Dott. Daniele Priano — Ortopedia Pediatrica · ortopediaevolutiva.com
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    Distacco Osteocondrale del Ginocchio: sintesi del frammento o microfratture

    Percorso in 6 fasi dopo trattamento di una lesione osteocondrale del condilo femorale o della rotula, con le differenze sostanziali tra sintesi del frammento (si ripara cartilagine ialina nativa) e microfratture (si forma fibrocartilagine di riparazione).

    Carico protetto 6-8 settimane · Corsa 4-6 mesi · Sport di contatto/pivot 9-12 mesi (sintesi) o 8-12 mesi (microfratture)

    Questi documenti sono ipotesi di protocollo a scopo informativo ed educativo: non sostituiscono la prescrizione riabilitativa del singolo caso. Tempi, carichi e progressioni vanno sempre adattati al paziente, al tipo di lesione, alla tecnica chirurgica utilizzata e all’andamento clinico, in collaborazione tra chirurgo ortopedico, fisioterapista ed eventualmente fisiatra. La progressione è guidata dai criteri oggettivi raggiunti, non solo dal calendario.

    La cartilagine articolare è il rivestimento liscio che permette alle superfici del ginocchio di scorrere l’una sull’altra quasi senza attrito. Quando un trauma o un’osteocondrite dissecante stacca un frammento di cartilagine insieme al suo osso sottostante, si parla di lesione (o distacco) osteocondrale: nel ginocchio le sedi più frequenti sono il condilo femorale mediale, il condilo laterale e la faccetta rotulea dopo una lussazione di rotula.

    Esistono due strategie chirurgiche molto diverse, e la riabilitazione cambia di conseguenza. Nella sintesi del frammento il pezzo viene ripulito, riposizionato nella sua sede e fissato con viti o pin riassorbibili: si conserva la cartilagine ialina originale, ma bisogna aspettare che l’osso sotto il frammento si saldi come una piccola frattura. Nelle microfratture (o nanofratture) il frammento non è recuperabile: il fondo del cratere viene perforato per fare arrivare le cellule del midollo osseo, che formano un coagulo e poi un tessuto di riparazione, la fibrocartilagine, meno resistente della cartilagine originale e che matura lentamente nell’arco di 12-18 mesi.

    In entrambi i casi il principio biologico è lo stesso e va spiegato bene alla famiglia: il movimento fa bene, il carico troppo precoce fa male. Il liquido articolare nutre la cartilagine solo se l’articolazione si muove, per questo la mobilizzazione inizia subito; ma la compressione a pieno peso su un frammento appena fissato o su un coagulo appena formato lo può schiacciare o staccare. Movimento presto, carico tardi.

    La zona della lesione conta quanto la tecnica. Se la lesione è su un condilo (zona portante) il carico va protetto ma il ginocchio può flettersi liberamente; se è sulla rotula o sulla troclea (zona di scorrimento) il carico si può concedere prima, ma la flessione sotto carico va limitata perché è proprio la flessione a comprimere la rotula contro il femore.

    Il percorso descritto qui è un’ipotesi di protocollo su 6 fasi. I tempi indicati sono minimi biologici: il passaggio di fase avviene solo quando i criteri oggettivi sono soddisfatti e, nel dubbio, prevale sempre l’indicazione del chirurgo che conosce la dimensione della lesione, la qualità della fissazione e la stabilità del frammento vista in artroscopia.

    Parametri chiave

    Carico (lesione condilare)
    Sfioramento (touch-down, ~10-15 kg) per 6 settimane, poi progressione di circa 25% del peso corporeo a settimana fino al carico completo intorno alla 8ª settimana.
    Carico (lesione rotulea/trocleare)
    Carico consentito in estensione con ginocchiera bloccata a 0° per 4-6 settimane; è la flessione sotto carico a essere limitata, non il carico in sé.
    Mobilizzazione
    Passiva/CPM o kinetec dal 1° giorno: 0-30° iniziali, poi +10-15° al giorno secondo tolleranza. Obiettivo 90° a 2 settimane, ROM completo a 6-8 settimane.
    Sintesi del frammento
    Consolidazione ossea del frammento verificata con RM (o TC) tra 8 e 12 settimane prima del carico completo senza restrizioni.
    Microfratture
    Maturazione della fibrocartilagine 12-18 mesi: carico controllato più a lungo, impatto e torsioni introdotti con maggiore gradualità.
    Corsa
    Non prima di 4 mesi (sintesi con consolidazione documentata) o 5-6 mesi (microfratture), sempre con ginocchio asciutto e quadricipite ≥80%.
    Ritorno allo sport
    Sport di pivot/contatto 9-12 mesi, con batteria di test superata e assenza di versamento dopo carico progressivo.

    Che cosa fa l’intervento

    Sintesi del frammento
    Il frammento viene riposizionato nella sua sede e fissato con viti o pin riassorbibili: si conserva la cartilagine ialina originale.
    Microfratture
    Il fondo del cratere viene perforato: dal midollo osseo arrivano cellule che formano un coagulo e poi fibrocartilagine di riparazione.

    Sintesi del frammento o microfratture: che cosa cambia davvero

    Le due tecniche hanno obiettivi biologici diversi e questo si riflette su carico, tempi e ritorno allo sport. Non esiste una tecnica migliore in assoluto: la scelta dipende dalla dimensione della lesione, dallo stato del frammento e dall’età del paziente.

    Sintesi del frammentoMicrofratture / nanofratture
    Obiettivo biologicoConservare la cartilagine ialina nativa e far consolidare l’osso sotto il frammento, come una piccola frattura.Stimolare il midollo osseo a produrre un tessuto di riparazione (fibrocartilagine) che ricopra il difetto.
    Indicazione tipicaFrammento integro, di dimensioni adeguate, con osso sottostante recuperabile; frequente nell’osteocondrite dissecante del ragazzo.Frammento frammentato, degenerato o assente; lesioni in genere piccole (indicativamente <2 cm²).
    CaricoSfioramento per circa 6 settimane, poi progressione fino al carico completo verso l’8ª settimana, dopo verifica della consolidazione.Carico protetto per 6-8 settimane per non schiacciare il coagulo, con progressione simile ma guidata dai sintomi.
    Movimento precoceMobilizzazione passiva subito: nutre la cartilagine e previene le aderenze.Mobilizzazione passiva ancora più importante: il movimento modella il tessuto di riparazione in formazione.
    Tempi di maturazioneConsolidazione ossea in 8-12 settimane; la cartilagine sopra è già matura perché è quella originale.La fibrocartilagine matura in 12-18 mesi: la superficie resta vulnerabile a lungo.
    Qualità del tessuto finaleCartilagine ialina, cioè quella "vera", con le migliori proprietà meccaniche se il frammento guarisce.Fibrocartilagine, meno elastica e meno resistente all’usura nel lungo periodo.
    Ritorno allo sportIn genere 9-12 mesi negli sport di pivot, con conferma radiologica della guarigione.8-12 mesi con progressione dell’impatto più graduale; risultati migliori nelle lesioni piccole e nei pazienti giovani.
    Rischio principaleMancata consolidazione o mobilizzazione del frammento se il carico viene anticipato.Riempimento incompleto del difetto e deterioramento del tessuto nel tempo, soprattutto nelle lesioni ampie.

    Esistono altre opzioni (innesti osteocondrali, membrane, trapianti autologhi di condrociti) che seguono protocolli specifici: qui sono descritte le due tecniche più frequenti nel paziente giovane.

    La linea del tempo del carico

    1
    0-6 sett.
    Sfioramento, CPM quotidiano
    2
    6-8 sett.
    +25% del peso a settimana
    3
    3 mesi
    Carico completo senza zoppia
    4
    4-6 mesi
    Corsa progressiva
    5
    9-12 mesi
    Sport di pivot e contatto

    Progressione del movimento

    30°Giorno 1 (CPM)90°2 settimane120°6 settimane

    Le tappe in sintesi

    • Giorno 1CPM 0-30°, estensione completa, sfioramento
    • 2 settimaneFlessione 90°, versamento controllato
    • 6 settimaneInizio progressione del carico
    • 8-12 settimaneCarico completo dopo controllo RM
    • 3-5 mesiForza ≥80%, controllo monopodalico
    • 4-8 mesiCorsa e pliometria
    • 9-12 mesiRitorno allo sport con test superati

    Le fasi del percorso

    1

    Fase 1 — Protezione del frammento e del coagulo

    Giorni 0-14

    Obiettivi

    • Proteggere la riparazione: nessuna compressione sulla zona trattata
    • Ottenere e mantenere l’estensione completa (0°)
    • Ridurre versamento e dolore, riattivare il quadricipite

    Cosa si fa

    • Mobilizzazione passiva continua (kinetec/CPM) 2-4 ore al giorno frazionate, o mobilizzazione passiva manuale se il CPM non è disponibile: 0-30° in prima giornata, poi incrementi di 10-15° al giorno secondo tolleranza
    • Crioterapia e compressione 15-20 minuti, 4-6 volte al giorno; arto elevato sopra il livello del cuore quando si è seduti o sdraiati
    • Isometriche del quadricipite (quad set) e mobilizzazione della rotula in tutte le direzioni per evitare aderenze
    • Cammino con due stampelle rispettando rigorosamente il carico prescritto: la punta appoggia solo per l’equilibrio, non per sostenere il peso
    • Contrazioni di caviglia e glutei, esercizi per l’arto sano e per il tronco per mantenere la condizione generale

    Restrizioni e precauzioni

    • Nessun carico oltre lo sfioramento nelle lesioni condilari
    • Nessuna flessione sotto carico nelle lesioni rotulee/trocleari
    • Nessuna contrazione attiva del quadricipite a catena cinetica aperta con resistenza
    • Evitare di stare seduti a lungo con il ginocchio flesso e il piede penzoloni (favorisce il gonfiore)

    Criteri per passare alla fase successiva

    • Estensione attiva completa (0°) senza deficit di sollevamento della gamba tesa
    • Flessione almeno 60-90° in passivo
    • Versamento in riduzione, ferite asciutte
    • Uso corretto e sicuro delle stampelle, anche sulle scale

    Nota per il fisioterapista

    Il deficit di estensione delle prime settimane è la complicanza più difficile da recuperare: prona la gamba fuori dal lettino con il tallone appoggiato per 10 minuti, 3-4 volte al giorno, è il singolo esercizio con il miglior rapporto costo/beneficio in questa fase.

    2

    Fase 2 — Recupero del movimento a carico protetto

    Settimane 2-6

    Obiettivi

    • ROM 0-120° entro la 6ª settimana
    • Controllo attivo del quadricipite senza ritardo di attivazione
    • Mantenere il trofismo muscolare senza caricare la lesione

    Cosa si fa

    • Mobilizzazione attiva assistita e passiva quotidiana, scivolamenti del tallone al muro, bicicletta senza resistenza (sella alta) quando la flessione supera i 100-105°
    • Elettrostimolazione del quadricipite (NMES) associata alla contrazione volontaria se persiste inibizione
    • Rinforzo a catena cinetica chiusa in scarico o in acqua (idroterapia dopo la guarigione delle ferite), esercizi per anca e core
    • Progressione del carico solo se prescritta: aumento di circa il 25% del peso corporeo a settimana, con bilancia pesapersone come feedback

    Restrizioni e precauzioni

    • Niente squat oltre 30-45° nelle lesioni rotulee/trocleari
    • Niente leg extension con carichi, niente step, niente affondi
    • Nessuna torsione del ginocchio in carico

    Criteri per passare alla fase successiva

    • ROM 0-120° o comunque simmetrico entro 15°
    • Contrazione del quadricipite ben visibile con sollevamento della gamba tesa senza ritardo
    • Nessun aumento di versamento nelle 24 ore successive alle sedute
    • Carico raggiunto secondo la tabella prescritta

    Nota per il fisioterapista

    Nelle lesioni rotulee, l’angolo di sicurezza dipende dalla sede della lesione: lesioni distali della rotula sono compresse a 20-30°, lesioni prossimali a 60-90°. Chiedere al chirurgo l’arco di flessione da evitare invece di applicare una regola generica.

    3

    Fase 3 — Transizione al carico completo

    Settimane 6-12

    Obiettivi

    • Abbandono delle stampelle con cammino simmetrico
    • Forza del quadricipite ≥60-70% del controlaterale
    • Verifica radiologica della guarigione (sintesi) o della copertura del difetto (microfratture)

    Cosa si fa

    • Svezzamento progressivo dalle stampelle: prima una sola stampella dal lato opposto, poi cammino libero, solo se non compare zoppia
    • Rinforzo a catena cinetica chiusa: mini-squat 0-45°, leg press bipodalica a basso carico, ponte glutei, step-up bassi
    • Propriocezione bipodalica e poi monopodalica su superficie stabile
    • Cyclette con resistenza progressiva, nuoto a stile libero (evitare la rana per le prime 12 settimane)
    • RM di controllo tra 8 e 12 settimane nelle sintesi, per confermare la consolidazione prima di liberare il carico

    Restrizioni e precauzioni

    • Nessuna corsa, nessun salto, nessun cambio di direzione
    • Evitare squat profondi e affondi profondi

    Criteri per passare alla fase successiva

    • Cammino senza zoppia e senza ausili per almeno 20 minuti
    • ROM completo e simmetrico
    • Ginocchio asciutto: nessun versamento dopo attività quotidiana
    • Quadricipite ≥60-70% al dinamometro o test isometrico comparativo
    4

    Fase 4 — Rinforzo e controllo neuromuscolare

    Mesi 3-5

    Obiettivi

    • Forza quadricipite e ischiocrurali ≥80%
    • Controllo dell’asse dell’arto in monopodalico (niente valgo dinamico)
    • Preparare il ginocchio all’impatto

    Cosa si fa

    • Rinforzo progressivo: squat, leg press monopodalica, step-down, affondi controllati, ponte monopodalico
    • Lavoro eccentrico del quadricipite e catena posteriore (nordic hamstring adattato all’età)
    • Propriocezione su superfici instabili, dual task, perturbazioni
    • Condizionamento cardiovascolare senza impatto: bici, ellittica, nuoto, corsa in acqua alta
    • Nelle microfratture: introdurre il carico ciclico progressivo (camminata veloce, salite) prima dell’impatto vero e proprio

    Restrizioni e precauzioni

    • Impatto e pliometria solo al superamento dei criteri della fase
    • Attenzione al dolore profondo e al versamento tardivo: sono segnali di sovraccarico della zona riparata

    Criteri per passare alla fase successiva

    • Forza quadricipite ≥80% del controlaterale
    • Step-down da 20 cm eseguito con controllo del ginocchio, senza valgo e senza dolore
    • Nessun versamento dopo 48 ore da una seduta intensa
    • Camminata veloce di 30 minuti e salita/discesa scale senza dolore

    Nota per il fisioterapista

    Il versamento è il termometro della cartilagine: se compare gonfiore dopo un carico nuovo, quel carico era eccessivo. Ridurre di un livello e riproporlo dopo 5-7 giorni, invece di sospendere tutto.

    5

    Fase 5 — Corsa, impatto e pliometria

    Mesi 4-8 (sintesi) / 5-9 (microfratture)

    Obiettivi

    • Corsa continuativa senza sintomi né versamento
    • Assorbimento dell’impatto simmetrico nei salti
    • Forza ≥90%

    Cosa si fa

    • Programma di ritorno alla corsa a intervalli (cammino/corsa) su superficie regolare, progressione del 10% settimanale di volume
    • Pliometria in progressione: doppio appoggio in scarico parziale, doppio appoggio completo, monopodalico, salti con atterraggio controllato
    • Agilità lineare, poi cambi di direzione ampi e infine stretti
    • Rinforzo mantenuto 2-3 volte a settimana in parallelo al lavoro sul campo

    Restrizioni e precauzioni

    • Niente contatto, niente gesti sport-specifici a piena intensità
    • Sospendere l’impatto se compare versamento o dolore che dura oltre 24 ore

    Criteri per passare alla fase successiva

    • Corsa continua 20-30 minuti senza dolore e senza gonfiore il giorno dopo
    • Hop test in progressione con LSI ≥85-90%
    • Atterraggio da un gradino con ginocchio allineato, ammortizzato e simmetrico
    • Forza quadricipite e ischiocrurali ≥90%
    6

    Fase 6 — Ritorno allo sport e mantenimento

    Mesi 8-12 e oltre

    Obiettivi

    • Ritorno graduale agli allenamenti completi e poi alla gara
    • Protezione a lungo termine della cartilagine

    Cosa si fa

    • Reinserimento progressivo: allenamento parziale senza contatto → allenamento completo → spezzone di gara → gara
    • Programma neuromuscolare preventivo mantenuto tutto l’anno (tipo FIFA 11+ o equivalente)
    • Controllo del peso corporeo, gestione dei carichi settimanali, evitare doppie sessioni ad alto impatto ravvicinate
    • Controllo clinico e, se indicato, RM a 12 mesi nelle lesioni ampie o nelle microfratture

    Criteri per passare alla fase successiva

    • Batteria di test superata con LSI ≥90% su tutti gli item
    • Nessun versamento e nessun dolore nelle 4 settimane precedenti
    • Autorizzazione del chirurgo, con imaging coerente nei casi di lesione ampia
    • Fiducia soggettiva nel ginocchio (ACL-RSI o scala analogica ≥8/10)

    Ritorno allo sport / attività completa

    Sport senza contatto 6-8 mesi; sport di pivot e contatto 9-12 mesi. Le microfratture richiedono in genere una progressione dell’impatto più lenta perché la fibrocartilagine matura fino a 12-18 mesi.

    • Forza quadricipite e ischiocrurali con LSI ≥90% (dinamometro o test isometrico comparabile)
    • Batteria di hop test (single hop, triple hop, crossover, 6 m timed) con LSI ≥90%
    • Assenza di versamento nelle 4 settimane precedenti, anche dopo carichi elevati
    • Atterraggio bipodalico e monopodalico senza valgo dinamico (drop jump valutato in video)
    • Assenza di dolore profondo o di scrosci dolorosi durante squat e discesa scale
    • IKDC soggettivo o KOOS-Sport ≥90 e fiducia soggettiva adeguata

    Nel paziente in crescita con osteocondrite dissecante il criterio radiologico è dirimente: la ripresa dell’impatto va autorizzata solo con segni di guarigione della lesione. Nei casi di lesione ampia (>2-3 cm²) o in sede portante è ragionevole consigliare una scelta sportiva a minore impatto articolare a lungo termine.

    Red flags: sospendere e contattare subito

    • Blocco articolare improvviso o sensazione di corpo che si muove dentro il ginocchio (possibile distacco o mobilizzazione del frammento)
    • Versamento che ricompare dopo ogni seduta o che non si riduce in 48 ore
    • Dolore profondo, sordo, che aumenta con il carico e non passa con il riposo
    • Perdita improvvisa dell’estensione raggiunta
    • Febbre, rossore, calore locale o secrezione dalla ferita (sospetta infezione)
    • Dolore e gonfiore al polpaccio, dolore toracico o affanno (sospetta trombosi venosa profonda o embolia)

    Linee guida e letteratura di riferimento

    Gli esercizi chiave, passo per passo

    Ogni esercizio appartiene a una fase precisa: non vanno anticipati. Il dosaggio è indicativo e va adattato dal fisioterapista.

    Contrazione isometrica del quadricipite (quad set)

    1. Contrazione isometrica del quadricipite (quad set)

    Dal 1° giorno

    • Sdraiati sulla schiena con la gamba distesa e un asciugamano arrotolato sotto la caviglia.
    • Spingi il ginocchio verso il basso contraendo la coscia, come se volessi schiacciare il lettino.
    • Il tallone si solleva leggermente: significa che stai raggiungendo l’estensione completa.

    Dosaggio: 10 contrazioni da 5 secondi, 4-6 volte al giorno

    Sollevamento della gamba tesa

    2. Sollevamento della gamba tesa

    Dal 1°-2° giorno

    • Sdraiato sulla schiena, contrai prima la coscia fino a bloccare il ginocchio dritto.
    • Solleva la gamba tesa di circa 30 cm, mantieni 3 secondi e scendi lentamente.
    • Se il ginocchio si piega mentre sollevi, il quadricipite non è ancora pronto: torna al quad set.

    Dosaggio: 3 serie da 10, 2 volte al giorno

    Attivazione del vasto mediale

    3. Attivazione del vasto mediale

    Settimane 1-6

    • Seduto con un cuscino sotto il ginocchio leggermente piegato.
    • Estendi il ginocchio spingendo il tallone in avanti, senza sollevare la coscia dal cuscino.
    • Concentrati sul muscolo a goccia sopra la parte interna del ginocchio.

    Dosaggio: 3 serie da 12, 1-2 volte al giorno

    Progressione del carico con la bilancia

    4. Progressione del carico con la bilancia

    Fase di svezzamento dalle stampelle

    • Appoggia il piede operato su una bilancia pesapersone, in piedi tra le stampelle.
    • Impara che cosa significano 20 kg, 40 kg, metà del tuo peso: memorizza la sensazione.
    • Aumenta di un livello a settimana, solo se non compaiono dolore e gonfiore.

    Dosaggio: 5 minuti al giorno di allenamento al carico

    Mini-squat 0-45°

    5. Mini-squat 0-45°

    Dalla fase di carico completo

    • In piedi, piedi alla larghezza delle anche, peso distribuito equamente sui due piedi.
    • Piega le ginocchia fino a circa 45°, tenendo le ginocchia allineate sopra i piedi.
    • Risali spingendo con i talloni, senza far cadere il ginocchio verso l’interno.

    Dosaggio: 3 serie da 12, 3-4 volte a settimana

    Ponte glutei

    6. Ponte glutei

    Dalla 2ª settimana

    • Sdraiato sulla schiena, ginocchia piegate, piedi appoggiati a terra.
    • Solleva il bacino contraendo i glutei, fino ad allineare spalle-anca-ginocchio.
    • Scendi lentamente senza inarcare la schiena.

    Dosaggio: 3 serie da 12-15, a giorni alterni

    Equilibrio su una gamba

    7. Equilibrio su una gamba

    Dalla fase di carico completo

    • In piedi su una gamba, ginocchio leggermente flesso, sguardo avanti.
    • Progredisci così: occhi aperti → occhi chiusi → superficie morbida → lancio di una palla.
    • Il bacino deve restare orizzontale: se si abbassa da un lato, il gluteo medio è debole.

    Dosaggio: 3 x 30 secondi per lato, ogni giorno

    Step-down controllato

    8. Step-down controllato

    Fase di rinforzo (dal 3° mese)

    • In piedi su un gradino di 15-20 cm, sull’arto operato.
    • Scendi lentamente con l’altro piede, sfiorando il pavimento con il tallone, in 3 secondi.
    • Il ginocchio d’appoggio deve restare allineato sopra il piede: se cade all’interno, abbassa il gradino.

    Dosaggio: 3 serie da 8-10 per lato, 3 volte a settimana

    Condizionamento a basso impatto

    9. Condizionamento a basso impatto

    Tutte le fasi intermedie

    • Cyclette con sella alta e resistenza minima, nuoto (evitando la rana nelle prime settimane), ellittica.
    • Servono a mantenere la condizione generale senza comprimere la zona riparata.
    • Il criterio è sempre lo stesso: nessun gonfiore il giorno dopo.

    Dosaggio: 20-30 minuti, 3-5 volte a settimana

    Pliometria progressiva

    10. Pliometria progressiva

    Fase di impatto

    • Inizia con saltelli sul posto a due piedi, atterrando morbido con ginocchia piegate.
    • Progredisci a salti avanti-indietro, laterali, poi su una gamba sola.
    • L’atterraggio deve essere silenzioso: il rumore indica un ammortizzamento insufficiente.

    Dosaggio: 2-3 serie da 10-20 contatti, 2-3 volte a settimana

    Domande frequenti

    Perché posso piegare il ginocchio ma non appoggiare il piede?

    Perché il movimento e il carico fanno cose diverse. Il movimento fa circolare il liquido articolare che nutre la cartilagine e impedisce le aderenze; il carico invece schiaccia la zona riparata. Nelle prime settimane si vuole il primo senza il secondo.

    La fibrocartilagine è "peggiore" della cartilagine normale?

    È un tessuto di riparazione: copre il difetto e in molti pazienti funziona bene per anni, ma è meno elastica e meno resistente all’usura della cartilagine ialina. Per questo dopo microfratture si è più prudenti con impatto e torsioni e si evita di anticipare i tempi.

    Serve davvero la macchina per il movimento passivo (kinetec)?

    È utile ma non indispensabile: l’obiettivo è che il ginocchio si muova molte volte al giorno in scarico. Se il kinetec non è disponibile, si ottiene lo stesso risultato con mobilizzazione passiva manuale e scivolamenti del tallone ripetuti più volte al giorno.

    Mio figlio può fare educazione fisica a scuola?

    Nei primi 3-4 mesi va esonerato dalle attività con corsa, salti e giochi di squadra. Può partecipare con compiti alternativi (arbitraggio, esercizi per arti superiori) e rientrare gradualmente quando la fase di impatto è stata superata con criteri soddisfatti.

    Il gonfiore che compare la sera è normale?

    Un lieve gonfiore serale nelle prime settimane è comune. Diventa un segnale di allarme quando aumenta di giorno in giorno, quando compare dopo ogni seduta o quando non si riduce entro 24-48 ore con ghiaccio ed elevazione: in quel caso il carico della settimana è eccessivo e va ridotto di un livello.

    Posso fare fisioterapia solo una volta a settimana?

    La seduta con il fisioterapista serve a impostare, correggere e progredire. Il risultato però dipende dagli esercizi svolti a casa ogni giorno: un programma domiciliare quotidiano, anche breve, vale più di una seduta settimanale isolata.

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