Dott. Daniele Priano — Ortopedia Pediatrica · ortopediaevolutiva.com
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    Frattura-Distacco delle Spine Tibiali: reinserzione e sintesi con pin riassorbibili

    Protocollo in 5 fasi dopo riduzione e sintesi della frattura dell’eminenza intercondiloidea con pin riassorbibili (Smart Nails), viti o sutura: è l’equivalente pediatrico della lesione del crociato anteriore, ma qui guarisce osso, non legamento.

    Immobilizzazione in estensione 30 giorni · Scarico completo 30 giorni · Carico completo 6-8 settimane · Corsa 3-4 mesi · Sport di pivot 6-9 mesi

    Prepara la scheda per la visita

    Usa la condizione e la fase indicate dal curante. Puoi escludere singoli esercizi: istruzioni, figure e precauzioni restano insieme.

    Il cambio di fase ripristina il suo elenco di esercizi. La fase non si sceglie in base ai soli giorni trascorsi.

    Escludi esercizi se necessario

    12 schede di esercizi incluse su 12

    La pagina completa resta consultabile. La selezione non viene salvata o condivisa.

    Questo protocollo fa parte del percorso post-operatorio e va adattato alle indicazioni del chirurgo e alla risposta clinica individuale.

    Questi protocolli costituiscono modelli generali a scopo informativo ed educativo: non sostituiscono la prescrizione riabilitativa del singolo caso. Tempi, carichi e progressioni vanno sempre adattati al paziente, al tipo di lesione, alla tecnica chirurgica utilizzata e all’andamento clinico, in collaborazione tra chirurgo ortopedico, fisioterapista ed eventualmente fisiatra. La progressione è guidata dai criteri oggettivi raggiunti, non solo dal calendario.

    In sintesi — percorso completo

    Tutore
    Ginocchiera bloccata in estensione o apparecchio gessato per 30 giorni, giorno e notte, salvo diversa indicazione del chirurgo.
    Carico
    Scarico completo (piede non appoggiato) con stampelle per i primi 30 giorni; carico progressivo solo dopo il controllo clinico-radiografico, con carico completo in genere fra la 6ª e l’8ª settimana.
    ROM
    Ginocchio mantenuto in estensione nel primo mese; la flessione viene avviata e progredita dopo il controllo di fine primo mese, in genere 0-60° entro pochi giorni, 0-90° entro la 6ª settimana e ROM completo fra la 8ª e la 10ª settimana.
    Rischio principale
    Artrofibrosi (perdita di estensione o flessione). Se al controllo del secondo mese la flessione non progredisce o manca l’estensione completa, serve rivalutazione clinica immediata, non attesa.
    Guarigione ossea
    Controllo radiografico a circa 4 settimane; consolidazione generalmente nell’arco di alcune settimane, verificata clinicamente e radiograficamente.
    Corsa
    In genere dal 3°-4° mese, con ROM completo, ginocchio asciutto e quadricipite ≥80%.
    Ritorno allo sport
    Sport senza contatto 4-6 mesi; sport di pivot e contatto 6-9 mesi con test funzionali superati e stabilità clinica.

    Nel bambino e nel ragazzo con fisi aperte, l’osso dell’eminenza intercondiloidea è più debole del legamento crociato anteriore che vi si inserisce. Per questo un trauma in torsione, che nell’adulto romperebbe il legamento, in età evolutiva stacca invece un frammento osseo dal piatto tibiale: è la frattura-distacco delle spine tibiali. Il legamento crociato anteriore resta generalmente inserito al frammento, ma può avere subito un’elongazione al momento del trauma e possono coesistere lesioni meniscali o condrali associate.

    Passo per passo

    Ogni fase offre esercizi fra cui scegliere: eseguire solo quelli selezionati dal curante, senza anticipare le fasi né sommare automaticamente quelli precedenti. Dose, frequenza e recuperi sono individuali; il catalogo completo non è una singola seduta.

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    Prima dell’intervento — Preparazione all’intervento (educativa)

    Nelle ore o nei giorni che precedono l’intervento: è una lesione traumatica che va spesso trattata precocemente.

    Quando serve

    • Non è previsto alcun programma di prehabilitation: il frammento delle spine tibiali non va sollecitato.
    • La preparazione è esclusivamente educativa e organizzativa, rivolta al ragazzo e alla famiglia.

    Obiettivi prima dell’intervento

    • Comprendere immobilizzazione e posizione del ginocchio prevista dopo l’intervento.
    • Comprendere lo scarico iniziale e l’uso delle stampelle.
    • Conoscere gli obiettivi post-operatori delle prime settimane (estensione, attivazione muscolare, recupero graduale della flessione).
    • Sapere quali segnali segnalare subito (dolore ingravescente, gonfiore rapido, alterazioni della sensibilità o della motilità, cambiamento del colore o della temperatura del piede).

    Attività

    • Addestramento a stampelle con lo scarico indicato, evitando qualsiasi movimento che carichi o mobilizzi il ginocchio infortunato.
    • Spiegazione del tutore/immobilizzazione e delle modalità di trasferimento (letto, sedia, auto, bagno).
    • Nessun esercizio del ginocchio infortunato prima dell’intervento.

    Esercizi preoperatori

    Addestramento a stampelle e carico
    Addestramento a stampelle e carico
    • Prova le stampelle prima dell’intervento, con l’altezza regolata e il carico indicato dal chirurgo.
    • Esercitati su piano, scale e ingresso di casa, con qualcuno che ti assiste.
    • Impara anche a sederti, alzarti e spostarti in bagno rispettando le restrizioni di carico previste.

    Dosaggio: Almeno una sessione di addestramento prima del ricovero; ripetere finché il gesto è sicuro.

    Criteri di prontezza all’intervento

    • Il ragazzo si sposta in sicurezza con le stampelle, senza caricare l’arto.
    • Famiglia informata su immobilizzazione, tempi e obiettivi post-operatori.
    • Documentazione e organizzazione domestica pronte per il ricovero.

    Quando non ritardare l’intervento

    • La frattura-distacco delle spine tibiali è una lesione traumatica: il trattamento non va rinviato per motivi riabilitativi.
    • Ginocchio bloccato in estensione incompleta per interposizione del frammento: trattamento tempestivo.

    Cosa preparare a casa e a scuola

    • Organizza gli spostamenti a casa: percorsi liberi, tappeti rimossi, oggetti utili ad altezza di mano.
    • Prepara ghiaccio, cuscino per il rialzo del tallone, abbigliamento comodo e le stampelle già regolate.
    • Avvisa la scuola o la società sportiva: prevedi assenza, esonero temporaneo e modalità di rientro graduale.
    • Concorda in anticipo con il fisioterapista la prima seduta post-operatoria.
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    Fase 1 — Protezione della sintesi in estensione e scarico

    Tempistica orientativa: Giorni 0-30

    La finestra temporale è indicativa: il passaggio alla fase successiva dipende dai criteri elencati sotto, non dal calendario.

    Obiettivi

    • Proteggere la sintesi e la tenuta della riduzione
    • Mantenere l’estensione completa
    • Prevenire l’inibizione del quadricipite

    Cosa si fa

    • Ginocchiera bloccata in estensione o apparecchio gessato, giorno e notte, per 30 giorni
    • Scarico completo con stampelle: il piede non appoggia a terra, salvo diversa indicazione del chirurgo
    • Contrazioni isometriche del quadricipite e sollevamento della gamba tesa con tutore, più volte al giorno
    • Mobilizzazione attiva di caviglia e anca, mobilizzazione della rotula se consentita e se l’immobilizzazione lo permette
    • Crioterapia e compressione, arto elevato; medicazioni e gestione della ferita secondo le indicazioni ricevute alla dimissione

    Restrizioni e precauzioni

    • Nessun carico sull’arto operato
    • Nessuna flessione del ginocchio al di fuori di quanto espressamente autorizzato
    • Nessuna contrazione resistita degli ischiocrurali
    • Nessuna torsione o attività su terreni scivolosi

    Gli esercizi di questa fase

    Contrazione isometrica del quadricipite (quad set)
    1. Contrazione isometrica del quadricipite (quad set)Dopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
    • Sdraiati sulla schiena con la gamba appoggiata e il ginocchio nell’estensione autorizzata.
    • Contrai la parte anteriore della coscia senza sollevare la gamba o forzare il ginocchio. Usa il piccolo supporto sotto il ginocchio solo se mostrato dal fisioterapista.
    • Mantieni brevemente la contrazione e rilassa. Il sollevamento del tallone non è un obiettivo né una prova di estensione completa.

    Dosaggio: 10 contrazioni da 5 secondi, 4-6 volte al giorno

    Sollevamento della gamba tesa
    2. Sollevamento della gamba tesaDopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
    • Sdraiato sulla schiena, contrai prima la coscia fino a bloccare il ginocchio dritto.
    • Solleva la gamba tesa di circa 30 cm, mantieni 3 secondi e scendi lentamente.
    • Se il ginocchio si piega mentre sollevi, il quadricipite non è ancora pronto: torna al quad set.

    Dosaggio: 3 serie da 10, 2 volte al giorno

    Si passa alla fase successiva quando

    • Ferita guarita
    • Buon controllo del quadricipite sotto tutore
    • Dolore e versamento in riduzione
    • Controllo clinico-radiografico a 4 settimane che conferma il mantenimento della riduzione

    Nota per il fisioterapista

    In questo primo mese l’obiettivo non è guadagnare gradi di flessione ma proteggere la sintesi: il lavoro utile è il reclutamento del quadricipite in isometria e il mantenimento dell’estensione. La progressione del movimento inizia dopo il controllo radiografico e va concordata con il chirurgo.

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    Fase 2 — Recupero della flessione e del carico

    Tempistica orientativa: Dal 30° giorno (dopo il controllo clinico-radiografico) alla 8ª settimana

    La finestra temporale è indicativa: il passaggio alla fase successiva dipende dai criteri elencati sotto, non dal calendario.

    Obiettivi

    • Riavviare la flessione dopo il controllo radiografico e raggiungere 90° entro la 6ª settimana
    • Carico completo senza zoppia
    • Riattivazione del quadricipite

    Cosa si fa

    • Avvio e progressione guidata della flessione dopo autorizzazione: scivolamenti del tallone, flessione seduta assistita dalla gravità, cyclette senza resistenza quando si superano i 100-105°
    • Sblocco progressivo del tutore e successivo abbandono secondo indicazione chirurgica
    • Progressione del carico da sfiorato a completo, in genere fra la 6ª e l’8ª settimana; rieducazione del passo allo specchio
    • Rinforzo a catena cinetica chiusa quando il carico è consentito: mini-squat 0-45°, ponte glutei, leg press a basso carico
    • Recuperare l’estensione solo dopo la fase protetta e l’autorizzazione alla mobilizzazione, con posizione e dose insegnate dal fisioterapista. Nessun peso aggiunto alla caviglia a casa.

    Restrizioni e precauzioni

    • Nessun impatto, nessuna corsa
    • Nessuna flessione forzata passiva aggressiva
    • Progressione sempre subordinata alla conferma radiografica di consolidazione

    Gli esercizi di questa fase

    Estensione passiva prona (prone hang)
    3. Estensione passiva prona (prone hang)Dopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
    • Solo dopo il periodo di protezione, il controllo della sintesi e l’autorizzazione alla mobilità: chiedi prima una dimostrazione al fisioterapista.
    • In posizione prona sul lettino, appoggia la coscia e lascia la parte inferiore della gamba oltre il bordo secondo la posizione mostrata.
    • Lascia agire la gravità nell’arco consentito, senza spinte né pesi alla caviglia. Fermati per dolore o tensione non tollerabile.

    Dosaggio: Durata e ripetizioni prescritte dal fisioterapista; non eseguire durante l’immobilizzazione.

    Scivolamenti del tallone (recupero della flessione)
    4. Scivolamenti del tallone (recupero della flessione)Dopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
    • Sdraiato sulla schiena, fai scivolare lentamente il tallone verso il gluteo.
    • Fermati all’angolo consentito dal protocollo, mantieni 5 secondi e torna.
    • Un asciugamano sotto il tallone rende lo scivolamento più facile.

    Dosaggio: 3 serie da 10, 3 volte al giorno

    Progressione del carico con la bilancia
    5. Progressione del carico con la bilanciaDopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
    • Esegui la prima prova con il fisioterapista, con stampelle e appoggi stabili per evitare cadute.
    • Appoggia il piede sulla bilancia solo se il carico è consentito e raggiungi esclusivamente il valore prescritto. Una percentuale dipende dal tuo peso corporeo: non equivale a un numero fisso di chilogrammi.
    • La bilancia aiuta a capire la sensazione in posizione ferma, ma non certifica il carico durante il passo. Non aumentare autonomamente ogni settimana.

    Dosaggio: 5 minuti al giorno di allenamento al carico

    Si passa alla fase successiva quando

    • Flessione almeno 90° a 6 settimane e in progressione verso il ROM completo
    • Estensione completa mantenuta
    • Cammino senza stampelle e senza zoppia
    • Versamento assente o minimo

    Nota per il fisioterapista

    Se dopo lo sblocco la flessione non progredisce o manca l’estensione completa, va informato subito il chirurgo: è la finestra in cui una mobilizzazione mirata evita un intervento successivo.

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    Fase 3 — Forza e controllo del ginocchio

    Tempistica orientativa: Mesi 2-4

    La finestra temporale è indicativa: il passaggio alla fase successiva dipende dai criteri elencati sotto, non dal calendario.

    Obiettivi

    • ROM completo e simmetrico stabile
    • Quadricipite ≥80% del controlaterale
    • Controllo dell’asse in monopodalico

    Cosa si fa

    • Rinforzo progressivo: squat, affondi, step-up e step-down, leg press monopodalica, ponte monopodalico
    • Catena posteriore e ischiocrurali (introdotti gradualmente, senza carichi massimali precoci)
    • Propriocezione monopodalica, superfici instabili, dual task
    • Bici, nuoto, ellittica per il condizionamento; introduzione della corsa in acqua
    • Valutazione della stabilità (Lachman, pivot shift ed eventuali test strumentali): è compito del chirurgo ai controlli programmati, non un’attività da eseguire in palestra o a domicilio

    Restrizioni e precauzioni

    • Nessun cambio di direzione né gesti sport-specifici a piena intensità

    Gli esercizi di questa fase

    Mini-squat 0-45°
    6. Mini-squat 0-45°Dopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
    • In piedi, piedi alla larghezza delle anche, peso distribuito equamente sui due piedi.
    • Piega le ginocchia fino a circa 45°, tenendo le ginocchia allineate sopra i piedi.
    • Risali spingendo con i talloni, senza far cadere il ginocchio verso l’interno.

    Dosaggio: 3 serie da 12, 3-4 volte a settimana

    Ponte glutei
    7. Ponte gluteiDopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
    • Sdraiato sulla schiena, ginocchia piegate, piedi appoggiati a terra.
    • Solleva il bacino contraendo i glutei, fino ad allineare spalle-anca-ginocchio.
    • Scendi lentamente senza inarcare la schiena.

    Dosaggio: 3 serie da 12-15, a giorni alterni

    Step-down controllato
    8. Step-down controllatoDopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
    • In piedi su un gradino di 15-20 cm, sull’arto operato.
    • Scendi lentamente con l’altro piede, sfiorando il pavimento con il tallone, in 3 secondi.
    • Il ginocchio d’appoggio deve restare allineato sopra il piede: se cade all’interno, abbassa il gradino.

    Dosaggio: 3 serie da 8-10 per lato, 3 volte a settimana

    Equilibrio su una gamba
    9. Equilibrio su una gambaDopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
    • In piedi su una gamba, con ginocchio leggermente flesso e sguardo avanti, dopo autorizzazione al carico.
    • Tieni gli occhi aperti su terreno fermo, vicino a un appoggio stabile; un adulto deve poter assistere il bambino.
    • Cerca di mantenere il bacino stabile. Se si inclina o perdi l’equilibrio, appoggia l’altro piede, riduci la difficoltà e fai controllare il gesto dal fisioterapista.

    Dosaggio: 3 x 30 secondi per lato, ogni giorno

    Si passa alla fase successiva quando

    • ROM completo e simmetrico
    • Quadricipite ≥80%
    • Step-down da 20 cm senza valgo dinamico e senza dolore
    • Nessun versamento dopo attività
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    Fase 4 — Corsa, impatto e agilità

    Tempistica orientativa: Mesi 4-6

    La finestra temporale è indicativa: il passaggio alla fase successiva dipende dai criteri elencati sotto, non dal calendario.

    Obiettivi

    • Corsa e pliometria senza sintomi
    • Forza ≥90%
    • Preparazione ai gesti sportivi

    Cosa si fa

    • Programma di ritorno alla corsa a intervalli, progressione del volume del 10% a settimana
    • Pliometria progressiva: doppio appoggio → monopodalico → salti con atterraggio controllato
    • Agilità lineare, poi cambi di direzione ampi e stretti; lavoro di decelerazione
    • Allenamento neuromuscolare specifico per la prevenzione delle lesioni del crociato (controllo del valgo dinamico, atterraggi)

    Gli esercizi di questa fase

    Pliometria progressiva
    10. Pliometria progressivaDopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
    • Solo dopo autorizzazione all’impatto e dimostrazione del fisioterapista, inizia con piccoli saltelli a due piedi su un piano stabile.
    • Aumenta direzione, altezza o lavoro su una gamba solo secondo la progressione scelta; non aggiungere più difficoltà insieme.
    • Cerca un atterraggio controllato, con ginocchia e piedi allineati. Interrompi per dolore, cedimento o perdita di controllo; riferisci gonfiore o peggioramento nelle ore successive. Il rumore dell’atterraggio da solo non misura la sicurezza del gesto.

    Dosaggio: 2-3 serie da 10-20 contatti, 2-3 volte a settimana

    Agilità e cambi di direzione
    11. Agilità e cambi di direzioneDopo accesso alla fase indicata e autorizzazione del gesto; rispettare carico e mobilità prescritti.
    • Corsa a navetta, figura a 8 e slalom fra coni dopo autorizzazione: prima curve ampie, poi cambi più stretti.
    • Aggiungi il cambio di direzione imprevisto soltanto nella fase concordata, con il fisioterapista o il preparatore che segue il rientro.
    • Interrompi per dolore, cedimento dell’arto o perdita del controllo del gesto.

    Dosaggio: 2 sedute a settimana, dentro l’allenamento

    Si passa alla fase successiva quando

    • Corsa continua 20-30 minuti senza dolore né gonfiore
    • Hop test con LSI ≥85-90%
    • Forza quadricipite e ischiocrurali ≥90%
    • Assenza di episodi di cedimento
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    Fase 5 — Ritorno allo sport e sorveglianza della crescita

    Tempistica orientativa: Mesi 6-9 e follow-up

    La finestra temporale è indicativa: il passaggio alla fase successiva dipende dai criteri elencati sotto, non dal calendario.

    Obiettivi

    • Ritorno graduale alla gara
    • Verifica dell’assenza di disturbi della crescita
    • Prevenzione delle lesioni successive

    Cosa si fa

    • Reinserimento progressivo: allenamento parziale → completo → gara
    • Programma preventivo neuromuscolare mantenuto (tipo FIFA 11+ o equivalente)
    • Follow-up clinico nel paziente con fisi aperte; controllo radiografico fra 6 e 12 mesi solo se indicato da età, crescita residua, traiettoria degli impianti o sospetto clinico di disturbo assiale o dismetria
    • Educazione: la lassità residua lieve è frequente e non controindica lo sport se la stabilità funzionale è buona

    Questa fase non aggiunge altre schede. Seguire le indicazioni della fase e il programma scelto dal fisioterapista; non proseguire o aumentare automaticamente tutti gli esercizi precedenti.

    Si passa alla fase successiva quando

    • Batteria di test con LSI ≥90%
    • Stabilità clinica soddisfacente e assenza di episodi di cedimento
    • ROM completo mantenuto nel tempo
    • Autorizzazione del chirurgo e fiducia soggettiva adeguata, valutata nel colloquio clinico

    Se compaiono sintomi dopo un avanzamento

    Se dopo il passaggio a una nuova fase o un aumento del carico compaiono dolore persistente, versamento o gonfiore, oppure perdita del movimento, sospendere la progressione e contattare il curante o il fisioterapista per rivedere il programma. Per i segnali d’allarme sotto riportati serve una valutazione tempestiva. Questo documento non sostituisce la valutazione clinica individuale.

    Ritorno allo sport / attività completa

    Sport senza contatto in genere 4-6 mesi; sport di pivot e contatto 6-9 mesi. Sono finestre orientative: i criteri di ritorno sono simili a quelli usati dopo ricostruzione del LCA, ma non identici, perché qui pesano soprattutto il recupero completo del movimento, l’eventuale rigidità, la lassità residua, le lesioni associate e le richieste dello sport praticato.

    • Forza quadricipite e ischiocrurali con LSI ≥90%
    • Batteria di hop test (single, triple, crossover, 6 m timed) con LSI ≥90%
    • ROM completo e simmetrico, assenza di versamento
    • Assenza di episodi di cedimento; valutazione della stabilità da parte del chirurgo al controllo
    • Atterraggio senza valgo dinamico al drop jump
    • Pedi-IKDC o Lysholm ≥90 e fiducia soggettiva adeguata

    Il Limb Symmetry Index ha limiti noti: da solo non basta, perché il lato sano può essersi decondizionato. Va integrato con valori assoluti di forza, qualità del movimento e richieste specifiche dello sport. Nel paziente con fisi aperte è opportuno un follow-up clinico nei mesi successivi, con controllo radiografico secondo indicazione. La lassità anteriore lieve residua è frequente: se non si associa a instabilità funzionale non ritarda il ritorno allo sport.

    Red flags: sospendere e contattare subito

    • Dopo l’avvio della mobilizzazione: perdita dell’estensione completa oppure flessione che non progredisce come previsto ai controlli (sospetta artrofibrosi: contattare il chirurgo)
    • Blocco articolare improvviso (possibile mobilizzazione del frammento o del mezzo di sintesi)
    • Versamento importante e persistente o rapida ricomparsa dopo il carico
    • Dolore acuto dopo un nuovo trauma con sensazione di cedimento
    • Febbre, arrossamento, calore o secrezione dalle ferite artroscopiche
    • Nel paziente in crescita: comparsa di deviazione assiale del ginocchio o differenza di lunghezza degli arti nei mesi successivi

    Autore: Dott. Daniele Priano, Ortopedia Pediatrica. Versione del contenuto: 9 settembre 2026.

    Le tempistiche sono orientative: la progressione dipende dai criteri clinici e funzionali e dalle indicazioni del curante.

    Introduzione completa e bibliografia su ortopediaevolutiva.com/riabilitazione/frattura-spine-tibiali-reinserzione
    Frattura-Distacco delle Spine Tibiali: reinserzione e sintesi con pin riassorbibili — Dott. Daniele Priano, Ortopedia Pediatrica · Documento informativo: non sostituisce la visita e le indicazioni del team curante.

    Versione aggiornata online

    Questo protocollo può essere utilizzato e condiviso per finalità cliniche e informative mantenendo integra l’attribuzione all’autore e alla fonte originale. La ripubblicazione o distribuzione come opera propria non è consentita.

    Frattura-Distacco delle Spine Tibiali: reinserzione e sintesi… · Versione del contenuto: 9 settembre 2026 — © 2026 Daniele Priano · Ortopedia Evolutiva · ortopediaevolutiva.com

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