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    Distacco Osteocondrale dell’Astragalo: sintesi del frammento o microfratture

    Percorso protetto in 5 fasi dopo sintesi di un frammento osteocondrale o microfratture della cupola astragalica. Carico, mobilità e sport dipendono dalla procedura eseguita e dalla valutazione del chirurgo.

    Finestre orientative: protezione nelle prime settimane · recupero del carico autorizzato · corsa e sport nei mesi successivi

    Prepara la scheda per la visita

    Usa la condizione e la fase indicate dal curante. Puoi escludere singoli esercizi: istruzioni, figure e precauzioni restano insieme.

    Il cambio di fase ripristina il suo elenco di esercizi. La fase non si sceglie in base ai soli giorni trascorsi.

    Escludi esercizi se necessario

    14 schede di esercizi incluse su 14

    La pagina completa resta consultabile. La selezione non viene salvata o condivisa.

    Questo protocollo fa parte del percorso post-operatorio e va adattato alle indicazioni del chirurgo e alla risposta clinica individuale.

    Questi protocolli costituiscono modelli generali a scopo informativo ed educativo: non sostituiscono la prescrizione riabilitativa del singolo caso. Tempi, carichi e progressioni vanno sempre adattati al paziente, al tipo di lesione, alla tecnica chirurgica utilizzata e all’andamento clinico, in collaborazione tra chirurgo ortopedico, fisioterapista ed eventualmente fisiatra. La progressione è guidata dai criteri oggettivi raggiunti, non solo dal calendario.

    In sintesi — percorso completo

    Scarico
    In questo modello protetto è spesso prescritto per circa 4-6 settimane, talvolta più a lungo dopo sintesi. Durata, eventuale appoggio e ausili devono essere specificati dal chirurgo.
    Tutore
    Gesso o walker secondo prescrizione. Rimozione, sostituzione e uso notturno non si decidono in base alla settimana raggiunta.
    Mobilizzazione
    Movimento attivo della caviglia in scarico solo quando il chirurgo consente di rimuovere l’immobilizzazione. Non mobilizzare la caviglia nel gesso né rimuovere autonomamente un tutore.
    Carico progressivo
    Solo dopo via libera; rispettare il limite scritto di appoggio. Dolore, gonfiore e qualità del passo modulano la progressione entro quel limite, senza superarlo.
    Dorsiflessione
    Recupero graduale dell’arco consentito; la distanza al muro è una misura professionale, non un obiettivo universale da raggiungere entro un mese prestabilito.
    Corsa
    Solo dopo autorizzazione all’impatto e valutazione della guarigione, del cammino, della forza e della risposta articolare. In questo percorso si considera nell’arco dei mesi, non delle prime settimane.
    Ritorno allo sport
    Vedere la sezione ritorno allo sport: le date sono orientative e subordinate a guarigione, criteri funzionali e via libera.

    L’astragalo è situato fra tibia, perone e calcagno e gran parte della sua superficie è rivestita di cartilagine. Un trauma o un’osteocondrite dissecante possono interessare cartilagine e osso della cupola astragalica; sede ed estensione della lesione influenzano il trattamento.

    Passo per passo

    Ogni fase offre esercizi fra cui scegliere: eseguire solo quelli selezionati dal curante, senza anticipare le fasi né sommare automaticamente quelli precedenti. Dose, frequenza e recuperi sono individuali; il catalogo completo non è una singola seduta.

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    Prima dell’intervento — Preparazione all’intervento (casi elettivi)

    Breve fase educativa e funzionale nei casi programmati; non prevista nei casi acuti da trattare senza attese.

    Quando serve

    • Solo nei casi elettivi, tipicamente lesioni croniche sintomatiche della cupola astragalica.
    • Non serve una prehabilitation aggressiva della caviglia: l’obiettivo è preparare scarico, gestione domestica e ROM consentito.
    • Sintesi del frammento, microfratture/stimolazione midollare e altre procedure hanno restrizioni differenti, spiegate prima dell’intervento.

    Obiettivi prima dell’intervento

    • Addestramento a stampelle e scarico completo o parziale secondo indicazione.
    • Controllo del gonfiore e del dolore.
    • Mantenimento della mobilità consentita di caviglia e piede.
    • Mantenimento della forza di anca, ginocchio e arto controlaterale.

    Attività

    • Prova pratica delle stampelle con lo scarico previsto, anche su scale.
    • Educazione su tutore/stivaletto, tempi di scarico e organizzazione scolastica.

    Esercizi preoperatori

    Addestramento a stampelle e carico
    Addestramento a stampelle e carico
    • Prova le stampelle prima dell’intervento, con l’altezza regolata e il carico indicato dal chirurgo.
    • Esercitati su piano, scale e ingresso di casa, con qualcuno che ti assiste.
    • Impara anche a sederti, alzarti e spostarti in bagno rispettando le restrizioni di carico previste.

    Dosaggio: Almeno una sessione di addestramento prima del ricovero; ripetere finché il gesto è sicuro.

    Mobilità attiva della caviglia
    Mobilità attiva della caviglia
    • Seduto o sdraiato, muovi la caviglia in flessione, estensione e in circonduzione lenta, nel range non doloroso.
    • Mantieni il movimento fluido, senza forzare il punto in cui compare dolore.

    Dosaggio: Indicativo: 10-15 movimenti per direzione, 2-3 volte al giorno.

    Criteri di prontezza all’intervento

    • Uso sicuro delle stampelle con il carico previsto.
    • Gonfiore e dolore controllati.
    • Mobilità consentita mantenuta.
    • Famiglia informata su procedura e restrizioni.

    Quando non ritardare l’intervento

    • Frammento osteocondrale acuto recuperabile: la sintesi non va ritardata.
    • Blocco articolare o sintomi meccanici ingravescenti.

    Cosa preparare a casa e a scuola

    • Prepara percorsi liberi in casa e un posto dove tenere la gamba sollevata.
    • Verifica scale, bagno e trasporto scolastico con lo scarico previsto.
    • Avvisa la scuola: banco accessibile, esonero temporaneo da educazione fisica, gestione dello zaino.
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    Fase 1 — Scarico, protezione e mobilità precoce

    Tempistica orientativa: Settimane 0-2

    La finestra temporale è indicativa: il passaggio alla fase successiva dipende dai criteri elencati sotto, non dal calendario.

    Obiettivi

    • Proteggere la riparazione con scarico rigoroso
    • Controllare gonfiore e dolore
    • Evitare la rigidità e la perdita del riflesso muscolare

    Cosa si fa

    • Scarico prescritto con ausili scelti e provati dal fisioterapista. Nei bambini che non gestiscono in sicurezza le stampelle valutare deambulatore o carrozzina, compresi gli spostamenti a scuola
    • Stivaletto walker o gesso secondo indicazione; elevazione dell’arto sopra il livello del cuore per la maggior parte della giornata
    • Crioterapia 15-20 minuti, 4-6 volte al giorno (mai ghiaccio diretto sulla cute)
    • Movimento attivo in scarico solo se l’immobilizzazione può essere rimossa con autorizzazione; altrimenti muovere solo le articolazioni libere.
    • Attivazione muscolare solo come specificamente prescritta per la riparazione; nessuna resistenza scelta autonomamente.
    • Esercizi per anca, ginocchio e arto controlaterale, lavoro cardiovascolare a braccia

    Restrizioni e precauzioni

    • Nessun appoggio del piede, nemmeno "di sfioramento", se prescritto lo scarico totale
    • Nessuna resistenza elastica in questa fase
    • Evitare la posizione a gamba penzoloni prolungata

    Gli esercizi di questa fase

    Alfabeto della caviglia
    1. Alfabeto della cavigliaDopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
    • Seduto o sdraiato, con la gamba sollevata e il piede libero nell’aria.
    • Disegna con l’alluce le lettere dell’alfabeto, muovendo solo la caviglia.
    • Movimenti lenti e ampi, entro il limite del dolore.

    Dosaggio: Alfabeto completo, 3-4 volte al giorno

    Mobilità attiva della caviglia in scarico
    2. Mobilità attiva della caviglia in scaricoDopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
    • Seduto con la gamba appoggiata su una sedia, piede libero oltre il bordo.
    • Muovi la caviglia in su e in giù, poi in dentro e in fuori, lentamente e senza forzare.
    • Il piede non deve mai toccare terra durante l’esercizio.

    Dosaggio: 3 serie da 15 per direzione, 3-4 volte al giorno

    Si passa alla fase successiva quando

    • Dolore controllato con analgesia semplice
    • Gonfiore in riduzione, ferite asciutte
    • Se la mobilità è autorizzata: movimento nell’arco consentito senza dolore acuto; il ROM non è un requisito da provare rimuovendo un’immobilizzazione ancora prescritta
    • Scarico eseguito correttamente e in sicurezza, anche sulle scale

    Nota per il fisioterapista

    Verificare concretamente come il paziente si muove in casa e a scuola: le difficoltà pratiche (scale, bagno, zaino) sono una causa frequente di mancato rispetto dello scarico, più della scarsa volontà. Prevedere soluzioni logistiche è parte del protocollo.

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    Fase 2 — Mobilità consentita durante la protezione

    Tempistica orientativa: Settimane 2-6

    La finestra temporale è indicativa: il passaggio alla fase successiva dipende dai criteri elencati sotto, non dal calendario.

    Obiettivi

    • Recuperare gradualmente il movimento consentito senza compromettere la riparazione
    • Mantenere il trofismo del polpaccio
    • Preparare la caviglia al carico

    Cosa si fa

    • Mobilità attiva e assistita nelle direzioni consentite, fuori dal tutore removibile solo quando autorizzato.
    • Attivazione muscolare specificamente prescritta, senza elastici autonomi. In questo modello il rinforzo resistito della caviglia viene introdotto nella fase 3 dopo autorizzazione
    • Mobilizzazione della cicatrice e dei tessuti molli e tecniche di drenaggio: solo a guarigione completa della ferita e secondo indicazione fisioterapica
    • Eventuale lavoro in acqua solo dopo guarigione della ferita, con supervisione e rispetto dello scarico prescritto. Cyclette e cammino in acqua appartengono alla fase di carico autorizzato
    • Rinforzo di anca e core in scarico, per non arrivare al carico con tutta la catena decondizionata

    Restrizioni e precauzioni

    • Nessun carico prima del tempo prescritto
    • Nessuna inversione/eversione forzata contro resistenza elevata
    • Niente cammino in acqua alta prima dell’autorizzazione al carico parziale

    Questa fase non aggiunge altre schede. Seguire le indicazioni della fase e il programma scelto dal fisioterapista; non proseguire o aumentare automaticamente tutti gli esercizi precedenti.

    Si passa alla fase successiva quando

    • Movimento consentito in miglioramento, senza forzare la simmetria
    • Controllo clinico e autorizzazione scritta prima di iniziare il carico della fase successiva
    • Gonfiore stabile, assenza di dolore notturno
    • Buona attivazione volontaria di peronei e tibiale posteriore
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    Fase 3 — Carico progressivo e rieducazione del passo

    Tempistica orientativa: Settimane 6-12

    La finestra temporale è indicativa: il passaggio alla fase successiva dipende dai criteri elencati sotto, non dal calendario.

    Obiettivi

    • Raggiungere il carico completo senza zoppia
    • Recuperare la dorsiflessione in carico
    • Riattivare il tricipite surale

    Cosa si fa

    • Solo dopo via libera; rispettare il limite scritto di appoggio. Dolore, gonfiore e qualità del passo modulano la progressione entro quel limite, senza superarlo.
    • Rieducazione del passo davanti allo specchio: appoggio tallone-punta, tempi di appoggio simmetrici, abbandono progressivo delle stampelle
    • Mobilizzazione in carico della dorsiflessione (knee-to-wall) e stretching del polpaccio a ginocchio esteso e flesso
    • Calf raise bipodalico assistito, poi progressione verso il monopodalico; rinforzo di tibiale posteriore e peronei con elastico
    • Propriocezione bipodalica su superficie stabile, poi monopodalica appena tollerata
    • Controlli di imaging (RM o TC) solo quando il chirurgo li ritiene utili a modificare la gestione, per esempio nelle sintesi o nelle lesioni ampie
    • Cyclette o attività in acqua soltanto se autorizzate per carico, movimento e stato della ferita

    Restrizioni e precauzioni

    • Nessun salto, nessuna corsa, niente superfici irregolari
    • Sospendere l’incremento del carico se compare gonfiore serale ricorrente

    Gli esercizi di questa fase

    Progressione del carico con la bilancia
    3. Progressione del carico con la bilanciaDopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
    • Esegui la prima prova con il fisioterapista, con stampelle e appoggi stabili per evitare cadute.
    • Appoggia il piede sulla bilancia solo se il carico è consentito e raggiungi esclusivamente il valore prescritto. Una percentuale dipende dal tuo peso corporeo: non equivale a un numero fisso di chilogrammi.
    • La bilancia aiuta a capire la sensazione in posizione ferma, ma non certifica il carico durante il passo. Non aumentare autonomamente ogni settimana.

    Dosaggio: 5 minuti al giorno di allenamento al carico

    Knee-to-wall (recupero della dorsiflessione)
    4. Knee-to-wall (recupero della dorsiflessione)Dopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
    • In piedi davanti a un muro, con il piede interessato avanti e il tallone a terra, solo quando carico e mobilità in questa direzione sono consentiti.
    • Porta il ginocchio verso il muro nell’arco autorizzato, senza staccare il tallone, forzare o cercare dolore.
    • Il fisioterapista può misurare la distanza punta-muro e confrontarla nel tempo e fra i lati. Non forzare per raggiungere una distanza prefissata: la misura da sola non autorizza corsa o sport.

    Dosaggio: 3 serie da 10 spinte, 2 volte al giorno

    Stretch del polpaccio al muro (due posizioni)
    5. Stretch del polpaccio al muro (due posizioni)Dopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
    • Mani al muro, gamba operata dietro, tallone ben appoggiato a terra.
    • Prima versione a ginocchio disteso (gastrocnemio), seconda con ginocchio piegato (soleo).
    • Il tallone non deve mai sollevarsi: se si alza, avvicina il piede al muro.

    Dosaggio: 3 x 30 secondi per posizione, 2 volte al giorno

    Elastico in 4 direzioni
    6. Elastico in 4 direzioniDopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
    • Seduto con la gamba distesa e un elastico attorno all’avampiede.
    • Esegui i movimenti nelle quattro direzioni: punta in su, punta in giù, in dentro, in fuori.
    • Movimento lento in 2 secondi, ritorno controllato in 3 secondi.
    • Far mostrare ogni movimento consentito: l’ancoraggio deve cambiare per opporsi alla direzione scelta. Non usare un unico ancoraggio per tutte e quattro le direzioni.

    Dosaggio: 3 serie da 15 per direzione, ogni giorno

    Elastico in eversione (peronei)
    7. Elastico in eversione (peronei)Dopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
    • Elastico ancorato dal lato interno, avvolto attorno all’avampiede.
    • Porta il piede verso l’esterno mantenendo il ginocchio fermo: si muove solo la caviglia.
    • Ritorno lento e controllato, senza far "scattare" l’elastico.

    Dosaggio: 3 serie da 15, ogni giorno

    Sollevamento sulle punte (calf raise)
    8. Sollevamento sulle punte (calf raise)Dopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
    • Dopo autorizzazione al carico e al rinforzo, appoggiati a un supporto stabile e sollevati sulle punte con entrambi i piedi.
    • La discesa eccentrica e il lavoro su una gamba richiedono una progressione concordata: non iniziarli solo perché la variante a due piedi sembra facile.
    • Mantieni altezza e controllo del gesto nelle ripetizioni scelte. Dose, recupero e obiettivi vanno adattati a età, procedura e risposta della caviglia.

    Dosaggio: 3 serie da 15, 4-5 volte a settimana

    Rieducazione del passo tallone-punta
    9. Rieducazione del passo tallone-puntaDopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
    • Cammina lentamente davanti a uno specchio, appoggiando prima il tallone e poi la punta.
    • Conta mentalmente il tempo di appoggio: deve essere uguale sui due piedi.
    • Passi corti e simmetrici sono meglio di passi lunghi con zoppia.

    Dosaggio: 5-10 minuti, 2 volte al giorno

    Si passa alla fase successiva quando

    • Carico completo senza stampelle e senza zoppia
    • Dorsiflessione utile al cammino recuperata nell’arco autorizzato, valutata insieme alla qualità del passo
    • Calf raise bipodalico completo senza dolore
    • Nessun gonfiore persistente dopo 30 minuti di cammino

    Nota per il fisioterapista

    Una zoppia persistente richiede valutazione di dolore, mobilità, forza e riparazione; non attribuirla automaticamente a rigidità o debolezza.

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    Fase 4 — Forza, propriocezione e primo impatto

    Tempistica orientativa: Mesi 3-6

    La finestra temporale è indicativa: il passaggio alla fase successiva dipende dai criteri elencati sotto, non dal calendario.

    Obiettivi

    • Forza del polpaccio simmetrica
    • Controllo monopodalico su superfici instabili
    • Introduzione graduale dell’impatto

    Cosa si fa

    • Rinforzo progressivo del polpaccio, dal bipodalico al monopodalico ed eventuale lavoro eccentrico soltanto quando autorizzato; dose adattata a età, procedura e controllo
    • Rinforzo globale dell’arto: squat, affondi, step-up e step-down, catena posteriore
    • Equilibrio avanzato su cuscino o tavoletta solo con supervisione diretta professionale; occhi chiusi, doppio compito e perturbazioni non si aggiungono da soli
    • Y-balance / Star Excursion come esercizio e come misura
    • Corsa a intervalli su terreno regolare soltanto dopo autorizzazione esplicita all’impatto e controllo della guarigione; monitorare anche la risposta nelle 24-48 ore successive

    Restrizioni e precauzioni

    • Pliometria e cambi di direzione appartengono alla fase 5, dopo ulteriore autorizzazione: un calf raise riuscito da solo non dà il via libera
    • Evitare terreni sconnessi e sport spontanei non programmati

    Gli esercizi di questa fase

    Equilibrio su superficie morbida
    10. Equilibrio su superficie morbidaDopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
    • Esercizio da svolgere con supervisione diretta del fisioterapista, dopo aver recuperato un appoggio monopodalico sicuro sul piano stabile e ricevuto autorizzazione.
    • Sul cuscino o sulla tavoletta scelta, tieni gli occhi aperti, il ginocchio leggermente flesso e un appoggio stabile a portata di mano.
    • Appoggia l’altro piede se perdi il controllo. Non aggiungere occhi chiusi o perturbazioni da solo; per casa usa la variante su terreno fermo indicata dal fisioterapista.

    Dosaggio: 3 x 30 secondi, ogni giorno

    Cammino in salita e su pendenza
    11. Cammino in salita e su pendenzaDopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
    • Tapis roulant con pendenza 5-8% o salita dolce all’aperto.
    • Il tallone deve appoggiare completamente a ogni passo.
    • Prepara la caviglia al carico ciclico prima di introdurre la corsa.

    Dosaggio: 10-20 minuti, 3 volte a settimana

    Si passa alla fase successiva quando

    • Forza e resistenza del polpaccio sufficienti per i compiti previsti, valutate per età e sport
    • Controllo dinamico dell’equilibrio adeguato, senza assumere una soglia universale di centimetri
    • Corsa leggera 10-15 minuti senza dolore e senza gonfiore il giorno dopo
    • Assenza di dolore profondo durante e dopo il carico prolungato
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    Fase 5 — Ritorno allo sport e prevenzione delle recidive

    Tempistica orientativa: Mesi 6-12

    La finestra temporale è indicativa: il passaggio alla fase successiva dipende dai criteri elencati sotto, non dal calendario.

    Obiettivi

    • Gesti sportivi completi senza sintomi
    • Prevenzione dell’instabilità cronica di caviglia
    • Protezione a lungo termine della cartilagine

    Cosa si fa

    • Pliometria dopo autorizzazione, con progressione scelta dal fisioterapista: atterraggi controllati sul piano stabile prima di compiti più complessi
    • Agilità: navette, figura a 8, decelerazioni, cambi di direzione stretti, gesti sport-specifici
    • Reinserimento graduale: allenamento parziale → allenamento completo → gara
    • Programma neuromuscolare preventivo mantenuto (equilibrio monopodalico e rinforzo peronei almeno 3 volte a settimana)
    • Valutare taping o tutore semirigido negli sport a rischio per i primi 6-12 mesi

    Gli esercizi di questa fase

    Pliometria progressiva
    12. Pliometria progressivaDopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
    • Solo dopo autorizzazione all’impatto e dimostrazione del fisioterapista, inizia con piccoli saltelli a due piedi su un piano stabile.
    • Aumenta direzione, altezza o lavoro su una gamba solo secondo la progressione scelta; non aggiungere più difficoltà insieme.
    • Cerca un atterraggio controllato, con ginocchia e piedi allineati. Interrompi per dolore, cedimento o perdita di controllo; riferisci gonfiore o peggioramento nelle ore successive. Il rumore dell’atterraggio da solo non misura la sicurezza del gesto.

    Dosaggio: 2-3 serie da 10-20 contatti, 2-3 volte a settimana

    Si passa alla fase successiva quando

    • Test di salto e agilità scelti e interpretati dal fisioterapista per età e sport, senza dolore o compensi rilevanti
    • Attività quotidiane e sportive riprese senza dolore né limitazioni riferite
    • Assenza di instabilità funzionale riferita (nessun cedimento)
    • Nessun nuovo versamento o dolore profondo durante il rientro progressivo e dopo l’allenamento completo
    • Autorizzazione del chirurgo, integrando andamento clinico e imaging quando indicato

    Se compaiono sintomi dopo un avanzamento

    Se dopo il passaggio a una nuova fase o un aumento del carico compaiono dolore persistente, versamento o gonfiore, oppure perdita del movimento, sospendere la progressione e contattare il curante o il fisioterapista per rivedere il programma. Per i segnali d’allarme sotto riportati serve una valutazione tempestiva. Questo documento non sostituisce la valutazione clinica individuale.

    Ritorno allo sport / attività completa

    Nel percorso protetto qui descritto corsa e sport si rivalutano nei mesi successivi; le finestre di 4-6 mesi per la corsa e 6-12 mesi per gli sport impegnativi sono orientative, non tempi pediatrici universali. Procedure associate o guarigione incompleta possono modificarle.

    • Via libera del chirurgo sulla base di procedura e guarigione; imaging quando necessario per decidere
    • Mobilità, forza e resistenza adeguate all’età e alle richieste dello sport
    • Cammino, equilibrio e successivamente salti e cambi di direzione controllati, nelle fasi autorizzate
    • Assenza di dolore profondo, blocchi o cedimenti durante il rientro
    • Allenamento completo tollerato senza nuovo dolore o gonfiore nelle 24-48 ore successive

    Questi criteri costituiscono una sintesi clinica da personalizzare, non una batteria validata per ogni OCD pediatrica. I test funzionali e il confronto con l’altro lato non dimostrano da soli la guarigione osteocondrale. Il gonfiore aiuta a regolare il carico, ma non misura direttamente lo stato della cartilagine. Le evidenze sugli adulti dopo microfratture isolate non autorizzano ad abbreviare lo scarico nei bambini o dopo sintesi.

    Red flags: sospendere e contattare subito

    • Dolore profondo che aumenta a ogni ripresa del carico o che compare di notte
    • Blocco articolare, scatto doloroso o sensazione di corpo mobile nella caviglia
    • Gonfiore che ricompare sistematicamente dopo ogni seduta
    • Mobilità che peggiora o recupero che si arresta: ricontrollo, senza forzare né aspettare una scadenza prestabilita
    • Rossore, calore, febbre o secrezione dalla ferita (sospetta infezione)
    • Dolore al polpaccio con nuovo gonfiore asimmetrico: valutazione medica urgente. Affanno improvviso, dolore toracico o svenimento: chiamare subito il 112

    Autore: Dott. Daniele Priano, Ortopedia Pediatrica. Versione del contenuto: 9 settembre 2026.

    Le tempistiche sono orientative: la progressione dipende dai criteri clinici e funzionali e dalle indicazioni del curante.

    Introduzione completa e bibliografia su ortopediaevolutiva.com/riabilitazione/distacco-osteocondrale-astragalo
    Distacco Osteocondrale dell’Astragalo: sintesi del frammento o microfratture — Dott. Daniele Priano, Ortopedia Pediatrica · Documento informativo: non sostituisce la visita e le indicazioni del team curante.

    Versione aggiornata online

    Questo protocollo può essere utilizzato e condiviso per finalità cliniche e informative mantenendo integra l’attribuzione all’autore e alla fonte originale. La ripubblicazione o distribuzione come opera propria non è consentita.

    Distacco Osteocondrale dell’Astragalo: sintesi del frammento … · Versione del contenuto: 9 settembre 2026 — © 2026 Daniele Priano · Ortopedia Evolutiva · ortopediaevolutiva.com

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