Ricostruzione isolata del legamento patellofemorale mediale (MPFL)
Recupero dopo ricostruzione del legamento femoro-rotuleo mediale, secondo sintomi e controllo.
Sport spesso nell’ordine di 6-9 mesi dopo intervento isolato; criteri e procedure associate possono modificarlo.
Per il fisioterapista: adattare esercizi, dose e progressione a lesione o procedura, protezioni, carico e movimento consentiti; verificare i criteri clinici, non solo il tempo trascorso.
Ambito e prima di iniziare
Questo percorso riguarda la ricostruzione isolata del legamento patellofemorale mediale (MPFL) dopo instabilità della rotula. Osteotomie, trattamento osteocondrale o altre procedure associate cambiano carico, tutore e movimento: occorre il piano operatorio specifico. La riabilitazione recupera forza e controllo senza attribuire la lussazione a un’unica causa.
Carico e tutore
Seguire indicazioni operatorie; aumentare carico e togliere ausili quando il passo è sicuro e il ginocchio non si irrita.
Movimento
Recuperare estensione e flessione per gradi, senza forzare la rotula lateralmente; limiti e sblocco del tutore variano tra tecniche.
Risposta al carico
Dolore davanti al ginocchio, gonfiore articolare (versamento) e timore che la rotula esca (apprensione) guidano la dose insieme a forza e controllo.
Controlla sul foglio di dimissione quando puoi caricare e muovere il ginocchio. Se nella scheda mancano carico o movimenti consentiti, chiedi di completarli prima di iniziare.
Il fisioterapista aumenta gli esercizi dopo aver verificato che dolore e gonfiore non aumentino durante o dopo la seduta e che il ginocchio sia controllato.
Prima dello sport servono forza, fiducia e allenamento progressivo.
Fasi del percorso ed esercizi illustrati
Gli esercizi sono nella fase dalla quale possono essere presi in considerazione, con istruzioni e precauzioni. Il fisioterapista li seleziona per il piano individuale: il protocollo completo non prescrive di eseguirli tutti.
Rispettare i tempi minimi e le protezioni indicati per la procedura. Il tempo trascorso da solo non autorizza il passaggio: il team curante verifica i criteri clinici.
Preparazione preoperatoria (prehabilitation)
Orientativamente nelle settimane che precedono un intervento programmato, quando il ginocchio lo consente: durata e necessità dipendono dal quadro clinico, non esiste un minimo obbligatorio.
Obiettivi
Estensione completa o simmetrica rispetto al ginocchio non operato.
Versamento minimo (ginocchio "asciutto").
Recupero globale del quadricipite, senza extension lag.
Controllo del bacino e dell’anca (glutei) e del ginocchio nei movimenti monopodalici.
Educazione su tutore, stampelle, carico consentito e prime fasi post-operatorie.
Piano di preparazione
Controllo del versamento e del dolore (ghiaccio, elevazione, gestione del carico).
Educazione pratica su tutore, stampelle e obiettivi delle prime settimane.
Programma domiciliare quotidiano, integrato alle sedute con il fisioterapista.
Precauzioni
Lussazione con frammento osteocondrale mobile o corpo libero intrarticolare: il trattamento non va rinviato per completare la preparazione.
Ginocchio bloccato o rotula non riducibile: valutazione immediata.
Episodi di lussazione ripetuti e ravvicinati: richiedono rivalutazione specialistica, soprattutto in presenza di lesioni osteocondrali, instabilità importante o limitazione delle attività quotidiane e sportive.
Criteri verificati dal curante
Estensione completa o simmetrica e ginocchio asciutto o con versamento minimo stabile.
Contrazione efficace del quadricipite, senza extension lag allo straight leg raise.
Cammino fluido, senza zoppia di scarico.
Il ragazzo e la famiglia sanno usare stampelle e tutore e conoscono le prime settimane post-operatorie.
Quando serve la preparazione
Prima di una ricostruzione programmata dell’MPFL, soprattutto dopo episodi ripetuti di lussazione.
È particolarmente utile con ginocchio ancora gonfio, con deficit di estensione o con quadricipite inibito dopo l’ultimo episodio.
Si svolge con il fisioterapista, con un programma domiciliare quotidiano concordato.
Preparazione a casa e a scuola
Organizza gli spostamenti a casa: percorsi liberi, tappeti rimossi, oggetti utili ad altezza di mano.
Prepara ghiaccio, cuscino per il rialzo del tallone, abbigliamento comodo e le stampelle già regolate.
Avvisa la scuola o la società sportiva: prevedi assenza, esonero temporaneo e modalità di rientro graduale.
Concorda in anticipo con il fisioterapista la prima seduta post-operatoria.
La preparazione preoperatoria può migliorare forza e funzione prima dell’intervento e facilitare il recupero iniziale dopo la ricostruzione. Non è una garanzia di risultato finale: il percorso post-operatorio resta determinante. Dosaggi e durata sono indicativi e vanno adattati dal fisioterapista.
Contrazione isometrica del quadricipite (quad set)
Orientativamente nelle settimane che precedono un intervento programmato, quando il ginocchio lo consente: durata e necessità dipendono dal quadro clinico, non esiste un minimo obbligatorio.
Sdraiato, ginocchio disteso in posizione neutra sul piano; se serve un feedback propriocettivo puoi mettere un piccolo asciugamano arrotolato sotto il ginocchio.
Contrai il quadricipite spingendo la parte posteriore del ginocchio verso il piano, mantieni e rilascia lentamente.
Cerca una contrazione visibile e globale del quadricipite, senza trattenere il respiro.
Dose e progressione: Indicativo: 10 contrazioni da 5 secondi, 2-3 volte al giorno. Da adattare con il fisioterapista.
Straight leg raise (solo se non c’è extension lag)
Orientativamente nelle settimane che precedono un intervento programmato, quando il ginocchio lo consente: durata e necessità dipendono dal quadro clinico, non esiste un minimo obbligatorio.
Prima contrai il quadricipite e blocca il ginocchio in estensione completa.
Solleva l’arto teso di circa 30 cm mantenendo il ginocchio dritto, poi appoggialo lentamente.
Se il ginocchio cede in flessione durante il sollevamento (extension lag), sospendi e lavora prima sul quad set.
Dose e progressione: Indicativo: 2-3 serie da 8-10 ripetizioni. Da adattare con il fisioterapista.
Recupero dell’estensione con tallone sollevato
Orientativamente nelle settimane che precedono un intervento programmato, quando il ginocchio lo consente: durata e necessità dipendono dal quadro clinico, non esiste un minimo obbligatorio.
Sdraiato, appoggia solo il tallone su un rialzo basso lasciando il ginocchio libero nel vuoto.
Lascia che il ginocchio scenda per gravità, rilassando la coscia; puoi aggiungere una contrazione leggera del quadricipite.
Non forzare e non applicare spinte brusche sul ginocchio: l’estensione si recupera con tempo e rilassamento.
Dose e progressione: Indicativo: 3-5 minuti, più volte al giorno se ben tollerato.
Ponte
Orientativamente nelle settimane che precedono un intervento programmato, quando il ginocchio lo consente: durata e necessità dipendono dal quadro clinico, non esiste un minimo obbligatorio.
Supino, ginocchia piegate e piedi appoggiati alla larghezza delle anche.
Solleva il bacino contraendo i glutei, senza inarcare la schiena, poi scendi lentamente.
Dose e progressione: Indicativo: 2-3 serie da 10-12 ripetizioni.
Equilibrio monopodalico (solo se sicuro)
Orientativamente nelle settimane che precedono un intervento programmato, quando il ginocchio lo consente: durata e necessità dipendono dal quadro clinico, non esiste un minimo obbligatorio.
In piedi vicino a un appoggio, carica su una gamba mantenendo ginocchio leggermente flesso e bacino livellato.
Interrompi se compaiono dolore, sensazione di cedimento o instabilità.
Dose e progressione: Indicativo: 3-5 tenute da 20-30 secondi per lato.
Cyclette
Orientativamente nelle settimane che precedono un intervento programmato, quando il ginocchio lo consente: durata e necessità dipendono dal quadro clinico, non esiste un minimo obbligatorio.
Da introdurre quando il ROM e il dolore lo consentono: regola la sella alta se la flessione è ancora limitata.
Pedalata continua a bassa resistenza, senza dolore e senza aumento del versamento nelle ore successive.
Dose e progressione: Indicativo: 10-20 minuti, secondo tolleranza.
Addestramento a stampelle e carico
Orientativamente nelle settimane che precedono un intervento programmato, quando il ginocchio lo consente: durata e necessità dipendono dal quadro clinico, non esiste un minimo obbligatorio.
Prova le stampelle prima dell’intervento, con l’altezza regolata e il carico indicato dal chirurgo.
Esercitati su piano, scale e ingresso di casa, con qualcuno che ti assiste.
Impara anche a sederti, alzarti e spostarti in bagno rispettando le restrizioni di carico previste.
Dose e progressione: Almeno una sessione di addestramento prima del ricovero; ripetere finché il gesto è sicuro.
Fase 1 · Protezione e attivazione
Prime settimane
Obiettivi
Controllare dolore e versamento.
Recuperare estensione e attivazione del quadricipite.
Piano fisioterapico
Mobilità dolce nei limiti concessi e contrazioni della coscia; sollevare la gamba solo mantenendo il ginocchio disteso, senza che si pieghi durante il gesto (extension lag).
Cammino con tutore e ausili secondo prescrizione.
Precauzioni
Evitare mobilizzazione laterale forzata della rotula e flessione oltre il limite operatorio.
Criteri che il curante verifica prima del passaggio
Estensione attiva in recupero e versamento in calo.
Cammino sicuro con ausili prescritti.
Opzioni di esercizio illustrate
Contrazione isometrica del quadricipite (quad set)
Solo quando il gesto è autorizzato nella fase indicata, rispettando carico e movimento prescritti.
Sdraiati sulla schiena con la gamba appoggiata e il ginocchio nell’estensione autorizzata.
Contrai la parte anteriore della coscia senza sollevare la gamba o forzare il ginocchio. Usa il piccolo supporto sotto il ginocchio solo se mostrato dal fisioterapista.
Mantieni brevemente la contrazione e rilassa. Il sollevamento del tallone non è un obiettivo né una prova di estensione completa.
Dose e progressione: Segui serie, ripetizioni o durata, pause e frequenza scritte nella tua scheda. Fermati prima di perdere il controllo del gesto; non ricavare la dose dalla figura.
Sollevamento della gamba distesa
Se mobilità e attivazione sono autorizzate e riesci a mantenere il ginocchio disteso senza cedimento; prima prova con il fisioterapista.
Sdraiato, sistema l’altra gamba nell’arco consentito e mantieni quella da esercitare nella posizione indicata; se entrambi i lati sono trattati, rispettane i rispettivi limiti.
Attiva la coscia e solleva poco la gamba, mantenendo il ginocchio disteso; riappoggiala lentamente.
Se il ginocchio si piega durante il sollevamento, torna alla sola contrazione a gamba appoggiata. Niente cavigliere; non rimuovere un tutore senza permesso.
Dose e progressione: Segui serie, ripetizioni o durata, pause e frequenza scritte nella tua scheda. Fermati prima di perdere il controllo del gesto; non ricavare la dose dalla figura.
Fase 2 · Movimento e controllo
Dopo protezione iniziale, spesso nelle prime 6 settimane
Obiettivi
Migliorare flessione, cammino e controllo del ginocchio.
Piano fisioterapico
Progressione di ROM e cammino secondo indicazioni chirurgiche.
Rinforzo dinamico di quadricipite, anca e tronco con squat parziali solo nel carico e range autorizzati.
Precauzioni
Non sbloccare o togliere tutore solo per il decorso delle settimane.
Criteri che il curante verifica prima del passaggio
Passo controllato e flessione in miglioramento senza aumento di dolore o versamento.
Esercizi parziali senza apprensione marcata.
Opzioni di esercizio illustrate
Apertura del ginocchio sul fianco
Solo quando il gesto è autorizzato nella fase indicata, rispettando carico e movimento prescritti.
Sdraiati sul fianco, con anche e ginocchia piegate nella posizione consentita. Inizia senza elastico.
Con piedi uniti, apri poco il ginocchio superiore senza ruotare il bacino; richiudi lentamente.
Dose e progressione: Segui serie, ripetizioni o durata, pause e frequenza scritte nella tua scheda. Fermati prima di perdere il controllo del gesto; non ricavare la dose dalla figura.
Mini-squat alla parete
Solo dopo autorizzazione al carico completo e al rinforzo; usare l’arco scelto dal fisioterapista.
Con la schiena alla parete come in figura, posiziona i piedi leggermente avanti e mantieni il carico autorizzato.
Scivola poco verso il basso, entro l’arco indicato dal fisioterapista, con le ginocchia orientate come i piedi.
Risali lentamente. Non cercare la profondità mostrata se supera il tuo limite prescritto.
Dose e progressione: Segui serie, ripetizioni o durata, pause e frequenza scritte nella tua scheda. Fermati prima di perdere il controllo del gesto; non ricavare la dose dalla figura.
Equilibrio sul piano stabile
Dopo autorizzazione al carico completo e all’appoggio su una gamba; prima prova con il fisioterapista.
Su terreno fermo e con occhi aperti, solleva leggermente l’altro piede, mantenendo il bacino orizzontale.
Tieni una mano su un appoggio stabile come in figura; un adulto deve poter aiutare il bambino.
Appoggia il piede libero prima di perdere il controllo. Non aggiungere cuscini, occhi chiusi o perturbazioni.
Dose e progressione: Segui serie, ripetizioni o durata, pause e frequenza scritte nella tua scheda. Fermati prima di perdere il controllo del gesto; non ricavare la dose dalla figura.
Fase 3 · Forza e preparazione alla corsa
Dopo la fase iniziale; corsa solo quando idoneo
Obiettivi
Recuperare forza e controllo monopodalico.
Preparare corsa lineare senza dolore reattivo.
Piano fisioterapico
Progredire squat e step; equilibrio monopodalico quando il passo è sicuro, secondo qualità del gesto.
Avviare corsa lineare graduale solo con ROM quasi completo, cammino normale e nessun versamento reattivo; misurare forza del quadricipite se possibile e verificare step-down controllato prima della corsa.
Precauzioni
Corsa solo dopo valutazione di forza e controllo; evitare carichi che aumentano dolore o apprensione.
Criteri che il curante verifica prima del passaggio
Movimento utile completo o quasi, senza versamento reattivo.
Forza e controllo adeguati alla corsa senza compensi importanti.
Opzioni di esercizio illustrate
Discesa controllata dal gradino
Dopo aver recuperato una salita controllata e ricevuto l’autorizzazione al lavoro eccentrico su una gamba; non deriva automaticamente dal via libera al cammino.
Sul gradino basso, resta appoggiato alla gamba trattata; tieni una mano al corrimano come in figura.
Piega poco il ginocchio portando il tallone libero verso il pavimento, senza cadere verso il basso o ruotare il bacino.
Usa il piede libero e l’appoggio per risalire come insegnato. Riduci altezza e arco se il movimento perde controllo.
Dose e progressione: Segui serie, ripetizioni o durata, pause e frequenza scritte nella tua scheda. Fermati prima di perdere il controllo del gesto; non ricavare la dose dalla figura.
Corsa rettilinea alternata al cammino
Solo dopo il via libera alla corsa previsto da questo protocollo e la valutazione di movimento, forza e controllo. Rispettare anche i tempi di protezione della lesione o dell’intervento.
Su terreno piano e regolare, alterna cammino e brevi tratti di corsa lenta in linea retta secondo il programma del fisioterapista.
Mantieni un passo regolare, senza zoppia. Inizia senza sprint, salite, salti o cambi di direzione.
Aumenta una sola richiesta per volta. Se compaiono dolore articolare, zoppia o gonfiore durante il lavoro o il giorno successivo, sospendi la progressione e riferiscilo al fisioterapista.
Dose e progressione: Intervalli di corsa/cammino, durata e recupero stabiliti dal fisioterapista in base a procedura, età e risposta al carico; nessuna dose automatica ricavata dalla fase.
Fase 4 · Impatto e ritorno allo sport
Nei mesi successivi, secondo funzione e procedure
Obiettivi
Tollerare salti, cambi di direzione e gesti sportivi.
Piano fisioterapico
Dopo controllo di forza e atterraggio, da salti bipodalici a gesti più complessi; frenate e cambi di direzione richiedono una verifica distinta.
Da allenamento individuale a completo prima della gara.
Precauzioni
Data, punteggio o video 2D isolati non danno il via libera.
Criteri che il curante verifica a fine percorso
Nessuna instabilità, versamento o apprensione limitante.
Forza, funzione, movimento e allenamento completo valutati insieme.
Opzioni di esercizio illustrate
Piccoli salti in avanti a due piedi
Solo dopo autorizzazione ai salti e prova di atterraggio sul posto controllata dal fisioterapista. La figura mostra la progressione in avanti, da introdurre con lui.
Con il fisioterapista, esegui un piccolo salto in avanti a due piedi su superficie stabile e regolare, come in figura.
Atterra sui due piedi con controllo e fermati prima di ripetere. Distanza e numero di salti sono scelti dal fisioterapista; niente salti laterali o su una gamba senza nuova indicazione.
Fermati per dolore o perdita di controllo e riferisci dolore o gonfiore nelle ore successive.
Dose e progressione: Prime prove e dose scelte dal fisioterapista; aumentare solo dopo aver verificato anche la risposta successiva.
Frenate e cambi di direzione programmati
Dopo aver tollerato la corsa rettilinea e ricevuto una specifica autorizzazione a frenate e cambi di direzione. Prima prova con il fisioterapista; non è un esercizio iniziale di corsa.
Con il fisioterapista, inizia da frenate controllate e curve ampie a bassa velocità, in direzioni concordate.
Mantieni il controllo di tronco, ginocchio e piede. Aumenta velocità e angolo della curva separatamente; svolte strette, reattive o con contatto richiedono ulteriore valutazione.
Fermati per dolore, cedimento o zoppia; segnala anche gonfiore o dolore dopo la seduta e il giorno successivo.
Dose e progressione: Intervalli, recuperi e giorni di riposo definiti per età, sport e livello precedente. Nessuna prova massimale autonoma; allenamento completo prima della gara.
Ritorno allo sport / attività completa
Dopo ricostruzione isolata spesso nell’ordine di 6-9 mesi; nessuna soglia temporale o batteria pediatrica è universalmente validata.
Assenza di instabilità soggettiva, apprensione limitante e versamento.
Forza e controllo valutati con misure adeguate a età e sport.
Allenamento completo tollerato, con fiducia nel ginocchio.
Anatomia e procedure associate modificano il percorso. Simmetria e punteggi sono informazioni utili, non clearance isolate.
Segnali d'allarme: sospendere e contattare il curante
Febbre o ferita arrossata/con secrezione: contattare rapidamente il team.
Nuova lussazione o sensazione ricorrente che la rotula esca: sospendere e rivalutare.
Dolore anteriore o versamento in aumento: ridurre il carico e avvisare.
Rigidità progressiva o perdita di estensione: chiedere controllo.
Polpaccio con nuovo dolore e gonfiore: richiedi una valutazione medica urgente in giornata.
Difficoltà respiratoria improvvisa o dolore al petto: chiedi subito assistenza medica d’emergenza.
Linee guida e letteratura
Le fonti orientano il percorso; non convalidano ogni dose per il singolo bambino.
Schema da personalizzare con ortopedico e fisioterapista: non sostituisce la prescrizione individuale. Rispettare protezioni e criteri clinici, non solo le date.
Autore: Dott. Daniele Priano, Ortopedia Pediatrica. Versione del contenuto: 21 ottobre 2026.
Prepara una scheda paziente
Apri gli strumenti per preparare la scheda
Scegli la fase esatta assegnata dal curante, poi seleziona ciascuna attività prescritta. Nessun esercizio è selezionato automaticamente. Il team definisce carico, movimento, ausili, dose e frequenza; le indicazioni mancanti vanno completate prima dell’uso, anche a mano.
Consulta le opzioni illustrate
Orientativamente nelle settimane che precedono un intervento programmato, quando il ginocchio lo consente: durata e necessità dipendono dal quadro clinico, non esiste un minimo obbligatorio.
Orientativamente nelle settimane che precedono un intervento programmato, quando il ginocchio lo consente: durata e necessità dipendono dal quadro clinico, non esiste un minimo obbligatorio.
Orientativamente nelle settimane che precedono un intervento programmato, quando il ginocchio lo consente: durata e necessità dipendono dal quadro clinico, non esiste un minimo obbligatorio.
Orientativamente nelle settimane che precedono un intervento programmato, quando il ginocchio lo consente: durata e necessità dipendono dal quadro clinico, non esiste un minimo obbligatorio.
Orientativamente nelle settimane che precedono un intervento programmato, quando il ginocchio lo consente: durata e necessità dipendono dal quadro clinico, non esiste un minimo obbligatorio.
Orientativamente nelle settimane che precedono un intervento programmato, quando il ginocchio lo consente: durata e necessità dipendono dal quadro clinico, non esiste un minimo obbligatorio.
Orientativamente nelle settimane che precedono un intervento programmato, quando il ginocchio lo consente: durata e necessità dipendono dal quadro clinico, non esiste un minimo obbligatorio.
Solo quando il gesto è autorizzato nella fase indicata, rispettando carico e movimento prescritti.
Se mobilità e attivazione sono autorizzate e riesci a mantenere il ginocchio disteso senza cedimento; prima prova con il fisioterapista.
Solo quando il gesto è autorizzato nella fase indicata, rispettando carico e movimento prescritti.
Solo dopo autorizzazione al carico completo e al rinforzo; usare l’arco scelto dal fisioterapista.
Dopo autorizzazione al carico completo e all’appoggio su una gamba; prima prova con il fisioterapista.
Dopo aver recuperato una salita controllata e ricevuto l’autorizzazione al lavoro eccentrico su una gamba; non deriva automaticamente dal via libera al cammino.
Solo dopo il via libera alla corsa previsto da questo protocollo e la valutazione di movimento, forza e controllo. Rispettare anche i tempi di protezione della lesione o dell’intervento.
Solo dopo autorizzazione ai salti e prova di atterraggio sul posto controllata dal fisioterapista. La figura mostra la progressione in avanti, da introdurre con lui.
Dopo aver tollerato la corsa rettilinea e ricevuto una specifica autorizzazione a frenate e cambi di direzione. Prima prova con il fisioterapista; non è un esercizio iniziale di corsa.
Scegli la fase attuale per preparare la scheda stampabile.
Promemoria di sicurezza della fase ·
DA COMPLETARE PRIMA DI ESEGUIRE — Il team curante deve completare le indicazioni vuote, anche a mano, prima di usare questa scheda.
Seguire fase e indicazioni confermate dal curante; compilare i campi non autorizza a eseguire gli esercizi.
Nessun esercizio assegnato. Questo è un promemoria di sicurezza, non una prescrizione completa di esercizi.
Indicazioni individuali per questa fase
Carico (quanto peso sulla gamba): ________________________________
Movimento consentito: ________________________________
Tutore e stampelle: ________________________________
Procedura e condizioni di partenza
Carico e tutore: Seguire indicazioni operatorie; aumentare carico e togliere ausili quando il passo è sicuro e il ginocchio non si irrita.
Movimento: Recuperare estensione e flessione per gradi, senza forzare la rotula lateralmente; limiti e sblocco del tutore variano tra tecniche.
Risposta al carico: Dolore davanti al ginocchio, gonfiore articolare (versamento) e timore che la rotula esca (apprensione) guidano la dose insieme a forza e controllo.
Prima di iniziare
Controlla sul foglio di dimissione quando puoi caricare e muovere il ginocchio. Se nella scheda mancano carico o movimenti consentiti, chiedi di completarli prima di iniziare.
Il fisioterapista aumenta gli esercizi dopo aver verificato che dolore e gonfiore non aumentino durante o dopo la seduta e che il ginocchio sia controllato.
Prima dello sport servono forza, fiducia e allenamento progressivo.
Segnali d’allarme: sospendere e contattare il curante
Febbre o ferita arrossata/con secrezione: contattare rapidamente il team.
Nuova lussazione o sensazione ricorrente che la rotula esca: sospendere e rivalutare.
Dolore anteriore o versamento in aumento: ridurre il carico e avvisare.
Rigidità progressiva o perdita di estensione: chiedere controllo.
Polpaccio con nuovo dolore e gonfiore: richiedi una valutazione medica urgente in giornata.
Difficoltà respiratoria improvvisa o dolore al petto: chiedi subito assistenza medica d’emergenza.
Schema da personalizzare con ortopedico e fisioterapista: non sostituisce la prescrizione individuale. Rispettare protezioni e criteri clinici, non solo le date.
Schema da personalizzare con ortopedico e fisioterapista: non sostituisce la prescrizione individuale. Rispettare protezioni e criteri clinici, non solo le date.