo il ginocchio allineato al piede.
In alternativa alzati e siediti da una sedia con altezza confortevole, distribuendo il peso su entrambe le gambe.
Evita il cedimento in valgo del ginocchio e la torsione del busto.
Dose e progressione: Indicativo: 2-3 serie da 8-12 ripetizioni, a giorni alterni o secondo indicazione.
Ponte
Orientativamente 2-6 settimane prima dell’intervento, quando il ginocchio lo consente: durata e necessità dipendono dal quadro clinico, non esiste un minimo obbligatorio.
Supino, ginocchia piegate e piedi appoggiati alla larghezza delle anche.
Solleva il bacino contraendo i glutei, senza inarcare la schiena, poi scendi lentamente.
Dose e progressione: Indicativo: 2-3 serie da 10-12 ripetizioni.
Equilibrio monopodalico (solo se sicuro)
Orientativamente 2-6 settimane prima dell’intervento, quando il ginocchio lo consente: durata e necessità dipendono dal quadro clinico, non esiste un minimo obbligatorio.
In piedi vicino a un appoggio, carica su una gamba mantenendo ginocchio leggermente flesso e bacino livellato.
Interrompi se compaiono dolore, sensazione di cedimento o instabilità.
Dose e progressione: Indicativo: 3-5 tenute da 20-30 secondi per lato.
Cyclette
Orientativamente 2-6 settimane prima dell’intervento, quando il ginocchio lo consente: durata e necessità dipendono dal quadro clinico, non esiste un minimo obbligatorio.
Da introdurre quando il ROM e il dolore lo consentono: regola la sella alta se la flessione è ancora limitata.
Pedalata continua a bassa resistenza, senza dolore e senza aumento del versamento nelle ore successive.
Dose e progressione: Indicativo: 10-20 minuti, secondo tolleranza.
Addestramento a stampelle e carico
Orientativamente 2-6 settimane prima dell’intervento, quando il ginocchio lo consente: durata e necessità dipendono dal quadro clinico, non esiste un minimo obbligatorio.
Prova le stampelle prima dell’intervento, con l’altezza regolata e il carico indicato dal chirurgo.
Esercitati su piano, scale e ingresso di casa, con qualcuno che ti assiste.
Impara anche a sederti, alzarti e spostarti in bagno rispettando le restrizioni di carico previste.
Dose e progressione: Almeno una sessione di addestramento prima del ricovero; ripetere finché il gesto è sicuro.
Fase 1 · Protezione e famiglia
Prime settimane, secondo tecnica
Obiettivi
Ridurre versamento e recuperare l’estensione consentita.
Attivare il quadricipite.
Piano fisioterapico
Contrazioni isometriche del quadricipite entro i limiti scritti; sollevamento della gamba solo se consentito e senza cedimento.
Insegnare a ragazzo e famiglia uso sicuro di ausili e tutore.
Precauzioni
Niente carico o flessione oltre i limiti operatori; niente torsioni.
Criteri che il curante verifica prima del passaggio
Versamento in calo e controllo del quadricipite in miglioramento.
Cammino sicuro con carico e ausili consentiti.
Opzioni di esercizio illustrate
Contrazione isometrica del quadricipite (quad set)
Solo quando il gesto è autorizzato nella fase indicata, rispettando carico e movimento prescritti.
Sdraiati sulla schiena con la gamba appoggiata e il ginocchio nell’estensione autorizzata.
Contrai la parte anteriore della coscia senza sollevare la gamba o forzare il ginocchio. Usa il piccolo supporto sotto il ginocchio solo se mostrato dal fisioterapista.
Mantieni brevemente la contrazione e rilassa. Il sollevamento del tallone non è un obiettivo né una prova di estensione completa.
Dose e progressione: Segui serie, ripetizioni o durata, pause e frequenza scritte nella tua scheda. Fermati prima di perdere il controllo del gesto; non ricavare la dose dalla figura.
Sollevamento della gamba distesa
Se mobilità e attivazione sono autorizzate e riesci a mantenere il ginocchio disteso senza cedimento; prima prova con il fisioterapista.
Sdraiato, sistema l’altra gamba nell’arco consentito e mantieni quella da esercitare nella posizione indicata; se entrambi i lati sono trattati, rispettane i rispettivi limiti.
Attiva la coscia e solleva poco la gamba, mantenendo il ginocchio disteso; riappoggiala lentamente.
Se il ginocchio si piega durante il sollevamento, torna alla sola contrazione a gamba appoggiata. Niente cavigliere; non rimuovere un tutore senza permesso.
Dose e progressione: Segui serie, ripetizioni o durata, pause e frequenza scritte nella tua scheda. Fermati prima di perdere il controllo del gesto; non ricavare la dose dalla figura.
Fase 2 · Movimento e forza
Dopo la protezione iniziale, secondo i controlli
Obiettivi
Recuperare movimento e cammino.
Costruire forza e controllo adatti all’età.
Piano fisioterapico
Rinforzo dinamico con squat parziali, anca e tronco solo nei range e nel carico autorizzati.
Equilibrio prima con appoggio sicuro, poi su una gamba e con compiti di coordinazione adatti alla maturazione.
Precauzioni
La scomparsa del dolore non autorizza salti o cambi di direzione.
Criteri che il curante verifica prima del passaggio
Movimento e cammino migliorati senza versamento reattivo.
Forza in progresso e controllo monopodalico adatto all’età.
Opzioni di esercizio illustrate
Mini-squat alla parete
Solo dopo autorizzazione al carico completo e al rinforzo; usare l’arco scelto dal fisioterapista.
Con la schiena alla parete come in figura, posiziona i piedi leggermente avanti e mantieni il carico autorizzato.
Scivola poco verso il basso, entro l’arco indicato dal fisioterapista, con le ginocchia orientate come i piedi.
Risali lentamente. Non cercare la profondità mostrata se supera il tuo limite prescritto.
Dose e progressione: Segui serie, ripetizioni o durata, pause e frequenza scritte nella tua scheda. Fermati prima di perdere il controllo del gesto; non ricavare la dose dalla figura.
Ponte a due gambe
Quando sono consentiti flessione del ginocchio, appoggio e spinta attraverso entrambi i piedi. Non è un esercizio da scarico completo.
Sdraiato sulla schiena con ginocchia piegate nell’arco consentito e piedi ben appoggiati.
Solleva lentamente il bacino contraendo i glutei, senza inarcare la schiena o cercare più altezza.
Riappoggia con controllo. Niente ponte a una gamba, pesi sul bacino o appoggio sui soli avampiedi senza nuova indicazione.
Dose e progressione: Segui serie, ripetizioni o durata, pause e frequenza scritte nella tua scheda. Fermati prima di perdere il controllo del gesto; non ricavare la dose dalla figura.
Equilibrio sul piano stabile
Dopo autorizzazione al carico completo e all’appoggio su una gamba; prima prova con il fisioterapista.
Su terreno fermo e con occhi aperti, solleva leggermente l’altro piede, mantenendo il bacino orizzontale.
Tieni una mano su un appoggio stabile come in figura; un adulto deve poter aiutare il bambino.
Appoggia il piede libero prima di perdere il controllo. Non aggiungere cuscini, occhi chiusi o perturbazioni.
Dose e progressione: Segui serie, ripetizioni o durata, pause e frequenza scritte nella tua scheda. Fermati prima di perdere il controllo del gesto; non ricavare la dose dalla figura.
Fase 3 · Corsa e impatto guidati
Nei mesi successivi, quando i criteri sono raggiunti
Obiettivi
Tollerare corsa lineare e poi impatto progressivo.
Piano fisioterapico
Prima della corsa: movimento recuperato, niente versamento; valutare forza quadricipitale con prove adatte alla maturazione (dinamometria se affidabile), annotando i valori dei due arti. Verificare step-down e controllo monopodalico; nei prepuberi interpretare con cautela la simmetria strumentale. Rispettare la protezione operatoria: la soglia Aspetar adulta non si trasferisce automaticamente.
Introdurre atterraggi e poi salti semplici solo con movimento, forza e controllo adeguati e senza reazione articolare; usare prove adatte all'età.
Precauzioni
Niente gara, contatto o pivot imprevisto.
Criteri che il curante verifica prima del passaggio
Movimento recuperato, versamento assente o minimo e forza adeguata.
Corsa e impatto controllati senza peggioramento successivo.
Opzioni di esercizio illustrate
Discesa controllata dal gradino
Dopo aver recuperato una salita controllata e ricevuto l’autorizzazione al lavoro eccentrico su una gamba; non deriva automaticamente dal via libera al cammino.
Sul gradino basso, resta appoggiato alla gamba trattata; tieni una mano al corrimano come in figura.
Piega poco il ginocchio portando il tallone libero verso il pavimento, senza cadere verso il basso o ruotare il bacino.
Usa il piede libero e l’appoggio per risalire come insegnato. Riduci altezza e arco se il movimento perde controllo.
Dose e progressione: Segui serie, ripetizioni o durata, pause e frequenza scritte nella tua scheda. Fermati prima di perdere il controllo del gesto; non ricavare la dose dalla figura.
Corsa rettilinea alternata al cammino
Solo dopo il via libera alla corsa previsto da questo protocollo e la valutazione di movimento, forza e controllo. Rispettare anche i tempi di protezione della lesione o dell’intervento.
Su terreno piano e regolare, alterna cammino e brevi tratti di corsa lenta in linea retta secondo il programma del fisioterapista.
Mantieni un passo regolare, senza zoppia. Inizia senza sprint, salite, salti o cambi di direzione.
Aumenta una sola richiesta per volta. Se compaiono dolore articolare, zoppia o gonfiore durante il lavoro o il giorno successivo, sospendi la progressione e riferiscilo al fisioterapista.
Dose e progressione: Intervalli di corsa/cammino, durata e recupero stabiliti dal fisioterapista in base a procedura, età e risposta al carico; nessuna dose automatica ricavata dalla fase.
Piccoli salti in avanti a due piedi
Solo dopo autorizzazione ai salti e prova di atterraggio sul posto controllata dal fisioterapista. La figura mostra la progressione in avanti, da introdurre con lui.
Con il fisioterapista, esegui un piccolo salto in avanti a due piedi su superficie stabile e regolare, come in figura.
Atterra sui due piedi con controllo e fermati prima di ripetere. Distanza e numero di salti sono scelti dal fisioterapista; niente salti laterali o su una gamba senza nuova indicazione.
Fermati per dolore o perdita di controllo e riferisci dolore o gonfiore nelle ore successive.
Dose e progressione: Prime prove e dose scelte dal fisioterapista; aumentare solo dopo aver verificato anche la risposta successiva.
Fase 4 · Ritorno progressivo allo sport
Allenamento graduale; gara con pivot in genere non prima di 12 mesi nei 10-16 anni
Obiettivi
Recuperare gesto sportivo, fiducia e preparazione fisica.
Piano fisioterapico
Dopo corsa e atterraggi controllati, introdurre frenate e cambi di direzione previsti, poi gesti reattivi; passare da lavoro individuale ad allenamento parziale e completo.
Mantenere prevenzione neuromuscolare con famiglia e allenatori.
Precauzioni
Tempo minimo o test simmetrico da soli non autorizzano la gara.
Criteri che il curante verifica a fine percorso
Più misure di forza, funzione, movimento e fiducia, adatte alla maturazione.
Allenamento completo tollerato e crescita seguita secondo programma.
Opzioni di esercizio illustrate
Frenate e cambi di direzione programmati
Dopo aver tollerato la corsa rettilinea e ricevuto una specifica autorizzazione a frenate e cambi di direzione. Prima prova con il fisioterapista; non è un esercizio iniziale di corsa.
Con il fisioterapista, inizia da frenate controllate e curve ampie a bassa velocità, in direzioni concordate.
Mantieni il controllo di tronco, ginocchio e piede. Aumenta velocità e angolo della curva separatamente; svolte strette, reattive o con contatto richiedono ulteriore valutazione.
Fermati per dolore, cedimento o zoppia; segnala anche gonfiore o dolore dopo la seduta e il giorno successivo.
Dose e progressione: Intervalli, recuperi e giorni di riposo definiti per età, sport e livello precedente. Nessuna prova massimale autonoma; allenamento completo prima della gara.
Ritorno allo sport / attività completa
Per 10-16 anni considerare almeno 12 mesi prima di competizioni con pivot; a 17-18 anni decidere secondo maturazione e criteri individuali. Il tempo non è una clearance.
Ginocchio senza versamento reattivo o cedimenti, con movimento recuperato.
Forza, funzione e qualità del gesto valutate con prove adatte a età e maturazione.
Allenamento completo tollerato, fiducia e programma di prevenzione attivo.
Il consenso pediatrico è soprattutto di esperti: non esiste un cut-off unico validato. Famiglia, chirurgo e fisioterapista condividono la decisione.
Segnali d'allarme: sospendere e contattare il curante
Febbre o ferita arrossata/con secrezione: contattare rapidamente il team.
Nuovo blocco, cedimento o versamento in aumento: sospendere e rivalutare.
Nuova differenza nella lunghezza o nell’asse delle gambe: avvisare il chirurgo.
Polpaccio con nuovo dolore e gonfiore: richiedi una valutazione medica urgente in giornata.
Difficoltà respiratoria improvvisa o dolore al petto: chiedi subito assistenza medica d’emergenza.
Linee guida e letteratura
Le fonti orientano il percorso; non convalidano ogni dose per il singolo bambino.
Schema da personalizzare con ortopedico e fisioterapista: non sostituisce la prescrizione individuale. Rispettare protezioni e criteri clinici, non solo le date.
Autore: Dott. Daniele Priano, Ortopedia Pediatrica. Versione del contenuto: 21 ottobre 2026.
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Scegli la fase esatta assegnata dal curante, poi seleziona ciascuna attività prescritta. Nessun esercizio è selezionato automaticamente. Il team definisce carico, movimento, ausili, dose e frequenza; le indicazioni mancanti vanno completate prima dell’uso, anche a mano.
Consulta le opzioni illustrate
Orientativamente 2-6 settimane prima dell’intervento, quando il ginocchio lo consente: durata e necessità dipendono dal quadro clinico, non esiste un minimo obbligatorio.
Orientativamente 2-6 settimane prima dell’intervento, quando il ginocchio lo consente: durata e necessità dipendono dal quadro clinico, non esiste un minimo obbligatorio.
Orientativamente 2-6 settimane prima dell’intervento, quando il ginocchio lo consente: durata e necessità dipendono dal quadro clinico, non esiste un minimo obbligatorio.
Orientativamente 2-6 settimane prima dell’intervento, quando il ginocchio lo consente: durata e necessità dipendono dal quadro clinico, non esiste un minimo obbligatorio.
Orientativamente 2-6 settimane prima dell’intervento, quando il ginocchio lo consente: durata e necessità dipendono dal quadro clinico, non esiste un minimo obbligatorio.
Orientativamente 2-6 settimane prima dell’intervento, quando il ginocchio lo consente: durata e necessità dipendono dal quadro clinico, non esiste un minimo obbligatorio.
Orientativamente 2-6 settimane prima dell’intervento, quando il ginocchio lo consente: durata e necessità dipendono dal quadro clinico, non esiste un minimo obbligatorio.
Orientativamente 2-6 settimane prima dell’intervento, quando il ginocchio lo consente: durata e necessità dipendono dal quadro clinico, non esiste un minimo obbligatorio.
Orientativamente 2-6 settimane prima dell’intervento, quando il ginocchio lo consente: durata e necessità dipendono dal quadro clinico, non esiste un minimo obbligatorio.
Solo quando il gesto è autorizzato nella fase indicata, rispettando carico e movimento prescritti.
Se mobilità e attivazione sono autorizzate e riesci a mantenere il ginocchio disteso senza cedimento; prima prova con il fisioterapista.
Solo dopo autorizzazione al carico completo e al rinforzo; usare l’arco scelto dal fisioterapista.
Quando sono consentiti flessione del ginocchio, appoggio e spinta attraverso entrambi i piedi. Non è un esercizio da scarico completo.
Dopo autorizzazione al carico completo e all’appoggio su una gamba; prima prova con il fisioterapista.
Dopo aver recuperato una salita controllata e ricevuto l’autorizzazione al lavoro eccentrico su una gamba; non deriva automaticamente dal via libera al cammino.
Solo dopo il via libera alla corsa previsto da questo protocollo e la valutazione di movimento, forza e controllo. Rispettare anche i tempi di protezione della lesione o dell’intervento.
Solo dopo autorizzazione ai salti e prova di atterraggio sul posto controllata dal fisioterapista. La figura mostra la progressione in avanti, da introdurre con lui.
Dopo aver tollerato la corsa rettilinea e ricevuto una specifica autorizzazione a frenate e cambi di direzione. Prima prova con il fisioterapista; non è un esercizio iniziale di corsa.
Scegli la fase attuale per preparare la scheda stampabile.
Promemoria di sicurezza della fase ·
DA COMPLETARE PRIMA DI ESEGUIRE — Il team curante deve completare le indicazioni vuote, anche a mano, prima di usare questa scheda.
Seguire fase e indicazioni confermate dal curante; compilare i campi non autorizza a eseguire gli esercizi.
Nessun esercizio assegnato. Questo è un promemoria di sicurezza, non una prescrizione completa di esercizi.
Indicazioni individuali per questa fase
Carico (quanto peso sulla gamba): ________________________________
Movimento consentito: ________________________________
Tutore e stampelle: ________________________________
Procedura e condizioni di partenza
Tecnica e protezione: Registrare tecnica, innesto, fissazione e procedure associate. Carico, tutore e limiti iniziali di movimento (ROM) seguono il verbale operatorio, senza schema pediatrico unico.
Età e progressione: Adattare esercizi e prove alla maturazione; nei più piccoli hop massimali e punteggi adulti non sono requisiti universali.
Crescita: Controllare asse e lunghezza degli arti durante la crescita secondo il piano del chirurgo; nuovi cambiamenti richiedono rivalutazione.
Prima di iniziare
Il foglio dell’intervento indica quanto il ragazzo può caricare e piegare il ginocchio. Se nella scheda mancano carico o movimenti consentiti, chiedi di completarli prima di iniziare.
Gli esercizi crescono con forza e controllo; un test da solo non decide il ritorno.
Per gli sport con cambi di direzione servono tempo, allenamento completo e controllo della crescita.
Segnali d’allarme: sospendere e contattare il curante
Febbre o ferita arrossata/con secrezione: contattare rapidamente il team.
Nuovo blocco, cedimento o versamento in aumento: sospendere e rivalutare.
Nuova differenza nella lunghezza o nell’asse delle gambe: avvisare il chirurgo.
Polpaccio con nuovo dolore e gonfiore: richiedi una valutazione medica urgente in giornata.
Difficoltà respiratoria improvvisa o dolore al petto: chiedi subito assistenza medica d’emergenza.
Schema da personalizzare con ortopedico e fisioterapista: non sostituisce la prescrizione individuale. Rispettare protezioni e criteri clinici, non solo le date.
Schema da personalizzare con ortopedico e fisioterapista: non sostituisce la prescrizione individuale. Rispettare protezioni e criteri clinici, non solo le date.