Lesione osteocondrale dell’astragalo: fissazione del frammento o microfratture
Recupero dopo chirurgia della lesione osteocondrale dell’astragalo, con progressione legata alla procedura eseguita.
Protezione, recupero del carico e impatto sono fasi distinte; i tempi variano con la procedura.
Per il fisioterapista: adattare esercizi, dose e progressione a lesione o procedura, protezioni, carico e movimento consentiti; verificare i criteri clinici, non solo il tempo trascorso.
Ambito e prima di iniziare
Per fissazione o stimolazione midollare/perforazioni dell’astragalo. Non usare un calendario comune se sono associati osteotomia malleolare, riparazione legamentosa o trapianto: il chirurgo deve specificare le protezioni aggiuntive.
Prima di iniziare
Registrare procedura, sede/dimensioni e interventi associati. Riportare carico, tutore/gesso e movimenti ammessi dal chirurgo.
Progressione
Il periodo di scarico non è uguale per tutte le procedure. Dolore assente e ferita guarita non autorizzano da soli carico o impatto. Le verifiche funzionali sotto sono una checklist pratica adattata dalle fonti, non test pediatrici validati.
Esegui solo gli esercizi selezionati per te e nella dose indicata. Se nella scheda mancano carico o movimenti consentiti, chiedi di completarli prima di iniziare.
Non provare corsa o salti per vedere se sei guarito.
Riferisci anche dolore o gonfiore comparsi dopo la seduta.
Fasi del percorso ed esercizi illustrati
Gli esercizi sono nella fase dalla quale possono essere presi in considerazione, con istruzioni e precauzioni. Il fisioterapista li seleziona per il piano individuale: il protocollo completo non prescrive di eseguirli tutti.
Rispettare i tempi minimi e le protezioni indicati per la procedura. Il tempo trascorso da solo non autorizza il passaggio: il team curante verifica i criteri clinici.
Preparazione all’intervento (casi elettivi)
Breve fase educativa e funzionale nei casi programmati; non prevista nei casi acuti da trattare senza attese.
Obiettivi
Addestramento a stampelle e scarico completo o parziale secondo indicazione.
Controllo del gonfiore e del dolore.
Mantenimento della mobilità consentita di caviglia e piede.
Mantenimento della forza di anca, ginocchio e arto controlaterale.
Piano di preparazione
Prova pratica delle stampelle con lo scarico previsto, anche su scale.
Educazione su tutore/stivaletto, tempi di scarico e organizzazione scolastica.
Precauzioni
Frammento osteocondrale acuto recuperabile: la sintesi non va ritardata.
Blocco articolare o sintomi meccanici ingravescenti.
Criteri verificati dal curante
Uso sicuro delle stampelle con il carico previsto.
Gonfiore e dolore controllati.
Mobilità consentita mantenuta.
Famiglia informata su procedura e restrizioni.
Quando serve la preparazione
Solo nei casi elettivi, tipicamente lesioni croniche sintomatiche della cupola astragalica.
Non serve una prehabilitation aggressiva della caviglia: l’obiettivo è preparare scarico, gestione domestica e ROM consentito.
Sintesi del frammento, microfratture/stimolazione midollare e altre procedure hanno restrizioni differenti, spiegate prima dell’intervento.
Preparazione a casa e a scuola
Prepara percorsi liberi in casa e un posto dove tenere la gamba sollevata.
Verifica scale, bagno e trasporto scolastico con lo scarico previsto.
Avvisa la scuola: banco accessibile, esonero temporaneo da educazione fisica, gestione dello zaino.
Addestramento a stampelle e carico
Breve fase educativa e funzionale nei casi programmati; non prevista nei casi acuti da trattare senza attese.
Prova le stampelle prima dell’intervento, con l’altezza regolata e il carico indicato dal chirurgo.
Esercitati su piano, scale e ingresso di casa, con qualcuno che ti assiste.
Impara anche a sederti, alzarti e spostarti in bagno rispettando le restrizioni di carico previste.
Dose e progressione: Almeno una sessione di addestramento prima del ricovero; ripetere finché il gesto è sicuro.
Mobilità attiva della caviglia
Breve fase educativa e funzionale nei casi programmati; non prevista nei casi acuti da trattare senza attese.
Seduto o sdraiato, muovi la caviglia in flessione, estensione e in circonduzione lenta, nel range non doloroso.
Mantieni il movimento fluido, senza forzare il punto in cui compare dolore.
Dose e progressione: Indicativo: 10-15 movimenti per direzione, 2-3 volte al giorno.
1. Protezione
Periodo iniziale prescritto
Obiettivi
Proteggere il trattamento e controllare l’edema.
Piano fisioterapico
Addestramento alle stampelle, movimento delle dita libere e contrazioni statiche di anca e coscia senza caricare la caviglia.
Caviglia su/giù solo se mobilità e rimozione del tutore sono consentite.
Precauzioni
Non superare il carico prescritto; niente elastici o forzature del movimento.
Criteri che il curante verifica prima del passaggio
Ferita e sintomi controllati.
Mobilità consentita dal chirurgo.
Opzioni di esercizio illustrate
Mobilità della caviglia in scarico
Solo dopo autorizzazione alla mobilità e alla rimozione del tutore per questo esercizio.
Con la gamba sostenuta e il piede libero, muovi lentamente la punta verso di te e lontano da te nell’arco consentito.
La figura mostra le due direzioni, non l’ampiezza da raggiungere. Non usare elastici o spinte manuali.
Interrompi per dolore profondo; non aggiungere rotazioni se non sono state autorizzate.
Dose e progressione: Segui serie, ripetizioni o durata, pause e frequenza scritte nella tua scheda. Fermati prima di perdere il controllo del gesto; non ricavare la dose dalla figura.
2. Movimento protetto
Prima del recupero del carico
Obiettivi
Recuperare movimento comodo senza irritare l’articolazione.
Piano fisioterapico
Movimenti attivi lenti nelle direzioni consentite; contrazioni statiche leggere della caviglia solo se autorizzate, senza spingere contro tutore o gesso.
Mantenere forza di anca e ginocchio senza carico sulla caviglia.
Precauzioni
Niente spinte in dorsiflessione o movimenti attraverso dolore profondo.
Criteri che il curante verifica prima del passaggio
Arco consentito tollerato senza gonfiore reattivo.
Via libera al carico e al rinforzo.
3. Cammino e forza
Dopo autorizzazione al carico
Obiettivi
Recuperare passo e spinta del piede.
Piano fisioterapico
Aumentare il carico e ridurre gli ausili senza zoppia.
Dopo il via libera a carico e rinforzo, dal lavoro statico al rinforzo dinamico: elastico nelle direzioni consentite e sollevamenti bilaterali sulle punte con sostegno; mobilità dolce in appoggio solo se indicata.
Precauzioni
Non forzare il fine corsa; niente salti o corsa.
Criteri che il curante verifica prima del passaggio
Cammino e lavoro selezionato senza dolore profondo o edema crescente.
Controllare sollevamenti bilaterali del tallone con sostegno e appoggio su un piede, solo se autorizzati: registrare qualità e sintomi successivi.
Opzioni di esercizio illustrate
Cammino con stampelle e appoggio prescritto
Solo quando un appoggio del piede è autorizzato. La figura non mostra uno schema di scarico completo: se non puoi appoggiare, serve l’addestramento specifico.
Fai regolare le stampelle e impara dal fisioterapista la sequenza adatta al tuo limite di carico.
Esercitati su un tratto piano e libero da ostacoli, con un adulto vicino; il piede tocca terra soltanto come prescritto.
Fermati se zoppia, dolore o fatica aumentano. Le scale richiedono una prova assistita; non lasciare le stampelle solo perché il dolore diminuisce.
Dose e progressione: Tratti brevi concordati, con pause; durata e frequenza dipendono dal carico prescritto e dalla qualità del passo.
Mobilità dolce con ginocchio verso la parete
Solo per una limitazione di dorsiflessione valutata dal fisioterapista, dopo via libera a carico e mobilità in questa posizione.
Nella posizione in mezzo inginocchio mostrata, porta avanti il piede trattato; usa le mani alla parete per controllo.
Avvicina poco il ginocchio alla parete mantenendo il tallone a terra, entro l’arco autorizzato.
Non cercare una distanza prestabilita e non spingere attraverso dolore o blocco davanti alla caviglia. Torna lentamente alla posizione iniziale.
Dose e progressione: Segui serie, ripetizioni o durata, pause e frequenza scritte nella tua scheda. Fermati prima di perdere il controllo del gesto; non ricavare la dose dalla figura.
Spinta del piede in basso con elastico
Solo quando il gesto è autorizzato nella fase indicata, rispettando carico e movimento prescritti.
Seduto con gamba sostenuta, passa l’elastico intorno all’avampiede e tieni le estremità verso il corpo, come nella figura.
Spingi lentamente la punta in basso nell’arco consentito, poi torna con controllo; la fascia non deve comprimere dolorosamente il piede.
La freccia indica solo la spinta in basso: non usare un unico ancoraggio per tutte e quattro le direzioni.
Dose e progressione: Segui serie, ripetizioni o durata, pause e frequenza scritte nella tua scheda. Fermati prima di perdere il controllo del gesto; non ricavare la dose dalla figura.
Eversione con elastico
Solo dopo autorizzazione all’eversione contro resistenza e dimostrazione del fisioterapista.
Siediti con le gambe sostenute; fai sistemare l’elastico in modo che opponga una trazione verso l’interno, come nella figura.
Porta leggermente l’avampiede verso l’esterno, mantenendo ferma la gamba; il movimento non deve provenire dall’anca.
Torna lentamente, senza far scattare l’elastico. Non forzare il fine corsa e sospendi per dolore profondo.
Dose e progressione: Segui serie, ripetizioni o durata, pause e frequenza scritte nella tua scheda. Fermati prima di perdere il controllo del gesto; non ricavare la dose dalla figura.
Sollevamenti sulle punte con appoggio
Solo dopo via libera al carico completo e al rinforzo del polpaccio.
Sul pavimento piano, appoggia le mani a un supporto stabile come nella figura.
Con entrambi i piedi, solleva lentamente i talloni e riappoggiali con controllo.
Non passare da solo a una gamba o al bordo di un gradino. Fermati per dolore articolare e controlla la risposta successiva.
Dose e progressione: Segui serie, ripetizioni o durata, pause e frequenza scritte nella tua scheda. Fermati prima di perdere il controllo del gesto; non ricavare la dose dalla figura.
4. Controllo funzionale
Prima dell’impatto
Obiettivi
Recuperare forza, equilibrio e tolleranza al carico.
Piano fisioterapico
Sollevamenti sulle punte progressivi ed equilibrio su piano stabile con sostegno, poi monopodalico se ben controllato; superfici instabili solo se utili e supervisionate.
Condizionamento senza impatto e valutazione funzionale.
Precauzioni
Nessun test di salto prima del via libera all’impatto.
Criteri che il curante verifica prima del passaggio
Registrare qualità e numero dei sollevamenti del tallone, durata e controllo dell'equilibrio su un piede su piano stabile; confrontarli ai controlli, senza dolore profondo o edema successivo.
Valutazione della guarigione e autorizzazione del chirurgo.
Opzioni di esercizio illustrate
Equilibrio sul piano stabile
Dopo autorizzazione al carico completo e all’appoggio su una gamba; prima prova con il fisioterapista.
Su terreno fermo e con occhi aperti, solleva leggermente l’altro piede, mantenendo il bacino orizzontale.
Tieni una mano su un appoggio stabile come in figura; un adulto deve poter aiutare il bambino.
Appoggia il piede libero prima di perdere il controllo. Non aggiungere cuscini, occhi chiusi o perturbazioni.
Dose e progressione: Segui serie, ripetizioni o durata, pause e frequenza scritte nella tua scheda. Fermati prima di perdere il controllo del gesto; non ricavare la dose dalla figura.
Equilibrio su superficie morbida
Solo quando il gesto è autorizzato nella fase indicata, rispettando carico e movimento prescritti.
Esercizio da svolgere con supervisione diretta del fisioterapista, dopo aver recuperato un appoggio monopodalico sicuro sul piano stabile e ricevuto autorizzazione.
Sul cuscino stabile scelto dal fisioterapista, tieni gli occhi aperti, il ginocchio leggermente flesso e un appoggio stabile a portata di mano.
Appoggia l’altro piede se perdi il controllo. Non aggiungere occhi chiusi o perturbazioni da solo; per casa usa la variante su terreno fermo indicata dal fisioterapista.
Dose e progressione: Solo seduta supervisionata; durata adattata al controllo. Non è una prescrizione domiciliare automatica.
5. Impatto e sport
Dopo autorizzazione specifica
Obiettivi
Riprendere corsa e gesti sportivi.
Piano fisioterapico
Solo dopo controllo favorevole della lesione e via libera all'impatto: corsa intervallata in linea retta; poi piccoli salti con atterraggio controllato, infine frenate e cambi di direzione.
Allenamento parziale, poi completo prima della gara.
Precauzioni
Dolore profondo o nuovo gonfiore richiedono sospensione della progressione e rivalutazione.
Criteri che il curante verifica a fine percorso
Allenamento completo tollerato senza reazione articolare.
Rientro concordato con team curante.
Opzioni di esercizio illustrate
Corsa rettilinea alternata al cammino
Solo dopo il via libera alla corsa previsto da questo protocollo e la valutazione di movimento, forza e controllo. Rispettare anche i tempi di protezione della lesione o dell’intervento.
Su terreno piano e regolare, alterna cammino e brevi tratti di corsa lenta in linea retta secondo il programma del fisioterapista.
Mantieni un passo regolare, senza zoppia. Inizia senza sprint, salite, salti o cambi di direzione.
Aumenta una sola richiesta per volta. Se compaiono dolore articolare, zoppia o gonfiore durante il lavoro o il giorno successivo, sospendi la progressione e riferiscilo al fisioterapista.
Dose e progressione: Intervalli di corsa/cammino, durata e recupero stabiliti dal fisioterapista in base a procedura, età e risposta al carico; nessuna dose automatica ricavata dalla fase.
Piccoli salti in avanti a due piedi
Solo dopo autorizzazione ai salti e prova di atterraggio sul posto controllata dal fisioterapista. La figura mostra la progressione in avanti, da introdurre con lui.
Con il fisioterapista, esegui un piccolo salto in avanti a due piedi su superficie stabile e regolare, come in figura.
Atterra sui due piedi con controllo e fermati prima di ripetere. Distanza e numero di salti sono scelti dal fisioterapista; niente salti laterali o su una gamba senza nuova indicazione.
Fermati per dolore o perdita di controllo e riferisci dolore o gonfiore nelle ore successive.
Dose e progressione: Prime prove e dose scelte dal fisioterapista; aumentare solo dopo aver verificato anche la risposta successiva.
Frenate e cambi di direzione programmati
Dopo aver tollerato la corsa rettilinea e ricevuto una specifica autorizzazione a frenate e cambi di direzione. Prima prova con il fisioterapista; non è un esercizio iniziale di corsa.
Con il fisioterapista, inizia da frenate controllate e curve ampie a bassa velocità, in direzioni concordate.
Mantieni il controllo di tronco, ginocchio e piede. Aumenta velocità e angolo della curva separatamente; svolte strette, reattive o con contatto richiedono ulteriore valutazione.
Fermati per dolore, cedimento o zoppia; segnala anche gonfiore o dolore dopo la seduta e il giorno successivo.
Dose e progressione: Intervalli, recuperi e giorni di riposo definiti per età, sport e livello precedente. Nessuna prova massimale autonoma; allenamento completo prima della gara.
Ritorno allo sport / attività completa
La procedura, gli interventi associati e il recupero determinano i tempi, non il calendario della distorsione.
Guarigione valutata e via libera all’impatto.
Documentare movimento, sollevamenti del tallone e controllo dell'appoggio; dopo via libera all'impatto verificare atterraggi e frenate senza reazione articolare.
Allenamento completo senza dolore profondo o gonfiore successivo.
Segnali d'allarme: sospendere e contattare il curante
Febbre, arrossamento o calore della ferita in aumento, oppure secrezioni: contattare il team chirurgico in giornata, anche se la febbre manca.
Dolore in aumento, nuovo blocco, gonfiore persistente o perdita del movimento recuperato: sospendere la progressione e richiedere un controllo.
Piede freddo o pallido, sensibilità ridotta o dolore forte sotto gesso/tutore: valutazione urgente. Difficoltà respiratoria o dolore toracico: emergenza.
Linee guida e letteratura
Le fonti orientano il percorso; non convalidano ogni dose per il singolo bambino.
Schema da personalizzare con ortopedico e fisioterapista: non sostituisce la prescrizione individuale. Rispettare protezioni e criteri clinici, non solo le date.
Autore: Dott. Daniele Priano, Ortopedia Pediatrica. Versione del contenuto: 21 ottobre 2026.
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Scegli la fase esatta assegnata dal curante, poi seleziona ciascuna attività prescritta. Nessun esercizio è selezionato automaticamente. Il team definisce carico, movimento, ausili, dose e frequenza; le indicazioni mancanti vanno completate prima dell’uso, anche a mano.
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Breve fase educativa e funzionale nei casi programmati; non prevista nei casi acuti da trattare senza attese.
Breve fase educativa e funzionale nei casi programmati; non prevista nei casi acuti da trattare senza attese.
Solo dopo autorizzazione alla mobilità e alla rimozione del tutore per questo esercizio.
Solo quando un appoggio del piede è autorizzato. La figura non mostra uno schema di scarico completo: se non puoi appoggiare, serve l’addestramento specifico.
Solo per una limitazione di dorsiflessione valutata dal fisioterapista, dopo via libera a carico e mobilità in questa posizione.
Solo quando il gesto è autorizzato nella fase indicata, rispettando carico e movimento prescritti.
Solo dopo autorizzazione all’eversione contro resistenza e dimostrazione del fisioterapista.
Solo dopo via libera al carico completo e al rinforzo del polpaccio.
Dopo autorizzazione al carico completo e all’appoggio su una gamba; prima prova con il fisioterapista.
Solo quando il gesto è autorizzato nella fase indicata, rispettando carico e movimento prescritti.
Solo dopo il via libera alla corsa previsto da questo protocollo e la valutazione di movimento, forza e controllo. Rispettare anche i tempi di protezione della lesione o dell’intervento.
Solo dopo autorizzazione ai salti e prova di atterraggio sul posto controllata dal fisioterapista. La figura mostra la progressione in avanti, da introdurre con lui.
Dopo aver tollerato la corsa rettilinea e ricevuto una specifica autorizzazione a frenate e cambi di direzione. Prima prova con il fisioterapista; non è un esercizio iniziale di corsa.
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Promemoria di sicurezza della fase ·
DA COMPLETARE PRIMA DI ESEGUIRE — Il team curante deve completare le indicazioni vuote, anche a mano, prima di usare questa scheda.
Seguire fase e indicazioni confermate dal curante; compilare i campi non autorizza a eseguire gli esercizi.
Nessun esercizio assegnato. Questo è un promemoria di sicurezza, non una prescrizione completa di esercizi.
Indicazioni individuali per questa fase
Carico (quanto peso sulla gamba): ________________________________
Movimento consentito: ________________________________
Tutore e stampelle: ________________________________
Procedura e condizioni di partenza
Prima di iniziare: Registrare procedura, sede/dimensioni e interventi associati. Riportare carico, tutore/gesso e movimenti ammessi dal chirurgo.
Progressione: Il periodo di scarico non è uguale per tutte le procedure. Dolore assente e ferita guarita non autorizzano da soli carico o impatto. Le verifiche funzionali sotto sono una checklist pratica adattata dalle fonti, non test pediatrici validati.
Prima di iniziare
Esegui solo gli esercizi selezionati per te e nella dose indicata. Se nella scheda mancano carico o movimenti consentiti, chiedi di completarli prima di iniziare.
Non provare corsa o salti per vedere se sei guarito.
Riferisci anche dolore o gonfiore comparsi dopo la seduta.
Segnali d’allarme: sospendere e contattare il curante
Febbre, arrossamento o calore della ferita in aumento, oppure secrezioni: contattare il team chirurgico in giornata, anche se la febbre manca.
Dolore in aumento, nuovo blocco, gonfiore persistente o perdita del movimento recuperato: sospendere la progressione e richiedere un controllo.
Piede freddo o pallido, sensibilità ridotta o dolore forte sotto gesso/tutore: valutazione urgente. Difficoltà respiratoria o dolore toracico: emergenza.
Schema da personalizzare con ortopedico e fisioterapista: non sostituisce la prescrizione individuale. Rispettare protezioni e criteri clinici, non solo le date.
Schema da personalizzare con ortopedico e fisioterapista: non sostituisce la prescrizione individuale. Rispettare protezioni e criteri clinici, non solo le date.